Gli ordini professionali sono organizzazioni di categorie di professionisti che detengono due principali privilegi ingiusti:

  • monopolio d’iscrizione
  • obbligatorieta’ d’iscrizione

Il primo punto, quello del monopolio, obbliga tutti cittadini italiani che vogliono esercitare una certa professione (ad esempio l’avvocato o l’ingegnere) a sottostare ed accettare le regole e le tariffe d’iscrizione imposto dall’ordine monopolista. Senza un’alternativa, tutti si devono adeguare.

Il monopolio crea problemi anche ai consumatori: essendo obbligati a scegliere un professionista iscritto all’albo, sono costretti a sottostare alle regole dell’ordine. Ad esempio le tariffe minime di tutti gli iscritti, il divieto di concorrenza tra gli iscritti (che impedisce di capire quali siano i professionisti migliori), e altro.

L’altra questione, quella dell’obbligatorieta’ dell’iscrizione, porta diversi problemi: essendo per un professionista obbligatorio iscriversi all’albo per lavorare, i dirigenti dell’ordine professionale possono esercitare un ingiusto strapotere sui giovani e sugli aspiranti professionisti, che sono costretti a compiere alcune azioni per altri mestieri inimmaginabili: prima devono sostenere un esame di Stato (di cui non si capisce l’utilita’ dato che gli aspiranti sono gia’ in possesso di laurea, e inoltre porta a un 90% di promossi ogni volta), poi devono pagare delle quote d’iscrizione altissime, ed inoltre devono lavorare quasi gratis (praticantato) per uno studio professionale prima d’essere assunti.

Se gli ordini professionali non possono essere aboliti tout court, devono essere per lo meno aboliti questi ingiusti privilegi: il monopolio dell’iscrizione e l’obbligatorieta’ dell’iscrizione.

Ma andiamo a vedere piu’ nel dettaglio cosa siano gli ordini professionali.

Gli ordini professionali: cosa sono

(Fonte: Wikipedia)

Un albo professionale e’ un registro in cui sono raccolti i nomi e i dati di tutte le persone abilitate ad esercitare una professione regolamentata dalla legge.

Le leggi statali, solitamente, impongono che vi sia l’obbligo, per poter svolgere determinate attivita’, di essere iscritti ad uno specifico albo, in particolare la’ dove entrano in gioco la salute e la sicurezza dei cittadini. In Italia esistono una trentina di albi professionali a cui si accede, solitamente, mediante il possesso di uno specifico titolo di studio, unito ad un eventuale periodo di praticantato, al superamento di un apposito esame di Stato e al possesso di determinati requisiti morali, come avere la fedina penale immacolata.

Gli iscritti ad un albo sono riconosciuti come professionisti che svolgono attivita’ ad elevato contenuto intellettuale e hanno spesso dei vantaggi anche sul piano previdenziale. L’iscrizione all’albo e’ obbligatoria soprattutto per chi intende svolgere la libera professione, in quanto consente di firmare progetti, perizie, consulenze, certificazioni, ecc.

In altri casi potrebbe essere sufficiente il solo superamento dell’esame di Stato.
Il concetto di albo è in qualche modo legato al concetto di Ordine, ma non sempre i due termini possono essere usati come sinonimi.
Per “Ordine professionale” si intende l’istituzione, ovvero un ente organizzato e istituito per legge, a cui lo Stato ha affidato il compito di tenere aggiornato l’albo e di tutelare la categoria professionale e il codice deontologico.

Gli ordini professionali in Italia sono circa una trentina:

* Ordine dei farmacisti
* Albo dei dottori agronomi e dottori forestali
* Albo unico dei promotori finanziari
* Ordine dei chimici
* Ordine dei biologi
* Ordine dei medici
* Ordine dei medici veterinari
* Ordine degli psicologi
* Ordine dei dottori commercialisti
* Ordine dei consulenti del lavoro
* Ordine degli avvocati
* Ordine dei notai
* Ordine degli ingegneri
* Ordine Nazionale degli attuari
* Ordine degli architetti
* Ordine dei geometri
* Ordine dei giornalisti
* Federazione Nazionale Collegi Infermieri
* Ordine dei geologi
* Consiglio nazionale dei periti industriali
* Consiglio nazionale dei geometri
* Consiglio Nazionale dei periti agrari
* Collegio Nazionale degli agrotecnici e degli agrotecnici laureati
* Ordine dei tecnologi alimentari
* Ordine dei consulenti in proprieta’ industriale

295 Risposte a “Perche’ abolire”


  1. 1 Andrea D 11 maggio 2009 alle 09:48

    Sono favorevole all’abolizione degli ordini e credo che le stesse finalità di tutela degli interessi pubblici poterebbero essere raggiunte con maggior efficacia da libere associazioni private che, in concorrenza tra di loro, possano garantire in merito alla liceità e alla correttezza dei comportamenti dei propri iscritti.
    Da sempre un monopolio risulta inefficiente rispetto a un mercato concorrenziale (ma molto più profittevole per il monopolista).
    La reputazione richiede tempo e investimenti per essere costruita e nessuna associazione se la giocherebbe per tutelare gli interessi di un proprio iscritto: comportamenti di questo tipo comporterebbero la perdita della fiducia dei consumatori/clienti e il progressivo e rapido abbandono da parte degli iscritti che si trasferirebbero ad altre associazioni. La cosa non può materialmente avvenire se l’albo è unico!
    Fermo restando che, in presenza dei necessari prerequisiti, chiunque deve essere libero di esercitare anche senza essere iscritto a un associazione: l’iscrizione costituirebbe solo una tutela aggiuntiva nei confronti dei clienti.
    Cosa ne pensate?

    • 2 ALBERTO 14 luglio 2011 alle 08:55

      SONO UN TECNICO DI RADIOLOGIA MEDICA. ANCHE SE LAVORO PER UNA STRUTTURA PUBBLICA ( OSPEDALE) SONO COSTRETTO AD ESSERE ISCRITTO ALBO PROFESSIONALE , PAGANDO CIRCA 100 EURO ALL’ANNO.
      QUESTI SOLDI A MIO AVVISO CI VENGONO LETTERALMENTE RUBATI.
      E’ ASSURDO CHE PER LAVORARE DEBBO PAGARE UNA TANGENTE DI
      100 EURO ANNUI. SONO FAVOREVOLISSIMO ALLA ABOLIZIONE.

      • 3 davide77 14 luglio 2011 alle 12:10

        beato te!!! io sono un farmacista e ogni anno sono costretto a pagere 670 euro!

      • 4 antonio 9 agosto 2011 alle 15:11

        Io da Farmacista dipendente coperto già dalla previdenza obbligatoria sono costretto a essere iscritto all’Albo pagando 250 euro all’anno e anche all’ente previdenza farmacisti altri 640 euro .praticamente da farmacista pubblico dipendente già tassato con i contributi Inpdap ,mi fregano ogni anno circa 1.000 euro per esercitare la professione . vergogna aboliamo gli ordini che servono solo per difendere le lpbby.

      • 5 ada 30 gennaio 2012 alle 08:47

        dobbiamo lottare uniti ( sono un’infermiere) per smettere di pagare

    • 6 Giovanni 29 agosto 2011 alle 10:01

      Il problema principale in Italia è il conservare i privileggi di certe corporazioni, parlano di disoccupazione giovanile perchè non eliminano gli albi, ti diranno non c’è certezza della preparazione del tecnico oppure l’ordine è una garanzia ma per chi? Per i consiglieri e il presidente che fagocitano incarichi a destra e a manca senza che nessuno tocchi neanche una briciola. Lasciamo che ognuno si assuma la responsabilità di ciò che fa. Lasciamo stare gli esami…..

      • 7 ares 16 settembre 2011 alle 18:48

        Caro giovanni,
        la strada è lunga ma prima o dopo, si arriverà adun sistema equo senza troppi balzelli autofinanziatori deglio ordini e sopratutto ad un sistema di controllo qualitativo equo.

        ares

      • 8 Antonella 16 novembre 2011 alle 12:11

        Il Presidente e gli altri componenti di un Consiglio dell’Ordine non possono assolutamente assumere incarichi e regalarli a destra e manca. Non ci sono privilegi, ma solo noie per chi assume questi incarichi. L’unico privilegio che può risultare da tale “lavoro” è di tipo relazionale, visto che la gestione di un Ordine professionale richiede un dispendio di tempo sottratto al proprio studio professionale e di energie per continui spostamenti per rappresentanze. Forse in altri settori non è così, ma per gli avvocati, l’abolizione dell’Ordine sarebbe un disastro.

    • 9 catena 5 dicembre 2011 alle 18:10

      pienamente d’accordo.

    • 10 Casimiro Mondino 19 gennaio 2012 alle 14:18

      Penso che la questione sia da dividere in due segmenti.
      A) Attività di altissima rilevanza pubblica (medici, farmacisti, notai, avvocati) queste attività devono garantire il cittadino e lo stato con comportamenti lavorativi ineccepibili per tanto è fuori luogo che operino all’interno di un ordine, le si trasferisce sotto lo stato e coloro che attivamente operano in tali settori faranno carriere pubbliche con compensi pubblici e regole di controllo pubbliche.

      B) Attività di scarsa rilevanza pubblica, operino in regime di lavoro autonomo senza nessun tipo di organizzazione supplementare. La creazione di albi professionali per alcune categorie e non per altre determina crea disuguaglianza tra cittadini e quindi va rimossa.

      Per violazioni, danni derivanti da incapacità o impreparazione, per negligenza e via discorrendo serve una giustizia civile ed una giustizia penale rapida e rigorosa, non servono gli ordini che hanno ampiamente dimostrato di non aver alcun interesse ne nel qualificare la qualità dell’operato dell’ordine ne nel voler mantere serietà e competenza al suo interno.

      • 11 Lorenzo Catullo 9 febbraio 2012 alle 19:19

        Perchè adesso secondo lei gli ordini di notai , avvocati, farmacisti garantiscono comportamenti ineccepibili???? Ma per favore non premdiamoci in giro.

    • 12 Eugenio 26 febbraio 2012 alle 13:45

      daccordissimo!

      • 13 Eugenio 26 febbraio 2012 alle 13:48

        abolire gli ordini e ogni forma di monopolio consente di dare maggiore libertà a tutti coloro che vogliono cimentarsi in una qualunque professione e consente ai consumatori di avere maggiori garanzie di qualità e correttezza.

      • 14 Ermanno 1 marzo 2012 alle 13:07

        Siamo tutti d’accordo sul fatto che gli ordini professionali così come sono oggi non funzionano assolutamente, anzi. Ma il cittadino deve essere garantito da “qualcuno” sul fatto che il professionista che incontra per la strada non sia un ciarlatano. Personalmente in 15 anni di professione (ingegnere) senza mai un problema ho avuto spesso l’occasione di avere neolaureati nel mio studio (peraltro sempre pagati come sempre pagato sono stato io all’inizio) e posso garantire che, specialmente negli ultimi 5 anni la formazione dei ragazzi che escono dall’università è veramente scarsa. A Trieste, ad esempio, solo circa il 10 – 15 % dei laureati passa l’esame di stato in architettura ed io, per aver fatto parte di una commissione, vi assicuro che di questi ne avrei fermati almeno la metà.
        Quindi, o mettiamo a posto l’Università (miracolo!) o diamo a Professionisti “anziani” il compito di “certificare” che dopo un congruo periodo di apprendistato un laureato è in grado di essere messo sul mercato, o troviamo ancora un’altra via, ma non possiamo fare un “liberi tutti” senza preoccuparsi dell’incolumità dell’utente. Ci sono già fin troppi ciarlatani in giro, e l’Italia non è ancora abituata a scegliere in regime di libero mercato… ci manca ancora tanta strada per arrivare a quella mentalità anglosassone che permetterebbe un’autoregolamentazione dei professionisti senza bisogno di leggi o albi… scusate la prolissità.

  2. 15 Andrea D 11 maggio 2009 alle 09:57

    Continuando nella visita del sito, mi sono reso conto che quanto da me espresso è già stato riportato (e scritto certamente in maniere migliore) dall’articolo di Alvi del 2004! ( http://ordiniprofessionali.wordpress.com/materiale/)

  3. 16 davenoise 11 maggio 2009 alle 11:14

    Ciao Andrea D
    grazie per i tuoi commenti, sono i primi che ricevo sul blog.

    Io penso che gli ordini professionali vadano aboliti e, per quanto riguarda le associazioni professionali, non sono contrario solo nel caso siano introdotte senza obbligatorieta’ da parte dell’utente di rivolgersi ad esse.

    In poche parole: abolizione ordini professionali + creazione associazioni professionali + obbligatorieta’ di rivolgersi ad esse: MALE MALE MOLTO MALE

    Invece: abolizione ordini professionali + creazione associazioni professionali + assenza d’obbligatorieta’ di rivolgersi ad esse: BENE BENE MOLTO BENE

    Se ti va di collaborare al blog, sei il benvenuto!

    A presto

    — dave

    • 17 COS 29 dicembre 2011 alle 12:10

      Credo doveroso, che si attui un principio economico basilare, studiato da chi ha seguito un percorso universitario giuridico- amministrativo- contabile, cioè, quello del LIBERO MERCATO, solo dove la migliore offerta( competenza,professionalità) abbia modo di emergere, no quella pseudo identificazione che ghettizza i non appartenenti, ma esorta i più ad essere sempre penalizzati e per i più intendo: CLIENTI E GIOVANI CHE MAGARI HANNO FATTO GAVETTA E NON POSSONO ACCEDERE PER TANTI MOTIVI AD ORDINI CHE PREDILIGGONO I FIGLI DÌ, O CLIENTI CHE AVENDO REDDITI BASSI SONO OBBLIGATI A PAGARE E PAGARE……
      Evitiamo che gli ordini decidano chi SI e chi NO, mettiamo delle garanzie per i clienti che si affidano a professionisti che vogliono esercitare la libera professione, mettiamo la formazione continua, mettiamo assicurazioni a tutela, ma evitiamo la possibilità di far accedere come CTU solo un iscritto ad un ordine che magari è stato presentato da tizio presidente dell’ordine Y.
      RIFLETTIAMO…………

  4. 18 ROB 18 giugno 2009 alle 11:03

    Concordo con l’abolizione degli albi e e con la formazione de associazioni. se ne parla da troppo tempo ancora niente di concreto. credo che i centri di potere rappresentati dagli albi, bacino di voti, siano ancora troppo forti. avete notizie sul come stanno andando i lavori in merito?

    Le leggi di costituzione degli ordini sono datati e legati a logiche di controllo da parte del regime…. sarebbe ora di farne a meno.

    • 19 dave 18 giugno 2009 alle 11:07

      Si’ credo anch’io che l’abolizione non sia ancora avvenuta perche’ i rappresentanti degli ordini professionali portano una sacca notevole di voti ai partiti statalisti.

      Purtroppo gli unici che pongono questa campagna come priorita’ sono i Radicali Italiani, spesso estromessi dai mezzi d’informazione e dai mass media…

      Un’idea per portare avanti la nostra campagna e’ coninvolgere piu’ persone possibili segnalando questo blog a conoscenti e amici!

      Grazie a presto

      — dave

  5. 20 Antonio 21 giugno 2009 alle 08:07

    Il MOVIMENTO LIBERTARIO ha messo su Internet due links per raccogliere on line le firme da inviare insieme a una petizione alla Corte Costituzionale Europea per indire un referendum popolare per l’abrogazione DI TUTTI GLI ORDINI PROFESSIONALI.

    Ecco i links:

    http://ordiniprof.petitionhost.com/

    http://www.gopetition.com/online/28770.html

  6. 22 Alboingdelc.... 7 ottobre 2009 alle 14:01

    Sono Ingegnere
    e obligatoriamente per esercitare la liber professione o almeno di ottenere certi diritti sono iscritto all’albo professionale delgi ingegneri. Questi albi sono soltanto delle Lobby che non offrano quasi niente ai nembri e sono soltanto bravi ad incassare la quota annuale. E guai se la dimentichi a pagarla soltanto di un giorno. Ti condananno già con provedimenti disciplinare (mancherebbe soltanto la pena marziale). É ora che vengono aboliti questi albi, anche perchè maggior parte dei paesi nembri dell UE non esistono più, ad esempio in germania e in Austria.

    • 23 dave 7 ottobre 2009 alle 14:08

      Hai ragione Alboingdelc, e’ una situazione assurda!
      E’ per questo che e’ importante sostenere il nostro blog e la nostra battaglia.

      Ad ogni modo, molto interessante il suo racconto del trattamento riservato a chi ritarda il pagamento della retta annuale all’ordine.
      Potrebbe raccontare piu’ dettagliatamente?

      Il blog e’ nato anche per questo: condividere esperienze che dimostrino il danno sociale degli ordini professionali.

      Ci racconti, caro amico, ci racconti!

      — Davide

      • 24 Alboingdelc.... 7 ottobre 2009 alle 18:48

        Gentile Davide,
        L’anno scorso ho pagato la quota annua per qualche giorno in ritada. La prima volta, non mi era mai successo. Il termine è a Marzo. Quando si paga in ritardo si dovrebbe in teoria subito pagara una multa del 10% della quato. Non lo fatto perchè veramente non me ne sono occupato più di tanto, dato che ho da pensare anche altre cose e non devo prorio essere costretto a sapere tutte le regole e normative di questo albo di m… a memoria. A dicembre dello stesso anno mi è arrivata una bella sorpresa: una lettera raccomandata dall’albo, che diceva se non pago subito entro qualche giorno la pena del 10% sarrò penalizzato con provvedimenti disciplinari. Ma dove siamo arrivati???? Sono diventato nero dalla rabbia. Ho pagato la multa e la storia era chiusa.

        L’anno dopo cioè quest anno cera la voce in giro di vari ingengeri che hanno detto che l’albo non comunica più per posta i pagamenti. Io mi sono veramente arrabiato dato che lo scorso anno mi era sucesso questo e gli ho scritto una lettera tramite email che cosa sarebbe stato questa storia? Hanno trovato la scusa che la posta costa troppo.

        Io mi chiedo se non vengo comunicato per posta e soe non guardo sempre le mie Email e forse qualche ingegnere non ha neanche un indirizzo Email come faccio sapere quando c’è la scadanza e quanto è la quaota???

        Fanno propio schifo sti albi. Non offrono proprio niente. Informazione o consulenza neanche da parlare… Ma i soldi li vogliono subito, e guai se paghi in ritardo.

        Poi con la riforma universitaria dove gli ingegneri sono divisi in due diversi settori, dove quelli triennali hanno in teoria meno diriti che quelli cinquennali, ma la quota è uguale per tutti. Quest non è giusto.

        Fanno proprio schifo questi albi.

        Vi prego fatte tutto per abolire questi albi.

        Siamo nel medioevo

    • 25 simpatia 14 marzo 2012 alle 11:21

      Anche io sono ingegnere ma il mio ordine organizzi incontri e formazione gratuita di valore ben superiore ai 150 euro all’anno che verso. Abolire gli ordini e perchè? per muovere l’economia ? sì di quelli che te lo mettono in quel posto …

  7. 26 Alboingdelc.... 13 ottobre 2009 alle 10:14

    Scrivete ragazzi,
    È importante!!!! Combatiamo contro questa casta. E viva il libero mercato!!!

  8. 28 Al2009 12 novembre 2009 alle 17:07

    In particolare l’ordine dei consulenti del lavoro è stato un ordine che solo recentemente ha avuto come requisito per il tirocinio la laurea. Sono stati necessari 40 anni di scolarizzazione di massa per convincere questo ordine ad indicare la laurea! Prima era sufficiente il diploma. D’altronde bisognava aiutare i figli di papà che non volevano sottoporsi allo stress da esame universitario !

    • 29 Simone 21 novembre 2011 alle 18:23

      Io spero che tu non sia un mio collega perchè scrivi senza conoscere i fatti in quanto il contrario di quanto hai scritto sono proprio io. I miei genitori sono stati dipendenti del min. interni.
      Ho fatto l’esame di consulente del lavoro nel 1994 quando avevo solo il diploma di ragioniere e mi sono abilitato pur non avendo nessun santo in paradiso.
      Mi sono iscritto all’Università a Tor Vergata nel 2000 e poi ho concluso il corso di studi regolarmente.
      E ti posso assicurare che pur avendo dato 25 esami all’università nulla è stato più stressante dell’esame orale che si sostiene solo dopo aver passato lo scritto e 5 mesi dopo circa.
      Svolgo la professione da 15 anni e i se vieni a far l’esame probabilmente lo passi anche te, preparati bene però e studia che lo stress è circa il doppio di quello dell’università.

  9. 30 anna 8 dicembre 2009 alle 05:25

    vi racconto cosa è capitato con l’albo degli Ingegneri e degli Architetti della provincia di Roma.
    Ecco i fatti:

    Anno 2003 due professioniste una ingegnera ed una architetta dichiarano un FALSO (documentale e verificato carte alla mano: il bianco è nero – dichiarano!) e mettono nei guai seri una intera famiglia. ( l’oggetto del contendere è uno stupendo antico edificio e un terreno con 9.000 mc edificabili a destinazione residenziale turistica.)

    Le due professioniste sono nominate dai politici.

    Anno 2004 la proprietaria finisce sul penale, denuncia il fatto agli albi professionali Ingegneri ed Architetti, quest’ultimi tagliano corto, archiviano, scrivono poco e non risponderanno mai più).

    L’albo degli Ingegneri invece archivia, riapre, convoca addirittura la povera “cristiana” della proprietaria che si reca fiduciosa con un fascio di carte, vestita per benino, nella speranza che finalmente trovi giustizia!!!!

    Invece NO !

    L’albo degli Ingegneri pochi giorni fa e dopo che il giudice ha chiuso la storia a favore della povera “cristiana” che nel frattempo e per quasi sette lunghi anni, ha passato il mare con gli zoccoli, restituito ingiustamente fondi europei, visto rovinato per la vita il marito, vissuto il dolore della paura di ragazzi all’epoca ancora minorenni, avuto paura di perdere la propria famiglia e la propria casa, percorso la via crucis…

    Ebbene così scrive L’albo degli Ingegneri a fine novembre 2009 a difesa di chi ha dichiarato il FALSO:

    “ – Visto l’art. 44 del Regio Decreto 23 ottobre 1925, n. 2537 il Consiglio dell’Ordine degli ingegneri di Roma,, valutati i fatti …..archiviata nel 2006 …..con giusta deliberazione ritiene all’unanimità di rigettare l’istanza….”-

    Le due professioniste hanno dichiarato un FALSO ….e la passano liscia!!!

    Ma non è finita!!! Le due professioniste a Protocollo del Comune, archiviavano i documenti della povera “cristiana” in una cartellina così titolata e in rosso:

    -“elenco/ promemoria CAZZATE VARIE”-

    E così sia!!!

  10. 31 dave 8 dicembre 2009 alle 10:38

    Cara Anna,
    la tua storia e’ davvero inquietante e ci da’ ancora una volta una motivazione per spingere all’abolizione dei privilegi di queste corporazioni medievali del potere chiamate Ordini Professionali.

    T’invito comunque a non gettare la spugna ed aiutarci nella nostra battaglia!
    Se dai un’occhiata alla sezione “Come aiutarci”, sono sicuro che potrai trovare il modo di sostenerci.

    Grazie, un abbraccio

    – Davide

  11. 32 Papà X 1 gennaio 2010 alle 19:09

    Gentile Redazione e Cari Lettori/Lettrici,

    sulla base di quanto ho potuto personalmente constatare leggendo le formali ed evasive “risposte” inviatemi da due distinti Ordini Professionali Regionali (Avvocati e Psicologi) a fronte di tre dettagliati e documentati Esposti da me presentati per segnalare le gravi irregolarità commesse da alcuni loro iscritti,

    il principale motivo per il quale vanno aboliti i c.d.
    Ordini Professionali (o quanto meno dovrebbero essere riformati significativamente), è rappresentato dal fatto che essi
    - contrariamente a quanto previsto dalla Legge e a dispetto di ciò che professano nei loro Regolamenti e nei loro Siti -
    non sanzionano i loro iscritti nemmeno di fronte a palesi e documentate violazioni di norme Legge e di precise norme deontologiche.

    A mio avviso, il modo migliore per contrastare tali “caste” e le loro strutturali “inefficienze”, è di organizzarsi e pubblicare (nei limiti consentiti dalla Legge) le relative documentazioni.

    Restando a disposizione della Redazione per ogni ulteriore approfondimento e/o per valutare eventuali fattive collaborazioni, auguro a Tutti noi un sereno 2010.

    • 33 dave 3 gennaio 2010 alle 18:18

      Ciao Papa X
      grazie per il tuo messaggio, anche noi la pensiamo come te!
      Gli ordini professionali servono solo a una cosa: garantire privilegi ingiusti ai loro dirigenti.

      Vanno aboliti del tutto oppure va abolita l’obbligatorieta’ dell’iscrizione ed il monopolio degli Ordini.

      Per quanto riguarda la possibilita’ di collaborare, sarebbe davvero ottimo se tu riuscissi ad organizzare una conferenza sul tema nella tua citta’: credi di poterci pensare?

      Fammi sapere, grazie

      – Davide

      aboliamo(AT)gmail.com

  12. 34 desi 18 gennaio 2010 alle 16:03

    daccordissimo,
    sono anni che mio chiedo il ruolo degli ordini se non quello di spillarmi più di due centoni che non ho ben capito dove vadano a finire.
    l’unico rapporto che ho avuto con l’oridne è stato alla consegna del timbro quando mi sono iscritta ed un litigio con il presidente perchè gli ho chiesto di ridurre la quota di iscrizione almento nei primi tre anni…..negativo

  13. 35 giuso 12 aprile 2010 alle 15:17

    é scandaloso…enti locali come il COMUNE DI ROMA e NAPOLI nel 2010 hanno inserito tra i requisiti per partecipare a concorsi per laureati (cat.D) il superamento dell’esame di stato!!
    bene: tagliamo le ali ai neolaureati o a chi non lo ha ancora passato, che magari hanno più bisogno di un impiego rispetto a chi è già nel settore.
    L’abilitazione poteva essere inserita nella valutazione titoli…ma addirittura come requisito mi sembra il colmo. Oppure si potevano suddividere i posti a concorso in due sezioni, una quota per abilitati e un altra per non abilitati, con differente livello retributivo.

  14. 36 P.Spinelli 28 giugno 2010 alle 17:39

    Salve,

    sono un laureato in fisioterapia, la nostra categoria da decenni affronta battaglie di natura politica e non solo per l’approvazione di alcuni disegni di legge che garantirebbero un ordine professionale a tutte le professioni sanitarie. Il mio parere è FAVOREVOLE agli ordini professionali, in quanto garantirebbe al cittadino una sicurezza sulla cura della sua salute. Purtroppo in ambito sanitario è frequente l’abusivismo professionale, “ciarlatani” si improvvisano professionisti della salute rischiando di procurare gravi lesioni a persone ignare di curarsi da un non laureato, cosa molto frequente. L’ordine professionale garantirebbe un controllo e certamente una riduzione dell’abusivismo al fine di tutelare la salute del cittadino, soprattutto in ambito sanitario.

    • 37 Antonello 18 aprile 2012 alle 20:45

      Ma non basterebbe che l’utente finale sia educato a valutare più alternative chiedendo “Lei una laurea ce l’ha?” “Che esperienze ha?” “Referenze di suoi vecchi clienti?” etc?
      Mi viene da pensare che un ciarlatano, essendo ciarlatano, farà finta di essere un professionista serio in ogni caso, poi che faccia finta solo di avere una laurea o di essere iscritto ad un albo mi sa che fa poca differenza.
      Come fa l’ordine professionale a proteggere dai ciarlatani?
      I ciarlatani e gli sfortunati che ci si imbattono vanno fermati con altri strumenti, non certo può fermarli un ordine che gli dice “Ehh no sig. Ciarlatano. lei qui da noi non può iscriversi”..

  15. 38 Alessandro 9 novembre 2010 alle 09:58

    Sono laureato in economia (laurea specialistica) e per accedere all’ordine dottori commercialisti è praticamente un inferno. Tre anni di praticantato, di cui due assolutamente gratuiti e solo al terzo anno mi è stato garantito un rimborso spese di 500 euro mensili. Dopo 5 anni di università e tre di praticantato vado a dare l’esame di stato (non dico la sede, ma nel nord-est). Vado sul sito per iscrivermi e noto che la quota di iscrizione è passata da 250 a 400 euro (alla faccia della crisi), vado a dare l’esame, tre prove scritte infattibili + l’orale. Risultato: abilitati 8 su 53 candidati. Nella sessione seguente gli abilitati sono stati 3…a voi i commenti…

    • 39 camillo 11 agosto 2011 alle 17:33

      Alessandro hai studiato poco! Come molti purtroppo. Ho dovuto esaminare un decina di “studiati”. Non sapeveno neanche scrivere in italiano.
      Camillo

  16. 40 Giovanni 9 novembre 2010 alle 21:55

    Ho sostenuto l’esame per la professione di termotecnico oggi, e mi hanno dato il ben servito bocciandomi all’orale…Nella commissione tutti i professori erano elettrotecnici e nessun termotecnico e nessuno che sapeva farti domande pertinenti…Ho iniziato a parlare e sono stato subito fermato dicendomi che ero troppo tecnico (i professori non riuscivano a capirmi)…mi hanno iniziato a fare loro delle domande fuori luogo e io ho cercato di arrampicarmi sugli specchi, nel frattempo un professore della commissione era sdraiato sul tavolo con la testa giù e gli altri ridevano quando parlavo…hanno fatto di tutto per bocciarmi nessuna domanda a cui si potesse facilmente rispondere e soprattutto pertinente con la professione di termotecnico…ho buttato via 3 anni di praticantato e i soldi persi per sostenere l’esame

  17. 41 Massimiliano 7 dicembre 2010 alle 16:55

    Dai racconti di ciascuno emerge in modo lampante che i privilegi di casta sono riservati solo a quegli iscritti che l’Ordine intende “proteggere”, anche quando gli interessi da difendere sono della natura più retriva.
    Nel 2007 ho presentato un esposto ad un Ordine professionale dei dottori commercialisti, lamentando l’irresponsabilità ed incapacità professionale di un nostro (ormai ex) consulente.
    Il professionista in questione aveva consigliato e congegnato per la mia azienda una operazione di leasing, coinvolgendo (guarda caso…) un agente intermediario di una imprtante società di leasing, dalla stesso già conosciuto.
    Il fatto sconcertante è che quella consulenza aveva portato alla sottoscrizione di un contratto di leasing a tasso usurario (!), poi addirittura rinegoziato grazie all’intervento dei vertici dell’istituto.
    Non contento del danno cagionato al cliente il commercialista aveva poi anche preteso un compenso straordinario nell’ordine di 30.000 euro proprio per questa operazione, a dir poco maldestra!
    E’ palese il rilievo deontologico della vicenda, senza poter tacere le falsità rappresentate all’associazione professionale nel momento in cui ha dovuto cercare di difendere i suoi interessi.
    Sebbene l’Ordine abbia poi revocato il parere di congruità della parcella (dopo due anni dal rilascio ed un numero imprecisato di istanze, esposti al Ministero della Giustizia, al Consiglio Nazionale ed un ricorso al Tar…), il procedimento disciplinare che ne era seguito si è ora concluso con un nulla di fatto (archiviazione senza nessuna sanzione).
    E meno male che la Legge impone agli ordini di garantire il corretto esercizio della professione
    Sono enti pubblici e devono perseguire finalità di interesse pubblico.
    Per quel che ho potuto appurare gli ordini professionali sono solo caste che vanno quindi eliminate.

  18. 42 GIORGIO MARCENARO 26 aprile 2011 alle 11:40

    Come ingegnere sono fermamente convinto che la garanzia dell’operato di un professionista non possa essere dato dalla semplice iscrizione ad un Albo Professionale. Un professionista é tale perchè ha conseguito una laurea ed eventualmente ha superato un Esame di Stato. Inoltre concordo sul fatto che attualmente gli Ordini Professionali si limitino a raccogliere le quote di adesione senza dare praticamente nulla in cambio al singolo iscritto.
    Ma per esperienza personale ho dovuto anche constatare che il costo economico per l’appartenenza ad un Ordine Professionale non si limita a questo. Infatti se un iscritto ha la sventura di aprire una partita IVA gli salta subito addosso l’Istituto Previdenziale collegato con richieste di contributi previdenziali obbligatori che nell’ipotesi mogliore prevedono una quota fissa anche se non si é svolto alcuna attività professionale. E questo indipendentemente dal fatto se il Professionista sia o meno già in pensione con Istituti previdenziali diversi. Ho sperimentato sulla mia pelle quanto sopra in quanto pensionato INPS e obbligato a pagare sostanziosi contributi all’Inarcassa senza speranza di poterne usufruire a vantaggio della mia pensione.
    Quanto sopra é anche confermato dal notevole contenzioso esistente tra professionisti e Istituti Previdenziali.
    Se veramente si vuole garantire in qualche modo la professionalità dei professionisti basterebbe un elenco gestito dallo Stato che confermi la qualifica del professionista in termini di laurea conseguita e superamento di esame di Stato. Se negli altri Paesi questa é la prassi seguita ci sarà pure una ragione!

  19. 43 kempes 17 maggio 2011 alle 06:19

    Gli Albi sono delle vere e proprie Lobby e di conseguenza gli esami di stato sono una vera e propria farsa, nello svolgimento delle prove si commettono anche dei reati, come il falso in atto pubblico (quando fanno superare l’esame solo a chi ha una raccomandazione e non sa nulla delle materie trattate),loro dovrebbero essere coloro i quali devono fare gli interessi dello Stato nel momento in cui predispongono gli atti ufficiali (dichiarazione dei redditi e bilanci di società).

  20. 44 G. Padel 22 giugno 2011 alle 12:49

    Non credo che l’abolizione “in toto” degli Albi professionali sia utile. Essi infatti garantiscono:
    1. La fedina penale immacolata pena la radiazione.
    2. L’acquisizione delle nozioni “pratiche” fondamentali. L’università infatti forma prevalentemente la teoria!
    3. La formazione obbligatoria attraverso i crediti formativi pena la radiazione
    4. Il rispetto di un codice deontologico perna la radiazione.
    Tutto questo è a tutela del cittadino

    Per risolvere i problemi, proporrei:
    1. L’abolizione del tariffario minimo (lasciar fare al mercato);
    2. La tassa di iscrizione “calmerata”;
    3. Una commissione di vigilanza nel caso di percentuali di promozione agli esami di stato troppo basse rispetto alla media.

    • 45 rosagiuliana 1 luglio 2011 alle 18:33

      purtroppo conosco tanti “”colleghi”" che hanno preso l’abilitazione, iscrizione all’albo e non sanno neppure compilare un cedolino nè tanto meno inserire in contabilità un riepilogo paghe mensili e si definiscono CONSULENTI di che?????
      la professione ha solo una prerogativa l’aggiornamento e la serità che nessun albo può darti ma solo e soltanto la tua etica.

      • 46 Rasputin 6 dicembre 2011 alle 19:43

        conosco commercialisti che campano sui tirocinanti e gente che lavora per loro…non facendo quel lavoro a tempo pieno,oltre modo non sapendo mettere mano su un computer…magari preparatissimi tecnicamente

    • 47 ares 16 settembre 2011 alle 18:53

      G.padel
      propini cose sicuramente sensate, tuttavia posso garantirti che per quanto riguarda la formazione in servizio….i crediti si possono comprare attraverso corsi di formazione di sola facciata…

      ares

  21. 48 G. Padel 22 giugno 2011 alle 12:52

    P.S. Se venissero cancellati gli ordini, non esisterebbe nemmeno l’esercizio abusivo della professione! Alla fine una laurea in medicina o in ingegneria la si può sempre comprare all’estero, no?!?

  22. 49 Antonio 23 giugno 2011 alle 06:45

    PETIZIONE PER ABOLIRE GLI ORDINI PROFESSIONALI:

    http://www.gopetition.com/online/28770.html

    BISOGNA CHE FIRMIAMO TUTTI PERCHè OCCORRE RACCOGLIERE 500.000 FIRME PER PRESENTARE LA RICHIESTA DI REFERENDUM ALLA CORTE COSTITUZIONALE EUROPEA.

    Saluti a tutti.

    Antonio Attinà

  23. 50 Olè 28 giugno 2011 alle 22:55

    Sono un giovane geometra da poco abilitato all’esercizio della libera professione e sinceramente ho incominciato a comprendere realmente il circolo vizioso che ruota attorno il mio ordine (dai vostri interventi comprendo che anche negli altri ordini la trasparenza e la meritocrazia sono uno slogan politico che una valida rassicurazione). Per la cronaca un giovane come me, indipendentemente dal volume reddituale realtivo ai lavori che riesce a strappare con i denti (vista la scorrettissima concorrenza che regna sovrana), deve pagare al collegio una quota annuale e “ottenere” dei crediti “formativi” ottenibili solamente frequentando dei corsi, la maggior parte de quali a pagamento (più è costoso il corso e più crediti ottieni)…quindi il criterio è:paghi e sei “formato”…L’ordine professionale è ormai diventato un mutuo e non un difensore dei suoi iscritti!

  24. 51 professionista 29 giugno 2011 alle 09:27

    Come mai gli Ordini esistono in quasi tutti i paesi civili?
    Non è che coloro che si lamentano in larga parte sono persone che non supererebbero mai (tranne ad Aversa o Reggio Calabria…) un esame di stato?
    Gli Ordini tutelano per legge il pubblico interesse, non gli iscritti.
    Quello di cui parlate è molto grave. Perchè dimostra confusione. Il problema è vero che siano anche gli Ordini, ma non in quanto tali.
    Le associazioni private sono una follia, perchè l’Italia non è un paese anglosassone. Visto che si parla di problemi pratici, non assunti teorici, immaginate cosa significherebbe mettersi in mano ad associazioni private che rispondono ESCLUSIVAMENTE agli interesse degli iscritti (cosa che per gli Ordini non è per legge)? Significherebbe che l’associazione Professionisti Bravi (che so, nome a caso), potrebbe tranquillamente decidere di chiedere una quota di 5000 euro all’anno di iscrizione.
    O peggio, che si crei un cartello (tra privati, è facile che dietro il vertici ci sarebbero grandi aziende con interessi commerciali) che decida di fare muro contro i giovani, chiedendo quote assurde.
    Io sono un giovane che ha sudato le sette camicie per sostenere l’esame di stato al nord. E vi assicuro che ho sentito persone ai vertici del mio Ordine, sostenere questa tesi: siamo troppi, assediati da giovani che fanno prezzi troppo bassi (le tariffe minime non ci sono più, non scrivete baggianate), dovremmo eliminare gli Ordini e per lavorare bisognerebbe creare “nostre” associazioni (di chi? dei vecchi o dei “figli di papà” che dominano il mercato professionale?) e mettere quote d’accesso alte, così elimineremmo tanta zavorra.
    Io dico, gli Ordini non sono il problema nè per i giovani, nè per i clienti. Semmai NEGLI Ordini, ci sono problemi dovuti all’occupazione sistematica dei vertici da un’oligarchia che li usa per dominare il mercato in ogni singola provincia. Secondo me vanno riformati. Esempi, invece di parlare a vanvera?
    Per esempio divieto assoluto di ricoprire per oltre 2 mandati cariche operative/direzionali di qualsiasi tipo nel proprio Ordine. Praticamente, i Presidenti, i consiglieri, qualsiasi ruolo ricoprano, DEVONO ritornare ad essere comuni professionisti. Invece oggi non è così, fanno I presidenti, i consiglieri, ecc, quasi a vita. Si attaccano alle poltrone e usano gli Ordini per auto-promuoversi. Cioè usano la struttura dell’Ordine, per fare pubbliche relazioni personali tramite convegni, inviti, dibattiti, ospitate, articoli in quanto membri e non in quanto liberi professionisti, ecc. In parte, se istituzionale, ci sta pure. Però ci sono macroscopici abusi. E di fatto alcuni professionisti, già “intrallazzati”, si mettono a fare “carriera” negli Ordini per ottenere ancora più visibilità.
    Se fossero costretti ad uscire completamente e definitivamente a scadenza, state certi che sarebbero I PRIMI a combattere contro gli Ordini stessi. Scatenerebbero GUERRE sanguinose contro l’istituzione in cui hanno regnato fino al giorno prima.
    Gli Ordini, dico ai giovani come me, sono un bastione nei confronti della qualità e della correttezza professionale.
    Non crediate che poi “ognuno si fa la sua associazione” e chissà cosa cambia. Rischieremmo di essere esclusi ancora più di oggi, da istituzioni private ricche che sarebbero più autonome dal rispetto di certe regole di concorrenza che oggi sono imposte.
    Ci sarebbe l’Associazione Professionisti Potenti (nome a caso), costosa come un Rotary, il cui accesso sarebbe riservato ad una elite nata ricca e con rampolli con l’iscrizione pagata da papà.
    E questa associazione (o più d’una) avrebbe (signori, siamo in Italia! accadrebbe al 101%!) tutti gli strumenti per stringere accordi, convenzioni e tessere relazioni con le istituzioni politiche (bandi, appalti, commissioni, giurie…).
    E dall’altra parte le Associazioni più “povere” per la massa meno abbiente, che si troverebbe di fronte un muro invalicabile.
    Non vedete gli Ordini come un “ostacolo”. Siamo tanti? Più dei ricchi figli di papà? allora RIPRENDIAMOCI GLI ORDINI.
    E obblighiamoli a non essere più organi di potere e rappresentanza degli interessi di pochi.
    Rendetevi conto che i cittadini “comuni” vedono tutti i professionisti allo stesso modo. Non hanno la minima idea che gli Ordini sono gestiti e garantiscono solo una minima parte di noi, gli altri sono carne da macello che pagano l’iscrizione e facendo numero dà a loro potere di rappresentanza (come un partito ad iscrizione obbligatoria) che invece NOI non diamo col voto, ma solo con l’iscrizione.
    Dobbiamo cambiare gli Ordini, non cancellarli. Cancellandoli cosa credete, che uno si alza la mattina e fa l’avvocato? o il medico? o l’ingegnere?
    Attenzione perchè potrebbe anche accadere che il giorno dopo, trovereste fabbriche di lauree e stuoli di persone che comprando il titolo sarebbero automaticamente autorizzate a fare concorrenza a chi ha dovuto studiare e abilitarsi (dimostrando “allo stato e alla collettività” di avere almeno una preparazione minima).
    Pensate a agli architetti o agli avvocati.
    Potrebbe accadere (ed in Italia è successo in TUTTI i settori finto-liberalizzati) che abolendo gli Ordini, ed essendo il mercato liberalizzato, la mattina dopo un muratore (con tutto il rispetto) che ha messo su una grossa impresa con un medico che ha una clinica, potrebbe metter su (avendo tanti ma tanti soldi) una società di progettazione, mettendo a stipendio professionisti abilitati.
    Un pò come le cliniche private: notai che essendo miliardari, aprono cliniche mediche (non attinenti con la loro professione), assumendo poi un medico come responsabile sanitario.
    L’effetto potrebbe essere dirompente: il ricco nullafacente non laureato, che aprirebbe la sua bella ed esclusiva “società di progettazione”, o la sua azienda di consulenza legale. Assumendo a seconda progettisti o avvocati.
    E’ il professionista, che fornisce un servizio di alta competenza e specializzazione, nell’interesse pubblico, che deve essere PADRONE di ciò che fa e che pensa, nel rispetto della deontologia.
    D’altronde, in paesi serissimi ed efficienti, come la Germania, la Francia, ed altri, gli Ordini ci sono e sono enti seri.

    • 52 ANTONIUS 30 giugno 2011 alle 09:24

      SI cARO MIO E CHI HA LA PREPARAZIONE MINIMA?E NON PASSA L ESAME PER GIOCHI DI POTERE COME LA METTIAMO??IO HO DATO L ESAME 5 VOLTE E NON CREDO DI NON ESSERE PRONTO..POSSO RACCONTARTI UN SACCO DI COSE VISTE CON I MIEI OCCHI SU CHI PASSA L ESAME?MI PARE SUFFICIENTE LA LAUREA IN ECONOMIA E TRE ANNI DI TIROCINIO PER POTER ESSERE ISCRITTO…L ESAME DI STAO SERVE SOLO A SPEZZARE LE GAMBE AI GIOVANI..VISTO CHE NON CI DANNO UN POSTO DI LAVORO MA LA POSSIBILITA DI LAVORARE…

      • 53 Andrea 30 giugno 2011 alle 10:55

        Carissimo Professionista, Antonius ha ragione!!! Come lui molti, moltissimi potrebbero testimoniare la loro esperienza! Un conto è la teorica istituzione di un organismo di controllo e garanzia altro è la realtà! Gli ordini professionali non sono utili nemmeno a gli stessi iscritti ma ad un numero ristretto di loro che hanno al loro interno posizioni di potere! Non regge il paragone con l’estero, paragone sbandierato solo quando ci fa comodo. Ti dirò che ci sono paesi dove un commercialista guadagna quanto un operario perchè lo stato impone adempimenti minimali (Malta) o nazioni (USA) dove questa figura nemmeno esiste, altre nazioni ancora (Svizzera) dove esiste la figura del notaio pubblico che costa pochissimo e potrei continuare. Altri paesi, appunto, ma noi dobbiamo guardare alla realtà italiana dove agli esami di stato passano circa dall’1% al 10% degli iscritti!!!! ( esame del 2009 in Toscana per l’abilitazione alla professione di consulente del lavoro: circa 600 iscritti 10 promossi; notai 7% di successi nel 2007!) Tutti impreparati? Guarda caso ciò avviene in albi che hanno stretti legami con la politica per la loro natura professionale (Tributi, Norme e Politiche del lavoro) ed operano in settori a forte interesse economico e sociale, mentre gli altri albi vedono ribaltare le percentuali: nel 2007 gli aspiranti veterinari hanno superato la prova al 99%, i farmacisti al 97%, gli odontoiatri al 96%. Percentuali di successo elevatissime anche per medici, biologi, chimici, psicologi e per le diverse categorie di ingegneri (fonte: Ministero dell’Università). L’Italia non più un paese di navigatori, poeti e santi ma di scienziati?
        Ma andando a verificare i risultati su quanti superano questa famigerata prova, si scoprono differenze enormi, non solo fra ordine e ordine ma anche fra città e città. E’ tutto italiano il fenomeno dei “turisti da esame”. Potrei continuare ma credo basti. Siamo impagabili noi italiani! Impagabili e unici!
        Infine permettimi un commento affettuoso sulla “tenerezza” dell “cuore” del tuo commento! Quanto sei meravigliosamente giovane! “Riprendiamoci gli ordini”! Sei davvero tanto giovane e …tenero!

    • 54 camillo 11 agosto 2011 alle 17:52

      A Porfessionista. Ti do ragione. Io nel mio ordine degli ingegneri ho trovato serietà nei Presidenti e nel Consiglio. Con riunioni e dibattiti professionali e tecnici potevo aggiornarmi. Temo le Associazioni private. Lavorando ne ho viste ottime o scarse, come sempre è una questione di uomini.

  25. 55 professionista 30 giugno 2011 alle 10:28

    (Un appunto: si scrive minuscolo, maiuscolo solo per sottolineare…)

    Beh, vedi?
    Allora per te il problema non è la concorrenza del mercato ecc.
    E’ una cosa ben più ristretta: il fatto che non hai passato l’esame.
    Se ti prepari adeguatamente, lo passi ovunque, anche in Italia.
    Per quello non voglio parlare di esame sì, esame no, ma eventualmente del tema che tutti usano come paravento risolutivo, cioè l’abolizione degli Ordini.
    Tu l’hai fatto 5 volte? io 4. Ho visto decine e decine di colleghi, per due anni, COME LA GELMINI, andare a fare l’esame al sud. Tutti bravissimamente abilitati. Peccato che tranne situazione sfortunate “logisticamente” (cioè trovarsi davanti al verificatore stronzo) l’hanno passato.
    Io ho semplicemente ammesso che le prime 3 volte non ero preparato.
    CREDERE di essere preparati all’esame (e quindi ad esercitare), non è ESSERLO. Anche se si lavora da anni. COnosco ventenni non laureati che “disegnano” benissimo da anni. Per questo potrebbero abilitarsi architetti o ingegneri? O addirittura geometri che, essendosi diplomati a 19-20 anni, è naturale che a 25 abbiano “pratica”. Per questo gli facciamo fare l’esame da architetti o ingegneri? Saper fare ALCUNE cose relative ad una materia complessa, non significa essere preparati (come richiesto in quasi tutto il mondo occidentale), a gestirla nella sua interezza.
    Alla fine, studiando da prete per 5 mesi, facendomi un mazzo indicibile, studiando e d esercitandomi tutti i w.e. senza fare manco un “ape” o una gita la mare, mi sono abilitato a Milano. Senza se e senza ma, senza alcun tipo di contatto o raccomandazione. Il fatto che ci sia qualche raccomandato (non TUTTI, al massimo QUALCHE), mi fa incazzare come una iena, perchè sono merde. Ma non c’entra NULLA con noi.
    Tu dici “l’ho dato 5 volte”. Conosco colleghi che l’hanno dato 10-12 volte. Andando lì ogni volta ripetendo “lavoro da 3-5-10 anni, lo devo passare per forza, “gliela posso insegnare io la materia ai commissari”. Bocciati sempre. Dimenticavano un dettaglio non trascurabile: studiare! Invece davano la ripassatina alle norme principali e al massimo a tempo perso qualche mini esercitazione volante abbozzata senza criterio. “Tanto lo so fare”, dicevano.
    Ora, non sono nato ieri e so che ci sono situazioni vergognose riguardo gli esami. Ma voglio dire: la cosa più vergognosa è da parte dello studolo di candidati che usando la giustificazione morale (inesistente, in senso assoluto) dell’ingiustizia, vanno direttamente nelle sedi-vergogna del sud, dove tutti sanno, tutti raccontano sottovoce, ma nessuno dice che non si può e conviene, che gli esami a volte si comprano, a volte i commissari danno le soluzioni, altre volte sono organizzati come un business (sedi che tutti conoscono da decenni, che campano sull’indotto dell’esame di stato (hotel, affitti in nero, giri di migliaia e migliaia di euro sottobanco…).
    Tutte cose di cui non ho sentito MAI UN CANDIDATO lamentarsi. Quello va bene. C’è una incoerenza pazzesca. Ma è una conseguenza dell’università italiana e della nostra mentalità: se posso frego gli altri.
    Ma torniamo all’origine: cosa c’entrano gli Ordini professionali in tutto ciò?
    Se identifichi l’Ordine, col tuo esame che non passi, allora non è un principio, è un banalissimo interesse personale, un conflitto di interesse.
    Chi ha studiato e si è spaccato la schiena per abilitarsi, perchè dovrebbe prenderlo in quel posto da stuoli di persone che invece sono impreparate ed hanno rubacchiato pure la laurea? Per esercitare, bisogna dimostrare non a questo o a quello, ma alla collettività, di essere preparati. Altrimenti si è “pericolosi”. E’ così in tutti gli altri paesi, salvo alcuni particolarmente liberisti. Non so, prendi gli avvocati: ti sembra dignitosa quella PORCHERIA di iscriversi come praticanti stranieri in spagna FITTIZIAMENTE, rimanendo in Italia, mentre società truffaldine, pagando studi compiacenti in Spagna, sfruttando una normativa non ancora completamente funzionale, poi fanno abilitare italiani senza che abbiano mai sostenuto l’esame in Italia?
    Sono porcherie. Sai perchè solo a Roma c’è lo stesso numero di avvocati che c’è in TUTTA LA FRANCIA?
    Perchè da noi la laurea è facile e l’abilitazione ancor più. Non dovunque, ma il grosso dei candidati, potendo fare l’esame anche nella giungla (la Campania o la Calabria…), si abilitano a finumi, senza sapere un cazzo.
    Idem per gli architetti ed ingegneri: sai quanti colleghi da Milano sono andati al sud? fiumi umani. A getto continuo.
    Io invece farei un’altra cosa: 4 sedi, e ogni candidato a sorteggio. Così non avrà idea di dove finirà. E avrà pari chance con i colleghi.
    L’abolizione degli Ordini, è una scusa: molti che ne parlano hanno ben altri interessi. Perchè il principio è giusto. Vanno riformati profondamente, questo sì… e facciamolo allora!
    Noi siamo gli iscritti, NOI DECIDIAMO CHI METTERE AI VERTICI.
    Sa che a Milano va a votare per i consigli, circa il 15% degli iscritti?
    significa che l’85% (tra cui tantissimi GIOVANI che protestano), se ne strafregano decidere loro da chi mettere nell’Ordine di appartenenza.

    • 56 Fabio 3 luglio 2011 alle 13:47

      Anche secondo me ANTONIUS ha ragione e, piccolo apputo anche a te, si scrive in maiuscolo anche quando si è arrabiati (come per urlare o parlare a voce alta).
      Perciò mi pare che ANTONIUS abbia fatto bene a scrivere in maiuscolo per esprimere il proprio stato d’animo relativamente all’argomento.

    • 57 gianluca 6 luglio 2011 alle 14:09

      Aggiungerei dell’altro: voi state dimenticando che siamo in Italia…. fino all’ultima riforma dell’università, quella cd. Gelmini, si sono laureate migliaia di persone sostenendo il 10/20% degli esami previsti dal corso di laurea. Questo con le cd. “convenzioni” stipulate negli anni 2005÷2009. Alcuni esempi? Li troverete facilmente su internet, ma ve ne segnalo alcuni.
      1. L’Università di Siena stipulò una convenzione con l’Arma dei Carabinieri in base alla quale un sottufficiale che aveva frequentato la relativa scuola (durata 2 anni: accesso anche con la 3° media) con 3 tesine scritte (pare anche copiate) conseguiva la laurea triennale in Scienze dell’Amministrazione (facoltà scienze politiche), Due miei amici che hanno preso il diploma in 2 anni, come privatisti, dopo la scuola sottufficiali, adesso sono “Dottori”;
      2. L’università Telematica Marconi stipulò diverse convenzioni (periti industriali ed agrari, agrotecnici, geometri) ai quali riconobbe un minimo di circa 110 crediti universitari oltre altri su base curriculare. Conosco alcuni geometri che si sono laureati in Architettura con 5÷6 esami complementari (cioè esclusi quelli di base: matematica, fisica, statica).
      Idem per altre categorie (ragionieri commercialisti, consulenti del lavoro, polizia, GdF, Militari varii, giornalisti, sindacalisti, ecc.). Sono i genere università di terzo piano (telematiche, Teramo, Kore, Camerino, ecc), ma anche qualcuna “insospettabile” (Bologna, Torino). Qual’è il problema? Il problema è che adesso molti di questi hanno e stanno facendo la laurea magistrale, hanno conseguito il titolo con una decina di esami nelle varie specialità (architettura, giurisprudenza, ecc.) e fremono per accedere ai vari Ordini. Chi non lo fa è solo perchè, non essendo minimamente preparato, ha paura di bocciare. Alcuni lo sono già stati. Quei geometri che conosco hanno conseguito la laurea in architettura del paesaggio e, siccome tale indirizzo non gli consente un incremento di competenze, cercheranno l’iscrizione a quello degli agronomi e forestali (senza aver dato un esame di chimica o matematica). In questo modo non avranno più limitazioni sulle costruzioni agricole e sulle strutture in cemento armato. Capita la solfa? Meno male che ci sono ancora gli esami di sbarramento….

      • 58 Rasputin 6 dicembre 2011 alle 19:45

        Verissimo una volta anche report,mostro questa cosa scandalosa,conosco chi con 7 esami da fare non son riusciti a laurearsi,io tralasciando l’essere un asino ho fatto l’operaio,ho lavorato in nero,nei campi con i nonni l’estate(non sempre),e ne ho dovuto fare 25 per la triennale…

    • 59 MEDICO DEL SUD AL NORD :-) 18 settembre 2011 alle 18:39

      Professionista…. Hai rotto con la storia degli esami al SUD…
      Sono del SUD, faccio il Medico nella TUA PADANIA, ho preso l’abilitazione al SUD. Molti dei tuoi AMICI del NORD non hanno nemmeno la più pallida idea delle nozioni di ANATOMIA e FISIOLOGIA. Ora, solo perchè trovano lavoro facilmente e subito dopo la laurea, questo non significa che debbano per forza restare IGNORANTI. Sì io ho studiato molto più di loro, sono stato all’estero per aggiornarmi e in diversi centri di III livello. Sono salito al NORD prechè al SUD c’è il blocco delle assunzioni. Ho vinto ben 3 concorsi in 1 anno di cui 1 a tempo indeterminato. Smettila, per piacere di sparare cazzate, perchè se non ci fossimo spesso noi del SUD a parare il culo agli ospedali e agli enti pubblici con carenza di personale QUALIFICATO, il tuo amico NORD sarebbe con le PEZZE al C.LO. Questa vena di ridicolo razzismo dimostra, oltre alla tua scarsa cultura, anche il tuo scarso spirito di osservazione, dato che gran parte dei migliori professionisti italiani provengono dal SUD e si sono laureati e abilitati al SUD. Per fortuna le persone intelligenti del NORD non la pensano come te e basano i loro giudizi sulla professionalità e la preparazione e non sulla PROVENIENZA DELL’ABILITAZIONE. Ti saluto…. P.S. Ho usato bene il MAIUSCOLO??? Che cogl…e!!!

      • 60 Mattia 30 novembre 2011 alle 09:34

        Affermare “gran parte dei migliori professionisti italiani provengono dal SUD ” fa sicuramente sogghignare/incazzare più di un laureando in medicina (per esempio) di Torino, i quali sono costretti a provare numerose volte l’ingresso in specialistica unicamente perchè i laureati del Sud arrivano per specializzarsi al nord con voti/medie decisamente più alti e quindi con maggiori opportunità di accesso alla specializzazione…ma si sa che le università al sud sono selettive e i loro laureati di gran lunga più preparati che gli studenti ad esempio piemontesi…non ci resta che rimboccarci le maniche come del resto abbiamo sempre fatto dal 1861…

  26. 61 Andrea 30 giugno 2011 alle 11:04

    Quoto quanto detto più sopra! I riformatori sarebbe spazzati via quanto gli abolizionisti! Sei sicuro che ti permetterebbero di opporti ai loro interessi personali? Il problema è se il dente lo si può curare o deve essere tolto!!! Forse una rifondazione degli ordini parte proprio da un loro radicale azzeramento! Cordialità.

  27. 62 Paolo 2 luglio 2011 alle 15:50

    Ciao a tutti,
    qualcuno è riuscito a capire se nel Consiglio dei Ministri del 30 giugno si è parlato degli ordini professionali, come ventilato sui giornali?
    Sul Sole24Ore ho letto che esiste una bozza di legge delega (allegata all’articolo), ma si sa qualcosa di più di come intendano muoversi?

  28. 63 kommercialista 4 luglio 2011 alle 05:46

    ciao a tutti,
    sono un commercialista e concordo con l’abolizione di questo ordine, come di tutti gli altri. È vero che l’esistenza degli ordini garantisce il mantenimento di ruoli privilegiati dei vertici locali e nazionali essere consigliere o presidente locale serve solo ad avere visibilità per gli incarichi in tribunale ed essere consigliere nazionale serve a guadagnare tra indennità, assenza da studio, diaria e rimborsi spese circa 170.000 euro l’anno (questo per i commercialisti, come da bilancio pubblicato sul sito http://www.cndcec.it).
    E pensare che gli ordini nascono per;
    1) tutelari i consumatori-terzi rispetto ai comportamenti non virtuosi dei propri iscritti garantendo l’osservanza delle norme deontologiche nell’esercizio della professione anche attraverso lo strumento disciplinare;
    2) tenere ed aggiornare l’albo, provvedendone alla pubblicazione al fine di darne la massima conoscenza ai terzi, garantendo pari opportunità (non pari incarichi).
    quanto al punto 1), trattasi di mera affermazione di principio.
    nella stragrande maggioranza dei casi gli esposti disciplinari dei terzi-clienti contro commercialisti vengono archiviati. principalmente perchè il consiglio in carica è eletto dai propri iscritti e quindi sanzionare qualcuno significa perdere il suo voto alle prossime elezioni. e questo accade perchè ogni giurisdizione domestica (giustizia fatta in casa dalla categoria) non è equa ed imparziale. tutto diventa discrezionalità. si pensi che quando arriva un esposto chi ne valuta la fondatezza è il consiglio, chi apre il giudizio disciplinare è il consiglio, chi emette la sentenza e sempre lo stesso consiglio. tutto ciò in un iter in cui nessuno rappresenta il denunciante che non può intervenire. l’accusa, in pratica, è sostenuta dallo stesso consiglio che è anche il giudice. ma dove mai si è visto? nel penale ci sono il PM, il GIP e il giudice giudicante, con figure e ruoli distinti. nel procedimento disciplinare no. un procedimento così fatto non garantisce imparzialità/equidistanza, terzietà, inoltre, il cliente/esponente non ha diritto di impugnare la sentenza disciplinare, nemmeno nei casi di archiviazione o di condanna esigua. il diritto all’appello è solo del commercialista sanzionato. infine, cosa di non poco conto, nella disciplina non c’è alcuna previsione del fatto da sanzionare con la corrispondente pena, cosicchè, tatti salvi alcuni limitatissimi casi di condanna penale previsione della relativa sanzione disciplinare, la discezionalità nel comminare la pena è pressocche totale. in tal modo il procedimento disciplinare è spesso inutile, più o meno indulgente per il collega “amico”, quando non diventa strumento nelle mani dei consigli per colpire colleghi non allineati.
    quanto al punto 2), ci sono stati casi di consigli che non pubblicano nè diffondono l’albo (oggi, fortunatamente sono quasi tutti su internet). l’ordine dovrebbe farsi portatore della rotazione degli incarichi presso i tribunali per fare avere a tutti almeno una opportunità.
    ma voi li immaginate i vertici locali (pieni di incarichi perchè più visibili degli altri), che diventano fautori della rotazione, cioè di quella rotazione che diminuirebbe le proprie nomine e i propri guadagni? Appunto, continuate ad immaginarli!
    l’ordine, quindi, ti obbliga solo a pagare la quota e ad iscriverti all’unica cassa, che non è un privilegio, ma un obbligo e senza possibilità di fare scelte alternative, quando anche i dipendenti posso scegliere a chi far gestire il loro TFR. i commercialisti no…viva la libertà!. e questi costi sono molto più gravosi per un giovane neo commercialista in quanto incidono molto su suo reddito basso. Ma prima di tutto ciò c’è anche l’odioso praticantato che è una ulteriore ostacolo all’inserimento professionale.
    Ben vengano le libere associazioni, i sindacati di categoria, e ogni forma di aggregazione purchè libera e non imposta. Se sono libere professioni queste!
    UN PLAUSO AL GOVERNO AFFINCHE’ VADA AVANTI NELL’ELIMINAZIONE DEGLI ORDINI E L’AUSPICIO CHE LE OPPOSIZIONI, radicali e pd, che sempre hanno proposto ciò (anche se, questi ultimi, quando hanno governato mai lo hanno tramutato in legge) SOSTENGANO TALE INIZIATIVA PER IL BENE COMUNE, DANDO PESO ALL’OBIETTIVO E NON ALLE SFUMATURE PER RAGGIUNGERLO.

    • 64 Fabio 4 luglio 2011 alle 20:22

      Se uno ci fà caso dovrebbe accorgersi che, quando si dà il monopolio di qualche cosa a qualcuno, si parte sempre con buoni propositi ma poi si finisce sempre con l’approffitarsi e questo perchè non ci si accontenta mai e si vuole sempre più potere o denaro facendo sempre meno e, non essendoci concorrenza o altre possibilità, non ci sono grossi freni.
      Solo come esempio si può pensare alle assicurazioni sulle automobili: visto che comunque, per legge, siamo obbligati ad averne una, le compagnie possono fare “il bello e il cattivo tempo” tanto l’automobilista, se vuole circolare, è comunque obbligato a rivolgersi a loro.

  29. 65 professionista 5 luglio 2011 alle 09:37

    Voi continuate a confondere l’utilità degli organismi di controllo sulla Qualità delle prestazioni (cosa a cui sono destinati gli Ordini professionali, ovunque esistono nel mondo), e il fatto che non si passi l’esame di abilitazione.
    Presumo che tra di voi nessuno o quasi sia abilitato.
    Io per 3 volte mi sono incazzato di non aver passato l’esame di stato.
    Però prima di dire “non si passa perchè fanno porcherie”, ho deciso di farmi il mazzo.
    Cosa che PRIMA non avevo fatto fino in fondo: e nessuno di voi, al 100%.
    Bene, la prima volta che mi sono ammazzato per 4 mesi sacrificando TUTTO il tempo libero, l’ho passato alla grande.
    Troppi dicono “sono certo di essere preparato abbastanza, lavoro da anni, ecc”. Invece ci sono lacune enormi. Quello che si fa in lavori parziali non è padroneggiare con sveltezza (non al 100%, ma agilmente, con sicurezza e con snellezza) i vari aspetti della professione.
    Ci sono molti che non sanno neanche cosa dicono le norme deontologiche fondamentali della propria professione! come dire che uno si mette alla guida di un’auto senza conoscere il codice stradale.
    Insomma, lo ripeto, è difficile quando ci si è dentro, essere oggettivi.
    E chi è incazzato perchè non ancora si è abilitato, non può essere oggettivo.
    Io dico e poi smetto: gli Ordini vanno riformati. Così evidentemente non funzionano.
    Ma la favola pericolosissima del “ognuno fa quel che vuole, poi si vede, deciderà il “mercato”", c’è già oggi. Oggi già decide il mercato. Di certo non lavorate solo perchè abilitati.
    Il punto è, PROPRIO perchè qualcuno di voi parla dello stato reale dell’Italia. Secondo voi, in un paese come l’Italia, cosa succederebbe il giorno dopo l’abolizione degli ordini?? il delirio.
    Gente con lauree farlocche prese a cassino, ad aversa, o nientepopodimeno online al CEPU, il giorno dopo a timbrare strutture, progetti, a mettere le mani in bocca alle persone improvvisandosi dentisti.
    Una cosa è laurearsi in filosofia o scienze politiche, che il massimo danno che si può fare è rincoglionire la gente di chiacchiere.
    Altra cosa è operare in settori scientifico-tecnici, dove si può FAR MALE alle persone, o devastare il territorio, ecc.
    Poi, capisco che molti hanno un obiettivo contingente che li annebbia: avere il timbro.
    E lì non si discute. Ne ho sentiti anche io quando ero dall’altra parte di persone implorare nuove leggi, abolizioni di tutto, pure della costituzione, se poteva servire a non fargli ripetere l’esame di stato.
    Ma se conosceste un pochettino l’estero (Germania e tanti altri paesi “serissimi”), vi rendereste conto che il nostro problema non sono gli Ordini, ma uno stato inefficiente, i laureifici presenti ormai in ogni provincia scassata, gestiti da dinastie baronali che per 2000 euro ti vendono dititto privato o scienze delle costruzioni, e via dicendo…
    Mi illudo a voler riformare gli Ordini?
    Allora di che parliamo??? accettiamo pure che l’Italia è un paese mafioso e che anche senza esame di stato, lavorerete SOLO col calcio nel fondoschiena da papà o mammà o qualche potente a cui dovrete portare il caffè tutte le mattine.
    Riformare ciò che CI RIGUARDA, è l’unica strada.
    Altrimenti stiamo parlando di aria fritta.
    L’unica strada è lo studio e l apreparazione. E’ dura? O troppo dura?
    Allora non fate i liberi professionisti!
    Così magari le percentuali bulgare di professionisti italiani, si avvicinerebbero ai numeri estremamente più bassi che sono in Europa.
    Ma NON con il blocco dell’accesso o i numeri chiusi.
    Perchè anche qui fate confusione.
    Una cosa sono le professioni ad accesso limitato (Notai, farmacisti, ecc.), altra cosa professioni che sono assolutamente libere (architetti, ingegneri, avvocati, ecc).
    Qui di blocchi non ce ne sono: io mi sono abilitato nella sede più selettiva (statisticamente) senza conoscere NESSUNO.
    Se non volete o non avete voglia di studiare, c’è sempre la Spagna dove comprare l’abilitazione da avvocato.
    E altri paesi (l’Olanda, dove potete fare i progettisti senza esame di stato).

    • 66 Fabio 6 luglio 2011 alle 09:03

      Tu avrai sicuramente studiato ma, se ci sono problemi di correttezza negli esami o esami troppo duri, allora si stà cercando di creare un’ elite ed inoltre, per quanto riguarda la corretteza degli esami, se qualcuno imbroglia, è come il problema del doping nello sport: chi lo prende vince e si guadagna da vivere, chi non lo fà cosa deve fare?
      Con il tuo metodo dici: rendiamo l’esame più duro così solo il meglio del meglio lo passa e, chi imbroglia avrà molta più difficoltà.
      Ma questo non è corretto, se molti pensano che ci sia qualcosa che non vada nella trasparenza dell’esame è giusto cambiare o eliminare anche perchè una volta avuta l’iscrizione all’albo chi garantisce sulla preparazione dell’iscritto?
      Uno può prepararsi tantissimo per superare l’esame e poi dimenticarsi tutto che nessuno gli dice niente.
      Una volta ottenuta una Laurea chi controlla che la preparazione di chi la possiede sia adeguata: nessuno.
      E questo credo che succeda anche una volta ottenuta l’iscrizione all’albo.
      Questo dà una falsa idea di sicurezza e proffesionalità.
      Del resto sei tu il primo ad aver criticato il modo facile con cui si può ottenere una Laurea (ma non credi bisognerebbe eliminare prima questo problema?) frutto di una certa mancanza di rigore che penso si trovi ovunque anche negli albi professionali (una volta entrati, ovviamente, perchè l’esame come hai scritto è difficile).
      Diverso sarebbe il discorso di una Laurea a punti come la patente.
      Fai degli errori, ne fai troppi: perdi la Laurea come nella patente.
      Questo abbinato ad un corso di studi serio.
      Una persona che si Laurea anche oggi, mi sembra quasi incredibile che faccia degli errori che possano devastare il territorio tutto d’ un colpo.
      Vorrebbe dire che l’ha proprio rubata la Laurea: in generale chi si Laurea è dotato di intelligenza e pare che tu lo stia facendo passare come uno stupido (ovviamente non stò parlando di chi se la compra).

    • 67 filippo 14 luglio 2011 alle 13:59

      se ci fosse da sostenere un esame di stato per e
      ntrare nell’albo degli sparatori di cazzate, lo supereresti al primo colpo

      • 68 ercole 5 settembre 2011 alle 23:58

        tu Filippo inizia a superare quello di abilitazione, perchè ciò che ha scritto “professionista” è condivisibile. magari dà fastidio perchè non è politically correct, ma è la pura verità.
        ciao.

  30. 69 lucia cendron 6 luglio 2011 alle 08:15

    non sono d’accordo sulla eliminazione degli ordini professionali in particolare per alcune professioni particola ma darei a loro la responsabilità del controllo sulla qualità e la competenza dei loro iscritti e del loro “utilizzo” all’interno delle aziende.
    nel mio settore professionale (sanitario) ci sono molti facenti funzioni ….cosa ne direste di trovarvi assistiti da un ausiliario facente funzioni infermiere o da un facente funzioni medico ecc……..
    che ci sia bisogno di una riforma sono molto d’accordo

    • 70 Fabio 6 luglio 2011 alle 13:59

      Che l’ausiliario faccia l’infermiere e che l’infermiere faccia funzioni da medico è un fatto, secondo me, gravissimo che, però, non c’entra con l’esistenza o meno degli ordini professionali.
      Infatti succede ora che gli ordini professionali esistono e, nonostante questo, nessuno fà niente.
      Quindi cosa se nè ricava?
      Tanti comportamenti sono frutto di un malcostume generale e che gli ordini professionali, nel tuo settore, non servono poi a tanto visto l’andazzo.

  31. 71 Marco Doc69 6 luglio 2011 alle 16:40

    Infatti il punto è quello sollevato da Professionista, secondo me.
    Se si ha un interesse contingente (abilitarsi e non si passa l’esame), lo scoglio è l’Ordine. Ma facciamo un altro discorso: eliminiamo gli Ordini, ma teniamo l’esame di stato per verificare l’adeguatezza del professionista ad esercitare.
    Scommetto che direste la stessa cosa: allora aboliamo l’esame di stato!
    E se invece qualcuno proponesse di mantenere gli Ordini, di eliminare però l’esame di stato, andrebbe benissimo alla maggior parte di coloro che protestano.
    Allora, non è l’Ordine il problema: è che non passate l’esame di stato (a prescindere dal motivo, che può essere se volete anche la corruzione, la raccomandazione, ecc.).
    Quindi rimane un fatto: gli Ordini professionali, o Associazioni che di fatto svolgono lo stesso ruolo, esistono ovunque. In Europa e anche nei famigerati States dove qui ci raccontano la favoletta del “Tutto è libero, baby. E’ il mercato, baby”. Eh no. Se conosceste gli USA, sapreste che con regole molto diverse da stato a stato, a volte da città a città, quasi ovunque esistono elenchi che hanno valore e sono vincolanti esattamente come gli elenchi in Italia tenuti dagli Ordini.
    Come quello per la professione medica, per cui la laurea ha di fatto valore legale (altro punto su cui da noi si fa tanta demagogia fino a rincoglionire i giovani facendo loro credere che abolendo il valore legale, “tutti possono fare tutto”, poi chi è bravo si vede…). Così anche per decine di altre professioni, bisogna avere qualifiche certe ed esserte iscritti ad Albi, elenchi, associazioni che esercitano di fatto riconosciuto e vincolante -anche se di diritto privato- un controllo sostitutivo e preventivo sui professionisti iscritti.
    E appunto, fermandoci all’Europa. Come mai, come leggo nei post precedenti, in quasi tutti i paesi paragonabili all’Italia, esistono Ordini o Associazioni a cui è obbligatorio essere iscritti? La Germania non è un paese serio? O la Francia? O la Spagna? O il Portogallo? O l’Austria? ecc…
    Dunque, il problema per molti pare essere esclusivamente l’esame di stato: la difficoltà a superarlo. Salvo sostenere, invece, che l’Italia (già disastrata e propensa all’illegalità diffusa) dovrebbe essere tra i pochi grandi paesi occidentali a non avere nè esame di abilitazione, nè Ordini professionali.
    Io ci rifletterei con molta più accuratezza, per comprendere (a prescindere dalla situazione personale di non essere ancora abilitati), quale sia il “vero” problema dell’Italia.

    • 72 Fabio 6 luglio 2011 alle 17:33

      A voler essere cattivi potremmo dire che chi vuole mantenere gli ordini sono quelli che hanno avuto una grossissima botta di fortuna ed hanno passato l’esame ma, se venissero eliminati gli ordini, non resisterebbero alla concorrenza.

      Sarebbe anche il caso di finirla con il dire che chi non vuole gli ordini non gli vuole PERCHE’ NON PASSA L’ESAME.

      • 73 Fabio 6 luglio 2011 alle 17:49

        Oltretutto visto che gli esami di abilitazione sono cambiati: “quelli nuovi” sono più difficili e rigorosi a quanto pare.
        Chi decanta il rigore degli esami di Stato, gli ha sostenuti prima o dopo della riforma?
        Resto dell’idea che un solo esame non possa dimostrare le qualità di una persona: vanno trovati altri metri.

  32. 74 professionista 7 luglio 2011 alle 17:29

    Fabio, lei ha sostenuto l’esame di stato?
    Fabio, lei ha una laurea che rientra nei percorsi di studi che permettono l’accesso ad una profesisone “europea” (cioè regolamentata?).
    Se sì, parliamone. Se non ha sostenuto l’esame di stato, non dia giudizi perchè le si può tranquillamente rispondere che chi si è abilitato ha studiato diu più ed è più preparato di lei.
    Che ne sa lei della concorrenza? Ma cosa crede, che le centinaia di migliaia di avvocati, ingegneri, architetti, e così via (tutte professioni, a differenza di notai e farmacisti o magistrati, NON A NUMERO CHIUSO), non ci sia concorrenza?
    Ma su… Io le faccio in bocca al lupoi per l’esame di stato.
    Se invece è uno (le giuro che mi è capitato, alcune volte) di quelli che crede che senza abilitazioni ed Ordini, ognuno può fare ciò che vuole (ad esempio un sociologo si mette a fare l’avvocato, se ritiene, o un medico il farmacista…) allora sta parlando di qualcosa che non esiste al mondo.
    Io le ho detto: mi sono incazzato per anni con l’esame di stato. Dicevo che era una porcheria ecc.
    PERO’, prima di abbandonare, ho sfidato me stesso e la sede più difficile d’Italia (statistiche alla mano) per la mia professione. Mi sono detto: mi ammazzerò 5 mesi, e darò il massimo. Senza se e senza ma. Qualsiasi argomento non conoscerò (umanamente, intendo, almeno da poterci affrontare un esame di stato) sarà SOLO COLPA MIA.
    Bene, l’ho passato alla grande senza sapere manco il nome del commissario con cui l’ho sostenuto.
    PRIMA provare sul serio, poi il resto.
    L’esame di stato NON E’ il problema. Lo è solo per i somari.
    Ma allora andatevelo a comprare ad aversa o reggio calabria… sarete in compagnia del 50% degli italiani.

    • 75 Rasputin 6 dicembre 2011 alle 19:59

      e se rivoltassimo il tutto,i commercialisti non laureati non possono definirsi tali e chi si è potuto laureare con 7 esami finisca l’iter come gli altri,magari gli atti se li faccia firmare dai commercialisti laureati.

  33. 76 Fabio 7 luglio 2011 alle 19:34

    Non ci siamo, il mio era solo un discorso di principio.
    E lei insiste con il credere che chi non vuole gli ordini lo faccia solo perchè non riesce a passare l’esame.
    Chi ha passato l’esame con le vecchie regole è avvantaggiato, almeno se non hanno cambiato qualche cosa, rispetto a chi lo deve passare con le nuove.
    Poi lei dice “Se non ha sostenuto l’esame di stato, non dia giudizi perchè le si può tranquillamente rispondere che chi si è abilitato ha studiato diu più ed è più preparato di lei.”

    Bel esempio di ragionemento logico e lucido: se non ho sostenuto mai l’esame come si può dire che gli altri erano più preparati di me se io non ci ho mai provato?

    Le dò un consiglio: non giudiche le persone che non conosce (cosa sà di me? -le sue sono solo congetture, totalmente sbagliate-).

    LE RIPETO IL MIO E’ SOLO UN DISCORSO DI PRICIPIO: IN ITALIA ESISTE IL PROBLEMA DEI BARONI E DELLA RICERCA “DELLE POLTRONE” SE MOLTI SI LAMENTANO E’ GIUSTO CAMBIARE (IL POTERE APPARTIENE AL POPOLO E NON A POCHI ELETTI).

  34. 77 Fabio 7 luglio 2011 alle 19:54

    La frase “Poi, capisco che molti hanno un obiettivo contingente che li annebbia: avere il timbro” non mi piace proprio per niente ed è per questo che, secondo me, bisogna cambiare.
    Spero di essermi spiegato bene: non è la difficoltà dell’esame; è la frase sopra, non scritta originariamente da me, che ha molto significato (in un certo senso mi immagino le persone di quel tipo e non mi piace).
    “Contingente” però, non rende bene l’idea forse sarebbe meglio riscriverla.

    Cos’è, le sembra incredibile che siano motivi come questi, e non la difficoltà dell’esame?

  35. 78 Paolo 8 luglio 2011 alle 06:38

    Buongiorno,
    mi inserisco nella discussione, che sta vertendo in modo particolare sull’esame di stato, qualunque professione si esamini.
    Mi chiedo (e vi chiedo) una cosa semplicemente: ha senso che esista un esame di stato quando un soggetto sostiene una laurea ad hoc per poter esercitare?
    La mole di studio per un esame di stato è quasi pari ad un’odierna laurea specialistica, non fosse che quest’ultima sarebbe divisa per argomenti e non necessiterebbe di preparare tutte le materie in un colpo solo, costringendo l’esaminando – che quasi sempre è un lavoratore – a fatiche di dubbia utilità.
    Non sarebbe meglio controllare che effettivamente le lauree che consentono l’accesso agli esami e quindi alle professioni siano valide, uniformando a livello nazionale i requisiti che esse devono soddisfare e controllando maggiormente come sono trattate le materie?
    A questi requisiti potrebbe essere richiesto, per tutte le professioni, un periodo di lavoro minimo nell’ambito per potersi iscrivere all’albo.

  36. 79 Iaia 8 luglio 2011 alle 18:43

    Non introduciamo il discorso tra vecchio e nuovo ordinamento perchè è conclamato, palese, evidente, riconosciuto da tutti gli operatori del settore, che oggi la lurea te la tirano dietro.
    Il 3+2 all’italiana è diventata una cosa vergognosa.
    Ci sono persone che prendono la laurea specialistica senza avere neanche i fondamenti della propria disciplina.
    Col vecchio ordinamento (salvo nelle sedi stiriche dove la laurea si comrava o te la regalavano) questo non era possibile.
    Non paragonate MINIMAMENTE nuovo e vechcio ordinamento.
    Oggi si fanno mini-corsi che di fatto si concentrano in poche settimane. Si fanno quiz per esami che prima avevano del mastodontico.
    Si fanno esami fotocopia (cioè esami addirittura con bibliografie uguali, che hanno nome diverso e danno voti entrambi).
    Per non parlare degli studi tecnici come architettura ed ingegneria: gli esami ormai sono delle buffonate indicibili in cui uno lavora e dieci fanno copia incolla degli esami di gruppo.
    Lasciate stare: 3/4 di coloro che si laureano oggi (vedete che numeri allucinanti) non avrebbero passato il terzo anno col vecchio ordinamento.
    Detto da tante persone che hanno studiato con entrambi gli ordinamenti.
    Non c’è alcun tipo di paragone fattibile.
    Il numero di esami (oggi maggiore), non compensa affatto la estremamente maggiore mole di studio che occorreva prima.
    oggi andate nelle università (anche rinomate): vedrete “bambinoni” che giocano al pc o vedono i film durante le lezioni, che firmano la presenza e con quello hanno il 90% di probabilità di passare l’esame con un voto alto.
    Non portate le “eccezioni” positive, che sicuramente ci saranno, perchè la norma è quella che ho descritto.
    Oggi ci si laurea MOLTO più facilmente che con i vecchi ordinamenti.
    E sono anche i docenti a dirlo.

    • 80 Fabio 8 luglio 2011 alle 19:23

      Chi ha mai parlato di vecchio e nuovo ordinamento? Riguardava solo vecchio esame di Stato (più semplice) e nuovo esame di Stato più difficile. Inoltre non è proprio vero che la laurea 3+2 non valga niente (dipende da come si ottengono i crediti).
      Una cosa del vecchio ordinamento era la mole di lavoro da fare per prepararsi, con il nuovo, le cose ci sono ma spezzate in più esami e questo lo rende più facile, ma non sò sè il post sopra renda bene l’idea.

      Così sembra di essere in asilo.

      Comunque mi pare che a parte il post sopra nessuno abbia palato di 3+2 o vecchio ordinamento (si può dedurre dal most di Gianluca ma lui stesso dice che le cose sono cambiate -riguardo alla ficilità di ottenere i crediti formativi).

  37. 81 Iaia 9 luglio 2011 alle 12:36

    Fabio, senti, nei post si è scritto esplicitamente che oggi è più difficile.
    Nuovo esame di stato e nuovo ordinamento sono la stessa cosa. Mi sembra giocare sulle parole.
    Chi si è laureato col vecchio ordinamento, sostiene l’esame col vecchio esame di stato.
    Chi si laurea col nuovo, col nuovo esame di stato.
    Quindi c’è una relazione diretta tra 3+2 e nuovo esame di stato.
    Riguardo alla difficoltà parlano i numeri ed i tempi.
    Col 3+2 non c’è una semplice divisione aritmetica dei programmi tra più esami, per cui la somma del carico di studio, bibliografie minime, laboratori minimi, corrisponde alla stessa mole complessiva del vecchio ordinamento.
    Chi ha termini di paragone, incluso conoscenze dirette dell’università, sa cosa intendo: un esame oggi che prevede una dispensa monografica (ed il nuovo ordinamento è PIENO di esami che prevedono carichi di studio irrisori), e “test” multiple choice intermedi (spesso copiabilissimi) che “evita” l’esame finale frontale col docente, col vecchio ordinamento costituiva di 1-2 manuali COMPLETI sulla materia e di più testi focalizzati su argomenti specifici. Dopodichè si faceva uno scritto COMPLETO che serviva SOLO per accedere all’esame finale SINGOLO (non di gruppo, altra invenzione del N.O.) frontale col docente.
    Ma sono cose che tutti sanno. Infatti oggi ci si laurea nelle stesse facoltà, molto prima che col vecchio ordinamento. In parte è dovuto alla miglior organizzazione delle università, ma motlissimo alla minore difficoltà oggettiva ed al crollo verticale di preparazione minima per passare gli esami.
    Esame di stato più difficile?
    Ha presente che negli ultimi 10 anni (dieci) dall’introduzione della riforma del 3+2, gli iscritti agli ordini sono TRIPLICATI? salvo quelli a numero chiuso che prevedono l’accesso alla professione “regolata” nei numeri, che sono e dovrebbero essere il vero ed unico scandalo: Notai e Farmacisti. Che sono davvero una porcheria medioevale assoluta ed ingiustificabile. Basti pensare che per i Notai, nonostante la legge obblighi ad esami di stato da istituire ogni 2 anni, passano anche 4 anni per i risultati precedenti e così la VERA CASTA dei Notai, tiene, nonostante i posti siano pochissimi, moltissime “sedi scoperte” (cioè, già sono pochi, ma non permettono neanche ai nuovi di andare a coprire le sedi vacanti, per aumentare ancora di più il giro d’affari ed il fatturato pro capite).
    Per i farmacisti è la stessa cosa: pochi titolari e moltissimi PARI GRADO loro, abilitati come loro, che saranno a vita loro dipendenti. Mentre è vietato aprire nuove farmacie liberamente, costoro possono aprire “succursali”. Per cui di fatto un singolo farmacista, spesso ha 3-4 farmacie (se non di più) sparse in città o paesi, che risultano succursali della principale.
    Queste, di fatto, sono le uniche professioni CHIUSE, che andrebbero liberalizzate. Per le altre, avvocati, ingegneri, architetti, medici, e così via, basta semplicemente superare l’esame di stato. Se si studia, si passa. Anche se non si è raccomandati.

    • 82 Fabio 9 luglio 2011 alle 15:00

      “Fabio, senti, nei post si è scritto esplicitamente che oggi è più difficile.” Esatto era riferito al nuovo esame di Stato non al 3+2.
      (Infatti durante il periodo della riforma ci si chiedeva se chi aveva cominciato con il vecchio ordinamento avrebbe potuto sostenere l’esame “vecchio”; a più di qualcuno è venuta voglia di finire subito per evitare il nuovo esame di Stato.)
      Poi le cose sono andate diversamente e chi si è laureato con il vecchio ordinamento può sostenere l’esame vecchio.
      Quindi non credo che si possa dire che il nuovo esame non sia più difficile.

      Il concetto che volevo esprimere era: perchè oggi bisogna superare un esame di Stato ancora più difficile per avere meno di quello che si otteneva una volta?

      E’ forse perche il 3+2 è considerato più semplice e quindi si cerca di compensare?
      E’ per mantenere costante il numero di professionisti?

      Guardate che comunque la Laurea non è che la regalino. Le “tesine” c’erano anche nel vecchio ordinamento e, indovinate?
      Inutile entrare in questo discorso.
      Anche con il vecchio c’erano le “provette” che se passate eliminavano l’esame classico. Però stò uscendo dal tema e quindi, per me, basta così; di cose ce ne sarebbero da dire moltissime (alla fine verrebbe fuori che il “vecchio” è sempre meglio del “nuovo” ).

      • 83 Fabio 9 luglio 2011 alle 15:13

        “(alla fine verrebbe fuori che il “vecchio” è sempre meglio del “nuovo” )” volevo intendere: quando si fanno discorsi del tipo -è meglio il tempo che viviamo o quello passato-?
        Indipendentemente dalle argomentazioni utilizzate viene “sempre” fuori che i tempi migliori erano quelli passati (famosa la frase “ai miei tempi….”).

  38. 84 Iaia 10 luglio 2011 alle 15:21

    Fabio, voglio concludere la discussione perchè sei lo specchio di tanti giovani di oggi. Qualunquismo estremo.
    Che oggi l’università (mediamente, SALVO casi eccezionali) sia diventata una sorta di superiori all’acqua di rose, è cosa conclamata ed evidente.
    Solo chi oggi si becca una laurea “veloce-veloce”, cosa prima impossibile, può sostenere queste cose.
    Io NON ho detto che oggi l’esame di stato è più difficile, ho semplicemente riportato che nei post era stato scritto.
    L’esame ha più prove, ma NON è più difficile.
    Lo dimostra la valanga di abilitati in crescita costante dalla riforma in poi.
    Quello che dico è esclusivamente una cosa: in Italia ci si laurea, OGGI, molto più facilmente di anni fa.
    E’ pieno di laureati con voti allucinanti, che verrebbero ritenuti geni se non li si conoscesse.
    Ci sono facoltà come architettura ed ingegneria dove anni fa c’era una selezione FOLLE, dove oggi ci si laurea SEMPRE, anche se si rubacchiano gli esami e si passano i semestri nelle aule a giochicchiare con i pc e vedere i film con le cuffiette.
    Ma ci vai, Fabio, nelle università? Sai come funzionano, OGGI?
    Oggi il numero di laureati sfornati rispetto agli iscritti è uno dei parametri per prendere i finanziamenti.
    Sai che significa? Che meno problemi si fanno, meglio è.
    E sui docenti c’è una pressione a far passare gli studenti, che non hai idea.
    Bocciato una volta, da prof non ci pensare a bocciarlo all’appello successivo che ti fucilano.
    Ci sarà un motivo se gli avvocati della SOLA PROVINCIA DI ROMA, corrispondono come numero a TUTTI GLI AVVOCATI ABILITATI IN FRANCIA?
    Ci sarà un motivo se in Italia ci sono 240.000 ingegneri abilitati iscritti agli albi? E 150.000 architetti?
    Il problema NON E’ l’esame di stato, EVIDENTEMENTE.
    Il problema è che ci sono in giro una marea di somari che pretendono tutti di esercitare liberamente. Questa è la verità.
    Naturalmente ci sono anche tantissimi somari GIA’ abilitati, in larghissima parte, coloro che sono andati al SUD in “certe” sedi che tutti conosciamo, a cercare di RUBARE l’abilitazione facile.
    E nel 90% dei casi ci riuscivano.
    Chi è andato in quelle sedi d’esame, non ci è andato certo perchè subiva un’ingiustizia.
    Ci è andato per avere l’abilitazione facile. Punto. Perchè un esame “serio” non l’avrebbe passato.
    Allora doveva andare in quelle sedi dove o puoi copiare sfacciatamente, oppure (come tutti sanno), dove potevi “agganciare” qualcuno dell’organizzazione, per avere, diciamo, consigli utili.
    Il resto sono parole.
    Oggi le università italiane si sono tutte cepuizzate.
    Si entra somari e si esce (mediamente) somari.
    Non paragonare minimamente i vecchi ordinamenti (delle università “serie”) ai nuovi, anche di quelle università.
    Perchè se dovessi provare a fare un esame qualsiasi da vecchio ordinamento, ti renderesti conto che il tempo da passare sui banchi ed ASCOLTARE le lezioni e prendere appunti, e poi a studiare, corrisponde a 5 esami del nuovo.
    Ti dico che è così perchè conosco sia il lato studenti, sia il lato docenti dell’università.
    Ciao.

  39. 85 già è troppo che vi ho dato la mail 11 luglio 2011 alle 17:30

    Salve a tutti, ho letto diverse cose interessanti su questo blog, però c’è un problema di base:
    non ho letto (o forse mi è sfuggito) quale è il sistema alternativo agli Ordini che viene proposto.
    Non sono contrario all’abolizione, ma che sistema volete proporre?
    la Tutela nell’esercizio della professione?
    la tutela del Titolo Accademico?
    la tutela del Titolo Professionale?
    una combinazione di queste? (l’Italia le tutela tutte e tre)
    quale sarebbe il tipo di garanzia richiesta per il tipo o i tipi di tutela scelti?
    Ho letto molte idee di principio ma in realtà noto una profonda ignoranza
    sull’argomento nel vs. blog.
    Ci sono alcuni che sostengono che gli ordini in generale non esistono nel mondo anglosassone ed è errato.
    Alcuni dicono che in Francia c’é un Ordine degli Ingegneri ed è errato.
    Alcuni pensano che in America non vi siano tutele e/o diffilcotà per poter esercitare la professione di Ingegnere (al contrario in America e Canada prima di avere il Titolo Professionale bisogna superare altri quattro anni di tirocini, praticantati e prova finale dopo la laurea (peraltro conseguita in Istituti “Accreditati”).
    In realtà l’Italia con il solo Esame di Stato rappresenta, nei paesi occidentali più importanti quello con minore difficoltà per arrivare alll’esercizio della professione.
    Se non riuscite a superare un esame di stato, men che mai riuscireste a superare le difficoltà imposte nel mondo anglosassone.
    Informatevi!

    • 86 Claudio 15 luglio 2011 alle 12:36

      Per chi l’11 luglio 2011 alle 17:30 rileva la profonda ignoranza sull’argomento:
      Sostanzialmente esistono due direttive comunitarie in materia la CE 36-05 (Qualifiche) e la 123/06 (Servizi o Bolkestein) che determinano le professioni regolamentate e orientano il mercato verso un sistema di accreditamento delle competenze di stampo anglosassone che prende alla sprovvista il sistema autorizzatorio italiano.
      Ritengo che gli ordini vadano aboliti in quanto oramai contaminati dallo status di ente di diritto pubblico che, nei decenni, li ha condotti a sottostare a logiche del consenso che hanno mortificato il merito e sollevato barriere tariffarie senza essere stati capaci di avviare un processo di rating sul livello di professionalità e sulla qualità dei servizi resi ad uso dei consumatori.
      La strada maestra dell’accreditamento è quindi già tracciata, il problema semmai sarà il limbo del periodo transitorio che penalizzerà le culture mediterranee abituate da decenni ai sistemi autorizzatori, che si troveranno a fronteggiare i “pirati” senza scrupoli auto-referenziati, che sbarcheranno sul ns. mercato.

  40. 87 lanterna 13 luglio 2011 alle 19:09

    Da avvocato ritengo che gli albi vadano mantenuti… seppur a malincuore.
    Purtroppo il problema di fondo non è la tassa di iscrizione o le sanzioni per il mancato rispetto delle norme deontologiche.
    Quelle, potete star certi, sono la parte minore del problema.
    Il problema è l’idiosincrasia verso i molteplici obblighi a cui sono costretti gli iscritti. Volenti o nolenti.
    Nessuno deve ritenere che l’albo sia una chiusura o un tentativo di difendere il “proprio giardino”. Oramai è una idea obsoleta.
    L’esame di Stato è necessario come lo è la continua ricerca dell’aggiornamento professionale.
    Io l’ho sostenuto nella mia città (Genova) e posso dire con orgoglio che ne vado fiero, anche ed in specie rispetto a quelli che sono “emigrati”.
    E’ vero gli esami sono difficilissimi e purtroppo spesso neppure “giusti”, ma ritengo che servano a “formare” ed a “tastare” l’effettiva volontà di accedere ad una professione qualificata e qualificante.
    Non pensiate che senza l’obbligo della “firma” tutti possano fare tanto, bene e subito.
    Nessuno deve pensare “intanto inizio poi qualche Santo provvederà”.
    Il mercato lo fà esclusivamente la bravura e non l’assenza di oneri e di obblighi.
    Il cliente ricerca sempre il meglio o comunque la serietà, la diligenza e l’esperienza.
    Il cliente non è uno sprovveduto, non mette in mano ad un soggetto inesperto i propri interessi e diritti, neppure se sono a buon mercato.
    Invero il problema risiede nella incapacità dei consigli di rappresentare la categoria… non so se ciò sia dovuto ad una carenza di preparazione o di mancanza di senso di appartenenza, ma purtroppo è così.
    La maggior parte degli iscritti non si sente rappresentato e conseguentemente mal sopporta ogni imposizione che pervenga dal proprio consiglio.
    L’esempio è la mia categoria.
    Avevano barattato la riforma della professione forense con l’introduzione dell’istituto della mediazione….peccato che approvata la normativa, abbiano ricevuto da Alfano una bella gnera (pernacchia in genovese).
    A dimostrazione che neppure dai nostri consimili (in Parlamento l’80% sono avvocati) siamo considerati.
    Ritengo altresì anacronistico l’obbligo di iscrizione ad una cassa professionale.
    Nel mio campo si suol dire che “l’avvocato muore in studio”, ma ciò non lo esenta dal continuare a versare alla CPA l’obolo anche se percepisce la pensione.
    Non si può richiedere ad un professionista il versamento di somme elevatissime per una pensione che non vedrà mai o se la vedrà avrà un importo ridicolo rispetto a quanto versato nel corso della carriera.
    Non è giusto richiedere ad un giovane avvocato (ahimè io non lo sono più) il versamento di importi elevati (all’inizio del patrocinio) con dei traguardi inaccettabili per una categoria che si rispetti.
    Almeno 5 anni di contribuzione per avere l’assistenza sanitaria e 10 anni per ottenere la pensione minima, quando è risaputo che mediamente un avvocato in 10 anni versa alla CPA quanto un operaio versa in 50 anni.
    Non vi è libertà di scelta e non vi è modo per decidere il proprio futuro pensionistico.
    Riterrei più opportuno un versamento di un quid per il pagamento della pensione minima (giusto per non vederci a 60 anni per strada ad elemosinare) e la facoltà di scegliere una integrativa (che peraltro ognuno di noi ha già sottoscritto).
    Ma ciò che è peggio è la sanzione comminata al mancato versamento della CPA. Mi sanzioni perchè io non mi garantisco una pensione?
    Oppure i miei soldi servono per pagare le pensioni di coloro che sono venuti prima di me?
    Ma allora mi chiedo:” ed i loro versamenti dove sono andati a finire?”
    Ognuno deve versare per sè stesso; chi non vuole ne correrà i rischi al momento della pensione (fatto salvo il minimo di cui sopra).
    Altro aspetto: la tutela della categoria rispetto agli altri organi.
    Se prima eravamo una Casta adesso siamo al pari di niente.
    Qualsiasi soggetto si può permettere di bistrattarti (magistrati, cancellieri etc) senza un minimo di protezione.
    L’unica difesa è quella personale ed esclusiva, fatta dal singolo avvocato che ovviamente poi ne paga le conseguenze durante la carriera.
    I magistrati non dimenticano.
    E gli studi di settore?
    Gli Albi dovrebbero interfacciarsi con gli organi di stato per la determinazione e valutazione corretta degli studi di settore.
    Non è possibile che si obblighi un giovane avvocato ad una valutazione minima, quando questi dimostra l’impossibilità al raggiungimento di tale valore.
    Del pari non si può pensare che un avvocato anziano abbia lo stesso giro di affari di un giovane avvocato, garantendogli lo schermo dello studio di settore.
    Inoltre all’avvocato furbacchione dovrebbe essere comminata una sanzione esemplare…
    Senza dimenticare i costi di gestione di un consiglio.
    Due terzi del versato va a coprire i dipendenti….che svolgono quali mansioni? Quello di inviarmi il MAV per il pagamento dell’iscrizione? Per mandarmi la lettera ogni due anni ricordandomi che debbo votare i consiglieri? Per la gestione dei corsi di aggiornamento che sono peraltro a pagamento e quindi in più? Per la taratura delle parcelle, dove peraltro applicano il 4% del richiesto e che vengono effettuati da colleghi consiglieri? Per cosa?
    Con quello che verso fra iscrizione e cassa dovrebbero passare tutti i giorni dal mio studio e portarmi in braccio a palazzo di Giustizia e 3 dei dipendenti venirmi a fare le pulizie in casa ed in studio.
    Gestiscono gli esposti dei clienti o quelli fra colleghi?
    In 18 anni di professione non ho mai avuto e fatto un esposto e quindi, onestamente, non sò neppure quantei siano.
    Non voglio credere che l’Albo ci sia solo per quello.

  41. 88 GENE-RAZIONE 14 luglio 2011 alle 09:47

    Oggi ho letto che tanti Ministri (avvocati) hanno remato contro la proposta dell’abolizione degli ordini, uno tra questi il nostro Ministro della difesa La Russa.
    Ebbene, il giovane virgulto Figlio del ministro La Russa, ha sostenuto, come del resto il Preg.mo Ministro Avv. Gelmini (RC) nonché il ministro Avv. Carfagna, gli esami di stato per l’abilitazione forense a Catanzaro. Quell’anno miracolosamente gli elaborati di Catanzaro vennero corretti dalla commissione istituita presso la Corte di Appello di Catania. Semplice coincidenza? Che l’avv. Antonino La Russa, senza evidenti pregi o ragioni, sia nel CDA della ACI di Milano è un’altra beffarda coincidenza?
    Ecco, è arrivato il momento di dire basta alle strane coincidenze perché il paese ha bisogno di certezze e di meritocrazia… di DEMOCRAZIA!!!!
    Non tanto lontano da noi, nord Europa Germania, Svizzera Francia etc etc , i nostri coetanei (30 anni) vivono in maniera dignitosa pensando al loro futuro, noi invece rimpiangiamo il passato dei nostri genitori e viviamo di stenti e siamo costretti a subire illegittimi soprusi!
    Caro Ministro Tremonti, per la tua nazione, per un’intera generazione per la tua coscienza, ABOLISCI GLI ORDINI E LIBERALIZZA IL MERCATO IL PIU’ POSSIBILE!!!
    Una manovra coraggiosa che in futuro però ti darà i giusti meriti.

  42. 89 Rosamaria Pili 14 luglio 2011 alle 09:51

    sono favorevolissima all’abolizione degli ordini e finalmente!! io eliminerei il numero chiuso ovunque, via anche l’esame di ammissione alle facoltà epr entrare via tutto, uno che vuole fare un mestiere si iscrive all’università si specializza fa un esame di stato superandolo e poi esercita. Dove ci sono i concorsi ci sono imbrogli..che senso hanno i concorsi se una persona si è specializzata in quel ramo? ha bisogno solamente di un esame di stato che lo uficializzi

  43. 90 GENE-RAZIONE 14 luglio 2011 alle 10:34

    La forte casta è riuscita a difendere il proprio giardino!

    La proposta dell’abolizione degli ordini a quanto ho capito non è passata.

    Con la riforma si chiederebbe uno sforzo ai consumatori, ai pensionati ed alle classe più debole incapace di influenzare le scelte dei nostri politici mentre coloro che detengono i tanti denari continueranno ad imporre il monopolio professionale/economico istituito dal regime fascista… che schifo!

    E’ proprio vero, in Italia oggi non vale la pena vivere!!!

    Assisteremo alla lenta agonia di questo nostro paese che non riesce più a sopportare i soprusi e le ignobili manovre fatte dai “baroncelli” nostrani!

    VERGOGNA!!!!

  44. 91 alberto 14 luglio 2011 alle 10:52

    Abolire gli ordini professionali è pura follia!!!
    Il risultato sarebbe lo scadimento totale del livello di preparazione e professionalità, la più completa anarchia e l’assenza di controllo sulla correttezza del professionista.
    In altre parole, a perderci sarebbe il cittadino, che sarebbe letteralmente preda di impostori, gente incapace, priva di qualifica e senza alcuna remora a delinquere.
    Chi sostiene il contrario o è in piena malafede, oppure non sa quello che dice.

    • 92 GENE-RAZIONE 14 luglio 2011 alle 13:50

      … mi vorresti dire che il livello di preparazione di un professionista ha qualche cosa in comune con il superamento dell’esame di abilitazione? Oppure (parlo almeno per quello di avvocato) vuoi sostenere che l’esame di abilitazione forense sia meritocratico?
      Oggi in giro c’è gente che nei verbali di udienza scrive delle eresie a livello di grammatica italiana e pure è gente abilitata! cosa significa tutto ciò? Non parlo, nostro malgrado, di casi isolati!!!

      Per i cittadini ci sarebbero solo agevolazioni economiche e professionali dettate dalla maggiore concorrenza che ci sarebbe se liberalizzassero le professioni!!!
      Chi sostiene il contrario protegge la casta che è destinata, prima o poi, a crollare inesorabilmente !!!

      • 93 alberto 14 luglio 2011 alle 15:57

        L’esame di stato, pur con i suoi limiti, è una barriera all’ingresso di gente totalmente incapace e inadeguata, che altrimenti sarebbe libera di far danni, a discapito dei cittadini.
        Certo, esiste anche il somaro che è riuscito a superare quell’esame (magari copiando), ma ciò non inficia la bontà e l’utilità dell’esame, che se possibile, renderei ancora più duro e selettivo.
        I cittadini hanno bisogno di professionisti seri e preparati, che rispondano a regole non solo civili e penali, ma anche deontologiche. Chi sostiene il contrario vuole la giungla, vuole cittadini alla mercè di squali affamati ed incapaci, gente appena uscita dall’università, magari con 60/110, che si improvvisa ingegnere o medico o architetto barattando una falsa professionalità con lo sconto di 100 euro sulla parcella.
        Dio ce ne scampi!

  45. 94 no archi 14 luglio 2011 alle 12:43

    io sono un povero disabile, ho avuto un incidente ai tendini, 3 dita della mano destra che non funzionano pollice,anulare e mignolo. Mi sono laureato con il max dei voti come architetto e da due svolgo il ruolo di tutor nei corsi di urbanistica della mia università e mi ritengo un ottimo disegnatore con il pc (posso farlo bene perchè uso indice e medio). Eppure svolgere l’esame di stato per me è impossibile,8 ore a disegnare a mano per ragioni fisiche non potro’ mai farle. L’abolizione degli ordini sarebbe un ottima cosa per noi disabili, perchè sono una barriera all’ingresso nel mondo del lavoro insuperabile. Togliamo a questi “predatori” la libertà di decidere chi, come e quando deve esercitare lasciamo che sia la gente a farlo!!! Le Corbusier,Wright,Carlo Scarpa Tadao Ando Frank Owen Ghery etcc non erano nemmeno laureati eppure nessuno ha mai chiesto loro di fare un esame di stato per iniziare a lavorare….. è credo che nessuno abilitato si possa ritenere superiore a loro … oppure si?

    • 95 Ale 28 luglio 2011 alle 14:35

      So per certo che alla facoltà di Architettura dell’Università degli studi Mediterranea di Reggio Calabria, fanno fare esami di stato anche a chi ha problemi come il tuo, consentendogli di usare il pc (ovviamente prima si accertano che il problema fisico sussite e controllano il pc, permettendoti di avere il manuale anche in pdf). Magari è così anche in altre università, verifica tu stesso :)

  46. 96 bastaconlacasta 14 luglio 2011 alle 18:05

    Da cittadino e non da suddito auspico e spero nell’abolizione degli ordini. Pongo una sola domanda a quanti sopra sono a favore del mantenimento trincerandosi dietro una presunta “professionalità” che solo un ordine può dare: ma secondo voi, dal punto di vista professionale ne sa di più chi ha appena sostenuto un esame di stato o chi, magari da semplice dipendente di uno studio professionale, vanta qualche anno di esperienza? Io da professionista, quello che ho imparato e che mi serve realmente nella professione, l’ho appreso nella pratica e non imparando a memoria la “poesia” da recitare in un esame di stato. Cari bloggers, la vera professionalità e quindi validità non l’attribuisce un esame di stato (magari superato per mera semplice fortuna o aiutini vari) ma la decide una semplice parolina magica: IL MERCATO. Quelli davvero bravi, esame di stato o non, avranno sempre la loro bella fetta di clienti; sarà il libero mercato a far fuori gli altri. Ergo, il motto delle caste rimane sempre il medesimo: Magno solo io ed io solamente.

    • 97 alberto 15 luglio 2011 alle 10:03

      Con l’esame di stato non puoi esercitare se prima non hai fatto il giusto tirocinio e non hai superato l’esame. Senza, puoi metterti a fare danni appena laureato, senza alcuna esperienza.

      • 98 Iaia 15 luglio 2011 alle 12:10

        Quelli che parlano di abolizione indiscriminata, anche per le professioni che sono GIA’ aperte e non prevedono nè numeri chiusi nè altro (avvocati, architetti, ingegneri, ecc) ribadisco, e si capisce benissimo da ciò che scrivono nel 90% dei casi, è tutta gente che non ha passato l’esame di stato.
        All’esame di stato di architetti ed ingegneri, viene chiesto l’ABC della progettazione, anche nelle sedi più “difficili”.
        Conosco una parea di colleghe e colleghi, che PUR LAVORANDO, non possiedono e non possiederanno MAI le competenze minime, perchè le professioni liberali, non sono “mestieri”, come il sarto, il muratore, l’elettricista.
        Le nostre professioni presuppongono una fortissima formazione culturale e scientifica, che non si può apprendere “solo” con la pratica, come molti affermano.
        SE alcune cose non si sono studiate o capite durante gli studi, va bene, chi se ne frega! la laurea è un fatto personale e non dovrebbe neanche avere valore legale.
        MA SE si vuole esercitare una libera professioni che ha rilevanza pubblica, ALLORA è tutt’altro discorso.
        OCCORRE una preparazione MINIMA che si evidenzi in una capacità MINIMA di operare nella PRATICA, che la laurea non garantisce.
        A questo serve l’esame di stato, e per questo c’è in quasi tutti i paesi.
        In alcuni non c’è e non ci sono gli Ordini. Ma ci sono strutture che sono pressochè sovrapponibili ad essi, anche se di diritto privato.
        Bisogna finirla qui in Italia di ragionare sulle cose a vanvera per esclusivo interesse personale.
        Ci sono persone (e tante) che lavorano nella progettazione, che non conoscono nè norme nè altro. Nè posseggono la capacità di gestire un progetto, anche semplice, in tutti i suoi aspetti.
        Essere Ingegneri o Architetti, non significa essere laureati nè significa essere bravi operatori CAD.
        E così è per gli avvocati e per i medici.
        La pratica, mettetevelo in testa, serve per imparare un mestiere, non una libera professione.
        E per favore non scomodate i grandi progettisti della storia, che per attitudine alla ricerca ed allo studio, per una vita intera, farebbero impallidire il 99% dei baroni universitari odierni.
        Le eccezioni di capacità manifesta, NON fanno la regola.
        Il pubblico interesse deve avere delle garanzie MINIME (con tutti i difetti).
        La laurea non lo è affatto. Oggi, finiamola di prenderci in giro, si può addirittura COMPRARE LA LAUREA IN INGEGNERIA AL CEPU.
        Ed il giorno dopo questi somari patentati potrebbero calcolare strutture e timbrare impianti.
        NON SCHERZIAMO. In Italia non c’è alcun tipo di blocco all’accesso a QUASI tutte le professioni.
        NOTAI E FARMACISTI sono una cosa diversa. Lì c’è bisogno di liberalizzare l’accesso.
        Sapete che ci sono (dato CNI-Consiglio Nazionale Ingegneri) in Italia 540.000 INGEGNERI LAUREATI???
        E 250.000 circa iscritti agli albi???
        MA DAI! sono più che in tutto il resto d’Europa.
        Ma che le libere professioni devono essere più aperte a cani e porci di così?
        Se non siete preparati e non passate gli esami di abilitazione, NESSUNO E’ TENUTO A REGALARVI IL TIMBRO.

  47. 99 Claudio 15 luglio 2011 alle 12:38

    Per chi l’11 luglio 2011 alle 17:30 rileva la profonda ignoranza sull’argomento:
    Sostanzialmente esistono due direttive comunitarie in materia la CE 36-05 (Qualifiche) e la 123/06 (Servizi o Bolkestein) che determinano le professioni regolamentate e orientano il mercato verso un sistema di accreditamento delle competenze di stampo anglosassone che prende alla sprovvista il sistema autorizzatorio italiano.
    Ritengo che gli ordini vadano aboliti in quanto oramai contaminati dallo status di ente di diritto pubblico che, nei decenni, li ha condotti a sottostare a logiche del consenso che hanno mortificato il merito e sollevato barriere tariffarie senza essere stati capaci di avviare un processo di rating sul livello di professionalità e sulla qualità dei servizi resi ad uso dei consumatori.
    La strada maestra dell’accreditamento è quindi già tracciata, il problema semmai sarà il limbo del periodo transitorio che penalizzerà le culture mediterranee abituate da decenni ai sistemi autorizzatori, che si troveranno a fronteggiare i “pirati” senza scrupoli auto-referenziati, che sbarcheranno sul ns. mercato.

  48. 100 dinamo 15 luglio 2011 alle 16:32

    quando sento che l’esame di stato garantirebbe, da solo, la preparazione del soggetto che lo supera, rido sempre profondamente (e amaramente).

    pensare che l’esame di stato possa magicamente risolvere i problemi di una carente preparazione universitaria distinguendo i virtuosi dai polli, ha un chè di fantasioso… anche perchè se il problema è la scarsa preparazione data dall’università (3 o 5 o più anni di studio) pensate che con un esame (nelle sue prove, che spesso hanno più a che fare con la fantascienza che con la professionalità vera) si possa risolvere tutto? fantascienza… intervenite sull’università piuttosto, è li che si deve formare la professionalità.

    credo che tutti abbiamo avuto sotto gli occhi, direttamente o indirettamente, i casi di “migrazioni di massa” per superare l’abilitazione. allo stesso modo sappiamo bene tutti quanto un esame possa realmente essere poco significativo sulla reale preparazione del soggetto. ritengo fondamentalmente inutili gli ordini professionali. si vuole un albo che garantisca che la persona ha seguito la corretta formazione universitaria:ok. ma dopo anni di studi, decine di esami, la laurea, serve un ulteriore verifica su tutto e nulla? e questo garantirebbe la professionalità? che risate…

    una laurea finta può essere comprata all’estero? benissimo… anche falsificare qualche documento se per questo. ma se si crede che la semplice iscrizione ad una ordine professionale garantisca la professionalità, come mai non viviamo in un mondo ideale, perfetto, lucido, trasparente? mannaggia questi esami di stato non funzionano bene, sta selezione fa acqua… peccato XD

    un saluto, che la fine degli ordini sia vicina…

  49. 101 Iaia 16 luglio 2011 alle 17:09

    Infatti non è l’esame che dà la garanzia. E infatti chi ragiona così non può che essere una delle decine di migliaia di italiani che compongono il numero ASSURDO ed INCONCEPIBILE di aspiranti professionisti italiani.
    Esempi? gli architetti in Francia sono 30.000, in Italia 150.000.
    Gli ingegneri non ne parliamo neanche, in italia ce ne sono 540.000 laureati e 250.000 iscritti all’albo. SOno numeri che dicono UNA COSA SOLA: IN ITALIA SI LAUREANO ED ESERCITANO, ISCRIVENDOSI AGLI ALBI PROFESSIONALI, CANI E PORCI.
    Il resot sono le solite italianissime chiacchiere di ragazzi e persone che, all’italiana, sono solo e sempre pronti a reclamare ingiustizie e meritocrazia… senza però volersi MAI FARE IL MAZZO PREPARANDOSI.
    Questa è la verità. Altro che “altri paesi” e direttive varie.
    In Germania i 4/5 degli ingegneri italiani, così come in Inghilterra, lavorerebbero alle casse dei supermercati, non avendo alcun tipo di preparazione che glipermetterebbe di entrare sul mercato.
    Secondo voi, i 150.000 architetti ITALIANI, immessi sul mercato FRANCESE, sarebbero in grado di competere minimamente??
    Ma avete idea che un professionista francese o tedesco a 35 anni è (mediamente) completamente autonomo di gestire grandi progetti, mentre in Italia il grosso, il 90% non è in grado di preparare autonomamente un DIA per la ristrutturazione di un appartamento?
    Di cosa parlate? Volete poter esercitare senza essere preparati?
    Andate Germania o in Inghilterra, se LI’ E’ COSI’ FACILE ESERCITARE E VOI SIETE PREPARATI A FARLO.
    Fate ridere, siete ragazzotti che andranno ad ingorssare le file di incapaci che affollano le profesisoni Italiane.
    In tutta la Francia ci sono gli stessi avvocati che nella SOLA PROVINCIA DI ROMA. DI cosa stiamo parlando.
    Quanti ingegneri italiani sono in grado di fare l’esecutivo di un normale palazzo, senza fare una marea di errori? Pochi! Pochissimi!
    Ma voi la verità non volete vederla.
    Volete responsabilità e possibilità pur non essendo in grado di esercitare.
    NON SI IMPARA TENTANDO. PRIMA SI STUDIA, SI IMPARA, POI CI SI DA’ ALLA PROFESSIONE.

    • 102 Rasputin 6 dicembre 2011 alle 20:08

      ripeto perché c’è questo? per colpa degli ordini,la concorrenza ridurrebbe il numero nel lungo periodo,che convenienza si avrebbe a competere non avendo le doti,ed in tal senso non rendendo economicamente la professione?

  50. 103 mario 18 luglio 2011 alle 11:02

    In una Italia che peggiora giorno dopo giorno che cosa ci si può aspettare di più?
    Aboliamo tutto, promuoviamo tutti, ……. ma certo a che serve studiare, sostenere esami, essere preparati, fare pratica, oggi è tutto facile, tutto dovuto, e più si andrà avanti e più il caos e la mediocrità sarà il distinguo del disintelletto laureato che apre bottega dove e quando gli pare e che non deve rendere conto a nessuno!!!
    Distibuiamo pezzi di carta, sedie e tavolini a tutti e improvvisiamoci come dei mirabilanti mangiafuoco professori del nulla che nulla devono e tutto pretendono, anche di non sostenere delle prove , di non sottostare a delle regole nella tutela di una categoria e di una società che un tempo era fondata principalmente sull’onestà, sul merito, sulla serietà, sul sacrificio, sulla forza morale, sul principio del bene comune.

    Dove andremo a finire………. ???

  51. 104 Angelo 18 luglio 2011 alle 18:25

    Gli abolizionisti sono a conoscenza di quali siano i percorsi formativi e professionali per esercitare la professione di avvocato (e/o sollicitor nel caso GB/W) negli USA in UK, Francia ecc. ecc., sono proprio sicuri che la via da loro indicata sia così valida, visto che nessun paese moderno la segue? Sono sicuri che delle associazioni private (e, per forza, non di antica virtù quali ad es.gli Inns of Court del Regno Unito) possano meglio garantire i diritti ed il rispetto della legge che non i nostri ordini di diritto pubblico, quando, ovviamente, operano legittimamente?

  52. 105 no archi 21 luglio 2011 alle 14:07

    Se queste vecchie generazioni sono cosi preparate perchè non introduciamo il concetto di rinnovo dell’abilitazione ?? ogni 5 anni e magari con il pc… ehehe che ne dite signori ?? quale geometra, architetto o ingegnere vecchiarello se la sente ? ne vedremmo delle belle !! è sarebbe una strage secondo me.

  53. 106 andrea 22 luglio 2011 alle 17:08

    Sarò scandaloso ma provo lo stesso ad esprimere un giudizio…avete mai chiesto a chi non ha un albo professionale se il mondo del lavoro funziona meglio???
    Per esempio ai programmatori.
    Per fare questo lavoro il percorso che dovrebbe essere “normale” è la laurea… invece cosa succede?
    Succede che le uniche aziende che lavorano e detengono il monopolio di tutto sono le agenzie interinali e migliaia di piccole srl che praticano intermediazione di manodopera.
    Tali agenzie non hanno alcun interesse nel vendere laureati (sono troppo pochi, vogliono troppi soldi), per cui affittano ad aziende + grandi (banche ecc) diplomati formati se tutto va bene in una settimana di corso.
    Il risultato è un mondo del lavoro in cui lo standard è il diplomato senza titoli di studio e con una preparazione scadente, stipendi da “prestatore d’opera” sui 5 euro/ora con contratti precari.
    I clienti sono talmente abituati a ricorrere alle agenzie per avere i programmatori che non assumono mai liberi professionisti laureati con partita iva.
    Alla fine chi è laureato in informatica resta a casa disoccupato.

    Chiedete a chi non ha un albo professionale prima di pensare che la loro abolizione totale sia la soluzione migliore.

  54. 107 gianluca 28 luglio 2011 alle 12:54

    Chi vuol abolire gli ordini professionali è Confindustria, in modo tale da accaparrarsi anche il mercato delle prestazioni professionali. In questo modo si potranno formare società di capitali, dove il socio/i che hanno il danaro trarranno profitto su competenze che non hanno, sfruttando il lavoro di altri. Che garanzia c’è per il consumatore?

  55. 108 Ale 28 luglio 2011 alle 14:06

    Ho letto il post e anche alcuni commenti e dato che ho notato una diffusa ignoranza, vi consiglio vivamente di leggere l’articolo 33 della Costituzione Italiana (la carta FONDAMENTALE del nostro Stato), anzi, ve lo riporto qui direttamente dal sito web del Senato della Repubblica:

    ARTICOLO 33
    - L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento.
    - La Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi.
    - Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.
    - La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad esse piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali.
    - E` prescritto un ESAME DI STATO per l’ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi e per l’abilitazione all’esercizio professionale.
    - Le istituzioni di alta cultura, università ed accademie, hanno il diritto di darsi ordinamenti autonomi nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato.

    (http://www.senato.it/istituzione/29375/131289/131307/131312/articolo.htm)

    Buona lettura signori inscritti e ricordatevi che questo “monopolio” degli ordini fa da garante alla collettività (ovvero degli interessi collettivi, i quali interessi sono a loro volta tutelati dalla costituzione), non è che tutti si possono improvvisare medici o architetti.

    • 109 Fabio 29 luglio 2011 alle 08:23

      Tale Costituzione, come ben saprà Ale, può essere cambiata; inoltre, da quando è stata scritta molte cose sono cambiate radicalmente.
      Più che la Costituzione, che Ale conoscerà sicuramente a memoria, consiglio un bel libro di storia.
      Gli ordini intesi dall’articolo 33 che citi sono quelli di oggi? Sapendo come vanno le cose ora, magari non avrebbero messo quell’articolo. Ed ecco perchè, essendo stati previdenti, c’è prevista la possibilità di cambiarla se non dovesse essere più al passo con i tempi.

    • 110 ares 11 agosto 2011 alle 11:47

      caro ale,
      sono certo della tua buona fede intellettuale, tuttavia vorrei ricordarti che gli articoli che tu citi son dai più conosciuti e certo non serve ribadirli, piuttosto è opportuno riflettere sul contesto culturale di quegli anni e sulle basi epistemologiche e filosofiche che hanno dettato l’istituzione e la regolamentazione degli ordini fino ad arrivare alla costituzione (onore ai padri costituenti)

      Eranno anni ben marcati sotto tutti i punti di vista, tempi in cui la società italiana e l’economia del Bel Paese necessitavano di rigore per evitare forme pseudo anarchiche di auto-organizzazione professionale.

      Sono passati da allora molti anni, le società sono cambiate, il mondo della formazine, del lavoro, l’economia, ecc.. tutto cambiato.

      Si sprecano i filosofi su questi temi, uno per tutti Zygmunt Bauman, ed ancora, se non bastasse, superando l’ormai arcaico concetto di globalizzazione si parla oggi di professionismo glocalizzato, altro che di ordini e corporazioni.

      Cavoli, mi sembra che ci siamo fermati all’era paleozoica del professionismo.

      Per quanto riguarda le garanzie, non ci crede piu’ nessuno all’equlibrismo dialettico ( certo convinto e sano diprincipio) “… fa da garante alla collettività …”. La garanzia la fa la professionalità controllata, verificata e certificata da organi esterni al professionista e non dal proprio ordine. Mannaggia siamo davvero all’ antitesi della ragionevolezza. Ma chi ci crede più che la filiera del controllo dell’ordine ( controllore e controllato sono le stesse persone, magari gli stessi compagni di banco dell’università……). Insomma, facciamo un atto di onestà intellettuale ed un atto di coraggio in questo nostro Bel Paese che tutti amiamo, diamo un nuovo slancio a questa nostra economia che sta arrancando. Non dobbiamo avere paura!!! Noi Italiani siamo un grande popolo secondi a nessuno, non trinceriamoci dietro fasulle strutture conservative, ma buttiamoci nella mischia internazionale, solo così potremo mostrare il nostro valore, altro che ordini et alii…

      Ares

  56. 111 Fabio 2 agosto 2011 alle 08:27

    L’esame di stato è inutile e ridicolo, le nostre Università sono le più lunghe in assoluto, prova di ciò è che l’on Gelmini ha ridotto gli anni di studio della facoltà di medicina, per sua stessa voce “le nostre facoltà devono allinearsi a quelle europee, le nostre sono troppo lunghe”. Ed allora la domanda sorge spontanea,”se mi fai studiare pià degli altri, poi pure il tirocinio, per quale ragione devi venirmi a richiedere le competenze con l’esame di stato?”, è come se lo stato stesso, svalutasse il precedente percorso universitario. Eppoi come viene fatto questo esame? io parlo da psicologo, non c’è nessuna prova scientifica che passi l’esame chi realmente dimostri di avere studiato bene. L’unico metodo per dimostrare ciò sarebbero questionari a scelta multipla, invece vengono poste domande aperte, dove il voto e l’ammissione vengono delineati dall’esaminatore di turno in base alla sua soggettività, difatti si sente dai resoconti della gente, di compiti bocciati senza un criterio specifico e di altri promossi, con requisiti inferiori ai precedenti. Si dice che gli ordini tutelino la professione, “ma quando mai!”. Se realmente tutelano la profesione, mi spiegate perchè in ambito psicologico, le figure parallele a quelle dello psicologo (coach, counselor, reflector), sono aumentate a dismisura? sono professioni non regolamentate. La figura dello psicologo è ridotta al mal partito, perchè i rappresentanti dell’ordine sono la maggior parte professori di scuole di psicoterapia oppure proprietari di queste.Tutte scuole private quadriennali a costi elevati, e quindi hanno ridotto le competenze dello psicologo, lasciandogli credere che gli unici sbocchi sono quelli di diventare psicoterapeuta, perchè questa figura può curare mentre lo psicologo no.Insomma sono un corporativismo che non tutela per nulla gli iscritti, ma solamente se stesso.

    • 112 ercole 6 settembre 2011 alle 00:13

      se lo dice la Gelmini!
      da quale pulpito… ma che vergogna. una lombarda che è andata a raccattare l’abilitazione a reggio calabria, non ha alcuna autorevolezza per parlare di istruzione e università.

  57. 113 Carmen 6 agosto 2011 alle 11:08

    Saranno contenti coloro che volevano l’abolizione degli ordini vista la notizia di oggi nelle prime pagine di tutti i notiziari.
    Benvenuti nella giungla!!!

  58. 114 Economista 6 agosto 2011 alle 15:36

    Mi permetto di osservare quanto minimalismo è presente nelle persone.

    Sciogliere gli ordini vuol dire lasciare il monopolio in mano ai capitalisti, alle imprese di servizi che sbavano dalla bocca nel vedere i redditi prodotti dai loro professionisti.

    Un albo non è una casta, lascio il dubbio di pensare il contrario a riguardo dei Notai, per tutti gli altri essi fuggono similmente da “corporazioni”.

    Quelle corporazioni che salverebbero dalla schiavitù di mercato migliaia di professioni esistenti, soprattutto quelle manuali.

    Altro che sindacati politicizzati, pagati dalla medesima moneta, e focalizzati solo alle grandi imprese quando il tessuto produttivo italiano è costituito per il 99% di piccole e medie imprese di cui il sindacato non ha nulla da spartire.

    Solo un unione di lavorari della medesima categoria è l’unica a tutelare e rinforzare i propri diritti. Un muro al mercato capitalista, di cui l’uomo si rende merce.

    Più che annuire allo scioglimento degli ordini io proclamerei la “corporazione” dei falegnami, fabbri, cassieri, autisti, idraulici, elettricisti, carpentieri….d’Italia!

    • 115 ares 11 agosto 2011 alle 11:22

      E’ piu’ che mai necessario oggi ABOLIRE e SCIOGLIERE gli ordini professionali, per lasciar posto a libere associazioni di categoria alle quali accedere attraverso sistemi di valutazione ed accertamenteo delle competenze professionali con reali valutazioni del profesionista.

      E’ piu’ che mai necessario abolire l’assurdo istituto dell’esame di stato, “orpello intellettuale-corporativista” totalmente inadempiente a quelle che sono le reali richieste del mercato, della società civile e soprattutto lontanissimo dalle consolidate consuetudini docimologiche e valutative, ovvero rispondente unicamente a logiche corporative protezionistiche.

      E’ piu’ che mai necessario lasciare il mercato aperto così come lo è per moltissime professioni e mestieri, dove a regolare il successo o l’insuccesso del lavoratore è unicamente la sua abilità, maestria e competenza professionale e lavorativa.

      E’ piu’ che mai necessario che i “dinosauri delle corporazioni-albi” lascino lo spazio necessario ai giovani laureati e diplomati che vogliono immettersi nel mondo del lavoro. Sarà il mercato a decretarne il successo o l’insuccesso e non vedo perchè’ a manipoli di professionisti raggruppati in “ordine” ( ???) viene lasciata la liberta’ di decretare l’ingresso o meno nel mondo del lavoro alla giovane forza lavoro, spesso vanificando il sacrificio di anni di studio spesi all’ università.

      Se davvero questo bel paese vuole fare un passo avanti è importante che si inizi con coraggio a dare segni di discontinuità e l’abolizione degli ordini professionali (con spazio ad associazioni di categoria, con regole vere e logiche per entrare nella professione – ad esempio tirocini abilitanti -) èsicuramente necessaria.

      Purtroppo molti politici baroni troppo legati per motivi vari ( che tutti conosciamo…diamo un colpo al cerchio e uno alla botte, …in nome della diplomazia……cerchiamo di non “scontentare” alcuno…..ecc…) alle dinamiche delgi ordini stentano ad azioni di coraggio e ancor meno le baronie universitarie e corporative. Speriamo nella buona volontà di politici lungimiranti…….
      Tutto il resto, a difesa degli ordini, è solo un arrampicarsi sugli specchi!

      Ares

      • 116 ercole 6 settembre 2011 alle 00:25

        Ares, quante affermazioni ridicole.
        ma come ti chiami, marcegaglia? oppure hai dietro l’impresa di costruzione di papà che non vede l’ora di poter lavorare con professionisti a cottimo?
        L’indipendenza dei progettisti è possibile solo se questi sono TERZI rispetto ai committenti ed alle imprese.
        L’abilizione degli ordini è richiesta violentemente da anni da confindustria proprio perchè così l’impresa e l’imprenditore otterebbero la supremazia su tutta la filiera delle costruzioni, senza alcuna altra figura ESTERNA ed INDIPENDENTE con cui confrontarsi.
        significa poter sottomettere architetti ed ingegneri creando società di capitali che naturalmente, per definizione, sono CONTROLLATE dal capitalista che ci mette i soldi: l’imprenditore, appunto.
        e così addio alla qualità (già oggi difficilissima da ottenere).
        aumenterebbe esclusivamente il profitto dell’impresa perchè il committente (e la società come interesse generale) non avrebbe più la figura del progettista/direttore dei lavori a garantire la qualità delle opere.
        oltre al fatto che la parcella “congrua” verrebbe sostituita da una cifra ridicola in quanto l’impresa cercherebbe di lucrare lei stessa anche su quella.
        un concetto è certo: le prestazioni professionali liberali, non sono il “mestiere” artigianale che si impara con la pratica e basta. non si parla di avvitare un rubinetto o cambiare una presa elettrica bruciata.
        stiamo parlando di prestazioni specialistiche complesse ai massimi livelli con ricadute ambientali, culturali, sociali, economiche, di sicurezza, architettoniche, urbanistiche e via dicendo.
        per questo la preparazione universitaria e il successivo esame di stato hanno ragione d’essere. e per questo non si può permettere, per l’interesse generale, una liberalizzazione che in tutta evidenza porterebbe esclusivamente un mercato che oggi è APERTO (lo dicono i numeri degli iscritti agli albi italiani), a cadere nelle potentissime mani delle imprese di costruzione e delle aziende della filiera (in parte rappresentate da confindustria).
        il tecnico è libero in tutto il mondo.
        e deve rimanerlo soprattutto in un paese che tende alla mafiosità ed all’inefficienza strutturale come l’Italia.

      • 117 ares 15 settembre 2011 alle 11:44

        heheheh…. come si dice la paura fa 90 … nondevi aver paura delle liberalizzazioni; se sei un professionista capace, come sicuramente lo sei, non devi aver paura!

        Liberalizziamo il mercato! E’ l’unica possibilità per milgiorare il mercato!

        Tutto il resto è paura!

        ares

        PS: gli artigiani elettricisti ed idraulici non si limitano ad avvitare lampadine o cambiare rubinetti, ma svolgono mansioni talora altamente tecnologiche. Quelli bravi lavorano, quelli meno bravi lavorano meno.

  59. 118 doc doc ci siete o ci fate? 14 agosto 2011 alle 00:22

    Benvenuti dai parucchieri cinesi: taglio e piega 7 euro.
    Fino a qualche anno fa i barbieri erano anche chirurghi…
    Che dire l’abolizione degli ordini permetterà anche questo…

    Liberalizzare le tariffe? per i Medici ci ha già pensato Bersani (!) e vi consiglio di gaurdare con occhio critico e valore storico il tariffario pubblicato dall’ordine di milano: un intervento a Quore aperto (ormai dagli aspiranti medici ci sentiamo dire anche questo…) ha una tariffa che è paragonabile ad un paio di lettere di un qualsiasi studio legale…

    liberalizziamo somari che non saranno neanche padroni della loro libera professione perchè si dovranno appoggiare a “libere associazioni” di imprenditori… al supermercato della salute con il 3×2!

    • 119 CLAUDIO 19 agosto 2011 alle 09:27

      chissà…. magari andremmo al “3×2″ per poi lamentarci e lottare per l’abolizione degli ordini professionali “QUESTA E’ L’ITALIA”

  60. 121 Legionnaire 14 agosto 2011 alle 06:20

    Ma….. dall’accusa di pedofilia lanciatavi dal coniuge nel corso di una separazione (cosa ahimè che sovente accade!) vi fareste difendere “dar fratello der cognato de mi cuggino ch’è laureato in legge ar CEPU” oppure davanti ad una possibile condanna a 15 anni di galera vera andreste a cercare un AVVOCATO (e tale è solo chi ha superato l’esame ed è iscritto all’Albo professionale)? Abolire gli albi professionali, significa cadere nelle mani di una moltitudine di “fratelli der cognato de mi cuggino”, arraffazzoni ed improvvisati, non tracciabili e non garantiti! Gli iscritti agli Albi, sono i DOCG dei professionisti: continuate a bere vinacci da supermercato e la cirrosi epatica vi spazzerà via!

    • 122 ares 14 agosto 2011 alle 21:38

      Abolire gli ordini non significa anarchia professionale, ma significa strutturare un modello di vera garanzia a tutela del cittadino. Mi sembra oramai che davvero si stia cercando di difendere l’impossibile.

      Come letto in post precedenti ma anche da quanto dice legionnaire si capisce che situazioni ed eventi come quelli citati esistono proprio oggi negli ordini ( per ogni professione).

      Proprio per questo è necessario superare questo blocco delgi ordini ed attivare vere forme di garanzia dove non siano i “controllati” a controllare ma sopratutto attivare percorsi professionalizzanti ed abilitanti liberi ( e non a numero chiuso deciso informalmente dalgi ordini). Percorsi liberi capaci di condurre il neo laureato a costruire una vera professione e diventare un vero professionista, altro che esame di stato, iscrizione algi ordini, tase da pagare agli ordini e balle varie

      Purtroppo non è un esame o un ordine a dare garanzia di professionalità….
      Penso sia davvero necessario passare a selezioni serie e continue dove si verifichi non solo la conoscenza specifica, ma anche le abilità professionali e soprattutto le competenze specifiche e sopratutto le attitudini personali, cominciando dai corsi universitari.

      direi inoltre doc doc ci siete o ci fate? che
      …..liberalizziamo somari che non saranno neanche padroni della loro libera professione perchè si dovranno appoggiare a “libere associazioni” di imprenditori… al supermercato della salute con il 3×2!

      Non credo che qlc voglia “liberalizzare somari” , chi mai ha parlato di questo??
      Tuttavia quante ne sentiamo tutti i giorni di medici “pasticcioni” e mala sanità? Ma come se gli ordini sono garanzia di qualità come mai avvengono queste cose??

      Riflettiamo seriamente senza pregiudizi!!!!!! e cerchiamo di capire che quello degli ordini così strutturati è un sistema che non funziona piu.

      ares

  61. 123 tatiana 15 agosto 2011 alle 16:20

    Per il futuro dell’Italia affinchè non venga declassata in serie B o C con conseguenze economiche disastrose per tutti bisogna partire dall’abolizione dei monopoli professionali e dalla eliminazione degli esami di stato per l’accesso alle varie professioni.Il professionista dovrà essere responsabile personalmente sia civilmente che penalmente per la prestazione che ha effettuato.Basta con le caste protettive e antidemocratiche che uccidono la concorrenza e l’economia.
    Aggiungo che la maggiorparte degli esami di stato per l’accesso alle professioni comportano spese spesso insostenibili per molti cittadini e spesso e volentieri i più abbienti hanno mercanteggiato la loro abilitazione professionale.

    • 124 ares 15 agosto 2011 alle 18:00

      Cara Tatiana,
      sono perfettamente in sintonia con il tuo pensiero.

      Aggiungo solo che i vari esami di stato abilitativi dovrebbero essere eliminati anche perchè cozzano contro ogni principio docimologico e valutativo pertanto anche solo questo basta ad invalidare gli esami.

      E’ invece più che mai necessario istituire dei percorsi professionalizzanti post-diploma o post laurea che introducano veramente il candidato al mondo della professione. Dei percorsi abilitanti attraverso i quali emergano le reali capacità del candidato e sopratutto le attitudini. Percorsi che dovrebbero iniziare durante gli anni universitari e riservati a quanti intendono svolgere seriamente la professione.

      Non riesco davvere a capire come possano esserci persone che ancora credono all’istituto delle corporazioni e delgi ordini professionali attuali…… la mente umana fa davvero l’abitudine tutto ( heheh…).

      ares

  62. 125 CLAUDIO 19 agosto 2011 alle 09:22

    AVETE PROVATO INVECE AD IMMAGINARE, GLI ASPETTI NEGATIVI DELL’ABOLIZIONE DEGLI ORDINI PROFESSIONALI? CERTO ALCUNE COSE SICURAMENTE ANDREBBERO MODIFICATE, TIPO
    L’ OBBLIGATORIETA’ DI CHI ESERCITA UN LAVORO IN UN ENTE A PAGARE TASSE “D’ISCRIZIONE” MA PER IL RESTO? AUMENTEREBBERO LE PERSONE CHE FANNO UN DOPPIO LAVORO E/O LAVORO IN NERO, DEONTOLOGIA PROFESSIONALE NEANCHE A PARLARNE…..; I GIOVANI, ( IN PARTICOLARE PER I DIPLOMATI) ESCONO DA SCUOLA CON CAPACITA’ PROFESSIONALI PARI A ZERO O BENE CHE VADA CON UNA MEDIOCRE CONOSCENZA TEORICA, CORSI DI FORMAZIONE O AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE?, SAREBBERO CURATI MEGLIO? CON LO STESSO INTERESSE ED IMPEGNO CHE CI METTE UN ORDINE PROFESSIONALE? E POI LE TARIFFE PROFESSIONALI FORSE LE APPLICANO SOLO I NOTAI……… . GLI ORDINI/COLLEGI SONO ENTI NO-PROFIT; PERCHE’ NON CONTROLLIAMO CHI DA DIPENDENTE PUBBLICO FA UN DOPPIO LAVORO??? STIPENDIO PIU’ LIBERA PROFESSIONE (SE COSI’ SI PUO’ CHIAMARE), MENTRE ALTRI PROFESSIONISTI, SOPRATTUTTO GIOVANI SI TROVANO SENZA O CON POCO LAVORO, AIUTATI DAGLI ORDINI NEL PAGAMENTO DELL’ISCRIZIONE ALL’ALBO ( TRA L’ALTRO QUASI IRRILEVANTE); IL VERO PROBLEMA MIEI CARI NON SONO GLI ORDINI PROFESSIONALI, MA I TRIBUTI “OBBLIGATORI” PROIBITIVI DELLE CASSE DI PREVIDENZA ED ASSISTENZA PROFESSIONALI, QUANTI PROFESSIONISTI ORMAI SOTTO TORCHIO DELL’ EQUITALIA PER LE DIFFICOLTA’ NEI PAGAMENTI DEI TRIBUTI DI PREVIDENZA E NON “PER I PAGAMENTI DELL’ISCRIZIONE ALL’ALBO O ORDINE” LIBERALIZZIAMO LA PREVIDENZA DEI PROFESSIONISTI…….

    • 126 Medico 20 agosto 2011 alle 10:34

      Concordo con tutto quello che “Claudio” ha scritto. Trovo non accettabile l’assenza di un controllo sulla formazione e la preparazione dei professionisti e trovo, inoltre, molto frustrante che chi si lamenta lo fa perchè non passa un esame di stato. Aggiungo che gli ordini devono essere riformati perchè mancano, in realtà, di rigore nei confronti degli specialisti, lasciando sia che questi possano lavorare con dubbia preparazione negli anni successivi e senza verifica degli aggiornamenti, sia che liscino passare mancanze, specie in ambito di etica professionale.
      PS: è da quando studio, dalle elementari quindi, che il nuovo esame è molto più difficile del vecchio!! Mi pare una caz… Allora, è opportuno che ogniuno affronti i problemi del proprio tempo con adeguata preparazione!
      Abolire non serve. Si deve riformare e indicare compiti precisi a garanzia dell’iscritto e del cittadino.

      • 127 ares 24 agosto 2011 alle 14:24

        Cari Claudio e Medico

        come ebbe modo di dire un grande della scienza A. Einstein: senza discontinuità non c’è progresso, ed oggi più che mai c’è bisogno di discontinuità.

        E’ necessario un forte controllo sul mondo del professionismo, e questo controllo sarebbe gia del tutto attuabile se solo si applicassero le leggi.

        Gli ordini professionali non sono organi di controllo, in quanto antitetici alla filosofia del controllo ovvero aderenti e nati (vedasi la storida delgi ordini) su altre basi teoriche scaturite da necesità corporative, e questo dato sappiamo tutti essere inconfutabile.

        Oggi i tempi sono cambiati. é necessario ridare slancio VERO all’economia, con azioni innovative e non con le solite manovrine da aaventizi della politica che i tanti “politichetti” di destra e sinistra propongono. Sono necessarie azioni di discontinuità, forti cambiamenti che permettano a tutte le persone capaci di mettersi in gioco.

        Quindi basta con questi ordini, numeri chiusi, esami di stato (una delle più grandi imbecilità esistenti del tutto inadempienti ai moderni principi della docimologia), licenze limitate, limitazioni di marketing, ed altre balle varie da medioevo.

        Facciamo un passo avanti.

        Se uno vuole fare il professionista, a garanzia e tutela del cliente-utente si propongano dei percorsi PROFESSIONALIZZANTI VERI, e non un esamino di stato dove i numeri vengono decisi ( informalmente) dagli ordini per proteggere il mercato!!!!!!!!
        Smettiamola di raccontare balle!! Il fatto è che tra tutti noi professionisti ci sono molti incapaci e figli di papa’ che hanno passato l’ esame solo perche la commissione non poteva non promuoverfe il figlio dell’amico. ed eccoli con il timbro e l’autorità di fare i professionisti e gli ordini che fanno?????? NULLA DI NULLA!!! ed è logico perche un ordine fatto di professionisti non puo’ darsi la zappa sui piedi!

        Sappiamo bene che motissimi professionisti hanno una paura folle delle liberalizzazioni perche si troverebbero senza lavoro nel giro di pochi giorni, perche fupori della porta ci sono ( in tutti settori) migliaia di giovani capaci e pronti a sfide degne del XXI secolo.

        E che dire della deontologia? Per favore anche qui non diciamo stupidità e gli esempi si spercano e non vale nemmeno la pena di parlarne.

        Facciamo tutti un atto di coraggio (il fatto è che pochi ne hanno), si aboliscano queste corporazioni medievali, e si liberi il mercato!

        Si strutturino dei “tirocini formativi” dove formare veri professionisti e si liberi il mercato!!!!!!!

        Quelli bravi lavoreranno, perche il mercato è il miglior selettore, chi non vale cambierà mestiere!

        Si taglino le tasse, si aboliscano le casse previdenziali delgi ordini a favore di un’ unica cassa dello stato, si dimezzi l’iva (altro che aumentarla come stanno facendo), si aboliscano i balzelli vari.

        Queste sono le riforme di coraggio, ma dobbiamo avere il coraggio di farle e chiederle!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

        Tutto il resto sono chiacchere che fanno solo del male al professionismo.

        ares

  63. 128 Fabio 21 agosto 2011 alle 13:22

    Caro Medico, a me invece pare una caz… il fatto che ad ogni riforma ci sia sempre chi prospetta scene apocalittiche: proviamo, al limite torniamo indietro.
    Se non si prova non si può sapere.

    • 129 S 24 agosto 2011 alle 08:09

      PROFESSIONISTA

      Ho 45 anni ed esercito la professione pertanto da parecchio tempo. Ritengo che l’esame di stato per accedere all’ordine non serva assolutamente a niente se non a monopolizzare e definire chi entra e chi no. Solitamente il 90% degli iscritti è figlio d’arte.
      L’esame di stato non mi ha garantito niente di più di quello che ho fatto studiando per 5 anni al Politecnico.L’ordine dovrebbe principalmente servire a tutelare l’operato dei veri professionisti e a soprattutto radiare coloro che si fanno chiamare professionisti e altro non sono che degli imbroglioni che quotidinanamente affermano il falso con dichiarazioni mendaci. Chiariamoci: in Italia lavorare è difficilissimo soprattutto nei settori ove impera la burocrazia e la scienza, la tecnica e la capacità professionale sono vistosamente inutili. Per anni, più per passione che altro frequento commissioni edilizie e ho visto lavori bellissimi di progettisti veramente bravi mal giudicati e lavori infimi accettati senza batter ciglio. Ho visto progetti di palazzi dove nella realizzazione il professionista aveva “per sbaglio costruito un piano in più”. Questa è stata la giustificazione presentata ufficialmente all’ufficio tecnico del Comune.
      Non si tratta di casi isolati. L’ordine deve radiare queste persone ed aprire le porte a tutti coloro che con sommo sacrificio si sono guadagnati i titoli per esercitare. Gli organismi competenti per il controllo dei progetti (e quindi dell’operato dei professionisti) esistono e devono essere in grado di selezionare; il resto della selezione è in grado di farlo il mercato fermo restando il rispetto delle regole e delle norme.

      • 130 ares 24 agosto 2011 alle 08:42

        Caro S, condiuvido il suo pensiero.
        Pure io Ho operato per diversi anni in organi consultivi, commissioni et alii e mai dico mai ho trovato atteggiamenti premianti le capacità professionali da parte degli ordini professionali, piuttosto tanta piaggieria e servilismo di potere.

        Per questo dico che gli ordini cosi come sono devono essere assolutamente aboliti e le professioni devono essere libere, tuttavia controllate da veri organi di controllo che siano in grado di radiare dalla professione gli incapaci e permettere alle persone ccompetenti di lavorare.

        Trovo sia davvero una catacresi che gli ordini di professionisti controllino se stessi. E’ un’ assurdità così come lo sono i vari esami di stato.

        Si inizino invece veri e propri percorsi professionalizzanti post diploma o laurea e siano le procure e le leggi ordinarie a vigilare sull’o perato dei professionisti altro che ordini “mangia soldi” e corporativi.

        L’Italia ha bisogno di energie nuove.

        ares

  64. 131 david 30 agosto 2011 alle 17:33

    Mi permetto di porre una semplicissima domanda a tutti coloro che sopra sostengono la non abolizione degli albi. Premetto: sono convinto che si tratta di professionisti tutti molto a bravi a svolgere il loro lavoro. Ma allora, da dove nasce questo terrore nell’abolizione degli albi? Un ottimo professionista che esercita bene il suo lavoro non dovrebbe temere la concorrenza. Inoltre ne beneficerebbe il libero mercato e lo Stato ne trarrebbe enormi introiti, sia previdenziali che fiscali. E, a proposito di previdenza, vi invito a leggere gli ultimi articoli sulle condizioni delle varie casse previdenziali. Anzi, non leggeteli che è meglio; evitate un mal di stomaco.

    • 132 ares 31 agosto 2011 alle 11:18

      Caro david e cari tutti blogger,

      sottolineo pure io la convinzione dell’alta professionalità dei professionisti che qui intevengono, e sottolineo anche il rispetto per le posizioni difensive degli ordini molto lontane dal mio modo di pensare.

      Ho sentito poco fa l’intervento dell’onorevole Paniz a difesa degli ordini e sinceramente, come già detto, mi sembra di sentire parlare dei dinosauri!

      Manca, il coraggio di cambiare, manca il coraggio di mettersi in gioco, manca il coraggio del confronto.

      Un idraulico, un imbianchino, un falegname o un commerciante, giorno per giorno si mettono in gioco, si confrontano con il mercato e solo i bravi continuano, perchè chi non sa stare nel mercato, cioè non sa proporre un prodotto con giusto rapporto qualità/prezzo, è cancellato dal mercato stesso.

      Perchè motivo allora anche nelle cosidette professioni intellettuali ( e mi ci metto dentro pure io) ci deve essere questo protezionismo?

      Smettiamola con la favola della tutela del cliente. La tutela il cliente se la fa da se nel scelgiere il professionista migliore nel mercato. Ma dobbiamo permettere al mercato di accolgiere altri giovani professionisti, creare una giusta e sana concorrenza e allora si si creeranno condizioni di mercato e di qualità.

      La conservazione degli ordini è una mera dimostrazine di codardia.

      ares

    • 133 anna48 6 settembre 2011 alle 00:45

      più che parlare a vanvera di massimi sistemi e di quato è bella la libertà e la concorrenza, occorrerebbe CAPIRE e prevedere le conseguenze.
      un esempio: la certificazione energetica.
      è un piccolo esempio di liberalizzazione di fatto. possono certificare gli immobilipraticamente tutti, pure gli agronomi, i laureati in chimica, gli ingegneri di ogni branca, diplomati come laureati. gente che non sa manco cosìè la trasmittanza o un ponte termico. tradotto, cani e porci.
      qualìè la conseguenza REALE, PRATICA?
      è che i prezzi sono crollati a livelli ridicoli. roba che conviene impastare 3 pizze e ci siamo. cioè una prestazione professionale specialistica che richiede studio e competenze, oltre che una seria lavorazione, venduta a 2 euro.
      un cliente STUPIDO, potrebbe dire: benissimo! proprio quello che doveva essere, crollo dei prezzi!
      un cliente intelligente, dovrebbe invece dire: come è possibile che per un lavoro di molte ore, che prevede un sopralluogo dell’immobile, il reperimento di tutti i dati degli impianti, le misurazioni, i calcoli e quant’altro, possa costarmi 50 euro?!? è naturale che chi fa un lavoro per quel prezzo, quel lavoro non lo ha fatto o non lo sa fare.
      infatti la realtà è che il mercato si è saturato di personaggi incompetenti che compilano documenti A CASACCIO, in 20 minuti. documenti di valore LEGALE e tecnico, che sono carta straccia.
      voi andreste da un medico somaro, che prescrive medicine in 1 minuto senza visitarvi, SOLO PERCHE’ COSTA POCO O NIENTE?
      ora una cosa è la concorrenza, altro è il dumping, cioè l’abbattimento artificiale dei prezzi che porta ad un sottocosto artificiale per eliminare la concorrenza stessa.
      una cosa è la concorrenza, altro è far pagare pochissimo prestazioni NULLE, creando problemi serissimi ai professionisti seri che chiedono non cifre esagerate, ma cifre congrue per prestazioni professionali “serie”, adeguate alle esigenze del cliente ed alle norme da rispettarsi.
      occorre tanta attenzione e soprattutto attenzione nei confronti di coloro che predicano liberalizzazioni selvagge senza far presente (in modo disonesto) ai potenziali clienti cosa ciò potrebbe comportare.
      la concorrenza NON SI FA SOLO CON LA POLITICA DEI PREZZI.
      ed infatti in un paese come l’Italia, strasaturo di professionisti incapaci che hanno ottenuto lauree non facili, ma facilissime, c’è una pressine enorme soprattutto dai meno preparati, affinchè si liberalizzi selvaggiamente tutto (al contrario di ciò che è nei paesi europei più avanzati) perchè sperano così di farsi strada “svendendo” a due euro prestazioni che tali non sono.
      in lombardia si effettuano ormai, ad esempio, certificazioni energetiche di immobili a molto meno di 100 euro. qualsiasi professionista serio vi dirà che E’ IMPOSSIBILE EFFETTUARE SOPRALLUOGO E LAVORAZIONE DELLA PRATICA A QUEL PREZZO.
      non esistono miracoli, organizzazione, economie di scala che lo consentano: sono truffe, sono lavori truffaldini che presuppongono o sfruttamento di lavoro nero, o incapacità totale di persone che compilano i software con dati fittizi che non daranno risultati reali.
      questo è solo UNO dei tanti settori dell’edilizia. è un esempio calzante perchè è una proto-liberalizzazione del settore specifico.
      funziona? ASSOLUTAMENTE NO. la certificazione energetica in Italia è già diventata una barzelletta. il contrario della finalità della direttiva europea che l’ha introdotta anche da noi.

      • 134 ares 9 settembre 2011 alle 12:39

        Cara anna 48, mi fa piacere leggere il tuo intervento sopratutto perche con un esempio pratico hai dimpostrato l’inutilità degli ordini professionali, l’inutilità degli esami di stato e l’inutilità di corporazioni di vario tipo. Infatti affermi cose verissime: ci sono un sacco di incapaci iscritti algi ordini, cio’ vuol dire che gli ordini non fanno selezione, inoltre affermi che ci sono atenei che svendono lauree (facili e facilissime) e che lavorano nel mercato, iscritti ai relativi ordini, ovvero ancora una volta si afferma in modo implicito che gli ordini non garantiscono la quelita del lavoro e del professionista (giustamente hai citato professionisti tutelati dal relativo ordine). Inoltre, com’ è vero sottolinei che il percorso della laurea non sempre garantisce competenze professionali ed ancora, se esiste questa situazione è perche anche l’esame di stato non serve a fare vera selezione, infatti come più volte ribadito, essendo un esame con prove non tarate ed in antitesi alle corrette prassi docimologiche, non puo’ essere un esame valido. E sopratutto questa situazione danneggia sia i profesionisti che i cittadini che in buona fede talora incappano in professionisti poco onesti.

        Ma allora perche vogliamo ancora mantenere questa sistuazione? Non è ora di cambiare e passare a veri percorsi professionalizzanti e sopratutto alla costituzione di veri prgani di controllo della professionalità e deotologia dei professionisti?

        Quindi si ritorna al solito discorso: e’ necessario creare percorsi professionalizzanti abilitanti aperti e senza pregiudiziali con selezione in itinere. Abolire assolutamnte gli ordini profesinali per la costituzione di veri organi di controllo del professionismo. Abolire i vincoli tariffari senza paura del mercato e della concorrenza.

        Grazie per il contributo ed il calzante esempio, ma come dici tu potremmo farne a decine.

        Senza paura liberiamo il mercato! Per aspera ad astra!

        ares

  65. 135 Bluto 2 settembre 2011 alle 10:06

    Riusciremo un giorno ad eliminare questo vero e proprio cartello fatto dagli ordini?Ho fatto l’esame una volta e ho visto passare persone incompetenti ma amiche di professori presenti nella commissione.

    Da come ho capito l’omertà nel parlamento di avvocati e commercialisti non ci permetterà mai di avere questa libertà.

    Non c’è un altra strada da percorrere per raggirare quegli “scaldapoltrone”?

    • 136 ares 2 settembre 2011 alle 19:28

      Carissimo Bluto, lunica strada è quella parlamentare; ma il problema in fondo non sta in parlamento.

      Il problema sta in parte dei professionisti iscritti, che hanno “voce” in capitolo, in parte dei professinisti legati politicamente (in senso lato) a strutture amministrative di vario tipo.

      La richiesta deve partire dalla base, chiedendo non solo l’abolizione degli ordini ma anch eproponendo qulacosa di nuovo.

      Io quello che propongo è che al termine del percorso universitario, le università, in collaborazione con le strutture professionali (non ordini ma associazioni di categoria) ed i ministeri competenti, strutturino dei veri e propri percorsi professionalizzanti ad esempio tirocini formativi abilitanti di accesso libero all’interno dei quali possa essere fatta una vera selezione in base alle competenze acquisitie, dimostrate e sopratutto valutate secondo paradigmi docimologici corretti.

      Quwìesta è la strada da percorrere, per sbloccare il mercato, creare nuovi posti di lavoro, entrare in regime di dconcorrenza, soddisfare ele esigenze di una moderna società democratica.

      E’ chiaro che le attuali baronie nonvolgiono questo, perche chi oggi occupa immeritatamente una posizione di rilievo nel mercato si vedrebbe potenzialmente minacciato da giovani intraprendenti……

      Ma quwìesta è la strada da intraprendere. Speriamo che qlc politico di buona volontà raccolga il messaggio.

      ares

      • 137 S 5 settembre 2011 alle 14:01

        Non sono proprio convinto della necessità di un praticantato obbligatorio; ovvero lo sono se pensato e svolto durante i corsi di studi. Non si capisce se no come mai per alcuni corsi di laurea non è previsto il praticantato obbligatorio ma solo l’esame di stato. Io penso che una persona che abbia studiato e abbia la voglia di imparare affronti senza problemi il mondo del lavoro. Questo vale ad esempio per l’architetto, l’ingegnere ed il medico che lavorando per studi, ospedali e cantieri fanno graduali esperienze fino a diventare autonomi nel lavoro.
        Per quanto riguarda l’albo, occorre invece dire che buona parte degli iscritti e dei reggenti dello stesso sono parte attiva di ogni governo e mai proporranno dei passi contro l’ordine stesso. Mi piacerebbe anche sapere come sono regolate queste questioni nel resto d’Europa. Non vorrei venire a sapere che magari l’Italia paga anche delle sanzioni all’Europa per aver garantito a tutt’ora questo monopolio dei professionisti. Se così fosse, si potrebbe proporre un referendum su internet. Vi ricordate di quella persona che è riuscito a far abolire la tassa sulle ricariche telefoniche dei cellulari in Italia? Io non darei per scontato che esista un parere discorde in Europa su questa questione. Potrebbe essere un buon inizio!

  66. 138 ercole 16 settembre 2011 alle 14:19

    Ares, scrivi proprio un sacco di cretinate.
    Probabilmente sei proprio uno di quelli che non riesce ad abilitarsi e che appartiene a quella schiera di persone che anche a scuola invece di studiare pensa a predicare e pretendere facilitazioni.
    Quello che sostieni tu non esiste in NESSUN paese europeo.
    Di cosa parli? di cosa scrivi? è evidente a chi sia un minimo informato che scrivi cose di cui non hai la minima idea. O provochi per provocare, o sei proprio ignorante.
    L’abolizione di un CONTROLLO sulla qualità delle prestazioni, non è pensabile in una società moderna complessa. C’è OVUNQUE, anche nei paesi di liberismo estremo, come gli USA.
    E noi, in Italia, paese dove ci sono negli ospedali medici assunti con LAUREE E TITOLI FALSI, dovremmo abolire anche gli ordini?
    Una cosa è riformarli con norme di buon senso sentitissime dai giovani, altro è far andare in malora completamente il paese con proposte estremamente stupide come le tue.
    Esempi concreti non ideologici? Bene, eccone uno: proibire che chiunque abbia ricopra una carica in un ordine professionale, possa per tutto il periodo accaparrarsi incarichi “gestiti” dall’ordine stesso.
    E sai quanti ce ne sono! QUesot perchè gli Ordini hanno per legge la possibilità di indicare professionisti per le terne, per i concorsi, ecc.
    Altra proposta: chiunque abbia ricoperto una carica in un ordine (presidente, consigliere, ecc) NON PUO’ più ricoprire ALCUNA carica operativa nello stesso ordine. E così si manderebbero a casa definitivamente quelle dinastie e quelle persone che VIVONO grazie all’ordine, rimanendo attaccati per decenni alle poltrone con le cariche di consiglieri, poi presidenti, ecc per decenni, appunto.
    Ma un controllo DEVE esserci perchè il mercato non è affatto in grado di regolare tutto autonomamente.
    Senza regole, infatti, il mercato è manipolabile proprio tramite strumenti atti a manipolarlo (concorrenza sleale, dumping, ecc).
    Cioè il mercato delle professioni verrebbe INONDATO (e già succede oggi in alcuni settori come la progettazione) da incapaci che però non potrebbero essere valutati dai cittadini/clienti.
    Esempi? se un cretino impreparato che non passa l’esame di stato perchè è proprio SOMARO e non per altri motivi, si mette sul mercato a fare progetti e direzioni lavori per 3 euro, eliminerebbe dal mercato tutti quei professionisti SERI che fanno il loro lavoro seriamente e con professionalità.
    Qualcuno ha fatto l’esempio dei parrucchieri.
    Una cosa è fare il parrucchiere, permettete…
    Altra cosa è progettare palazzi, edifici, aerei, automobili, fare operazioni chiururgiche, prescrivere medicine, ecc!
    Non scherziamo e non diciamo idiozie. Ci sono i “mestieri” che si imparano esclusivamente con la pratica, con la manualità. E sono mestieri dignitosissimi.
    Ma ci sono lavori e discipline che presuppongono una preparazione altamente specialistica. Queste sono le libere professioni.
    Un cliente che non sa che il suo tecnico di fiducia è somaro (o il suo commercialista, o avvocato), se ne renderà conto SOLO DOPO LA PRESTAZIONE.
    Le prestazioni professionali rivestono un INTERESSE GENERALE in tutto il mondo. E solo in un paese ignorante ed arretrato come l’Italia, si affronta il problema con argomentazioni STUPIDE come le tue, ares.
    Le tue sono considerazioni che anche in un mercato rionale, dove si vendono pere e banane lascerebbero dei dubbi.
    Figurati in un settore delicato e complesso come le libere professioni.
    La situazione va riformata, certo. E’ nell’interesse dei tantissimi GIOVANI professionisti che vengono sfruttati vergognosamente dai vecchi che vivono di posizioni dominanti.
    Ma l’abolizione degli Ordini, è interesse proprio di una parte di quelle forze economiche che non perderebbero un secondo a schiacciare tutte le libere professioni, mercificandole tramite le società di capitali.
    Provate a dire ad un ingegnere strutturista cosa succederebbe se il costruttore con la terza media, ex-muratore, avesse la possibilità di costituire una società di capitale in cui LUI comanda (ci mette i soldi, i capitali, appunto) e l’ingegnere starebbe sotto di lui stipendiato senza poter fare il suo lavoro decondo deontologia professionale ma in base ai paletti del costruttore che deve lucrare…
    ares, magari non ci arrivi, non è colpa tua. Ma almeno risparmiaci le tue idiozie da pappagallo di un liberismo che nulla ha a che fare con la qualità e la meritocrazia.
    Piuttosto, se non hai passato l’esame di stato, va a studiare. :)

    • 139 ares 16 settembre 2011 alle 17:35

      Caro ercole,
      ma come spendi cosi tante parole per uno che non ci arriva? Su dai….heheh

      Cmq lasciando stare epiteti ed altro davvero poco degno di una discussione in forum, il succo del discorso è che a breve si dovranno riformare gli ordini e l’accesso alle professioni.

      L’esame di stato non è garanzia di professionalità e nemmeno di abilità professionali e la laurea da sola ancor meno (purtroppo si sentono ancora casi di lauree facili e cose simili, certo qui gli ordini non hanno responsabilità).

      Pertanto si passi subito al riordino delle professioni, attraverso la ristrutturazione del percorso formativo (introducendo nel percorso di studi dei percorsi professionalizzanti) e sopratutto verificando le competenze minime di ingresso attraverso esami in itinere nel percorso professinalizante.

      Certo ci vorra un po’ piu di sacrificio ma certo non spaventerà chi davvero vuole svolgere la professione.

      Le associazioni di professionisti (che si chiamino come si vuole) nondovranno vincolare il mercato, ma garantire la qulità del mercato.

      La liberalizzazione del mercato poi va da sè. Senza paure!

      Se lavori bene certamente non hai nulla da temere, al contrario chi offre prestazioni poco valide, senza protezione / protezionismo si vedrà ridurre sensibilmente il mercato.

      Ma ripeto, come in tutti i momenti difficili ci vuole un po di coraggio.

      ares

      • 140 Ercole 21 settembre 2011 alle 16:04

        Ripeto, Ares. Scrivi un sacco di “ingenue” fesserie.
        Tu ragioni completamente in astratto, con una consequenzialità logica nulla: “Le associazioni di professionisti… non dovranno vincolare il mercato… ma garantire la qualità del mercato”.
        E chi lo dice? tu? è un assioma senza capo nè coda. E chi dice che le associazioni “non dovranno vincolare il mercato” ma “garantire la qualità del mercato”?
        Hai mai sentito parlare delle lobbies? ma scherziamo? oggi gli Ordini sono “pubblici”, cioè rispondono al ministero della giustizia.
        Non che siano perfetti, ANZI! ma sostenere che con associazioni PRIVATE il mercato sarebbe più LIBERO (in Italia, poi!) è come dire che se compro un chilo di pere al mercato, dopodomani pioverà. Cioè è una affermazione che non ha ALCUN supporto nè logico, nè quantitativo, nè di previsione.
        E’ una affermazione, cioè, completamente arbitraria.
        Poi concludi il ragionamento senza capo nè coda con un’altra tua conclusione assolutamente scollegata da ciò che hai scritto prima: “La liberalizzazione del mercato poi va da sè, senza paure!”
        E continui nel tuo delirio che secondo me può scrivere solo uno che scrive per partito preso e non perchè sta sul mercato. Sono i classici discorsi di prncipio astratto dei DIPENDENTI, di coloro che cioè non hanno alcun danno (non solo monetario, ma professionale) da un sistema che col mercato non ha nulla a che fare se non esistono leggi certe e sanzioni CERTISSIME.
        La liberalizzazione di un settore, che non sia il mero “commercio”, cioè mercato dove la qualità NON fa di fatto la differenza (se vado alla COOP o alla ESSELUNGA o al Carrefour, ecc, di fatto in concreto trovo per il 98% gli STESSI IDENTICI PRODOTTI), ma la differenza è fatta SOLO dal prezzo.
        Questa è economia di base, proprio terra terra. Ma discorsi seri come il mercato NON possono essere affrontati ideologicamente alla “liberalizzazioni totali” o “protezionismo/statalismo totale”. Il mercato VA regolato, perchè è sotto gli occhi di tutti, non solo in Italia che se mancano regole, c’è l’anarchia capitalistica, cioè chi è più grosso già OGGI, “all’apertura” del mercato, ha una posizione dominante che non verrà MAI scalfita, perchè i piccoli non potranno MAI fare concorrenza ai grandi.
        QUesto è il motivo per cui CONFINDUSTRIA e non il “giovane professionista” che si fa in 8 per avviarsi e raggiungere uno stipendio da camparci, chiede da anni “l’apertura del mercato”.
        lo sai perchè Ares? Perchè vuole entrare con le società di capitali. Cioè, tradotto in quello che è il prevedibilissimo risultato all’italiana di una liberalizzazione TOTALE, è che il costruttore, o l’industriale che produce acciai, mette su una società di progettazione o di Contract, pur SENZA ALCUNA QUALIFICA PERSONALE, e va a prendersi di fornza la sua fetta di mercato sottraendola a migliaia di piccoli professionisti che non potrebbero MAI fare concorrenza ad un gigante.
        Nella maggior parte dei paesi europei e delle società avanzate, c’è l’OBBLIGO di distinzione tra “realizzatore dell’opera” (l’Impresa) e il progettista/direttore dei lavori, proprio per garantire l’imparzialità dell’opera intellettuale prestata dal progettista/tecnico.
        Tradotto: io ingegnere, DEVO rispondere SOLO alla legge ed alla società e garantire la massima sicurezza ed incolumità delle persone, NON all’imprenditore che ha come obiettivo esclusivamente, per definizione all’utile d’impresa (lasciamo da parte dichiarazioni d’intenti teoriche, parliamo di ciè che dicono espressamente le parole).
        Ma poi bisogna essere davvero tonti: Confindustria, secondo una persona sana di mente, fa l’interesse del mercato?!? dei cittadini?
        No, confindustria per definizione e per missione fa l’interesse, cura l’interesse, esclusivamente di UNA PARTE delle imprese, incluse alcune grandi imprese di costruzione. Sono qwqueste che per svincolarsi dai professionisti, pert essere finalmente SOLE a capo di tutta la filiera, chiedono di eliminare ordini ed esami di stato.
        Quale rapporto c’è tra abolizione degli Ordini ed i posti di lavoro? Secondo voi ingegneri e più architetti (gli italiani sono DA SOLI oltre un terzo di tutti i professionisti europei messi insieme), sarebbero ancora di più??? ma se già oggi sono un numero sterminato.
        E già oggi, CHI STA SUL MERCATO VERO (tu scusa Ares ma non ci puoi stare se ti illudi in questo modo), sa che già la riforma della Moratti 10 anni fa ha portato ad un boom pazzesco di laureati e iscritti agli albi (raddoppiati in 10 anni più che nei precedenti 70 anni!).
        Già oggi la qualità delle prestazioni è scadentissima perchè questo “boom” di professionisti (cani e porci si direbbe), ha portato a prezzi delle prestazioni al di sotto di qualsiasi “logica”.
        Non so dove vivi ma ormai hai prestazioni tecniche praticamente “regalate” perchè in giro ci sono maree di ragazzetti senza esperienza ma immediatamente abilitati dopo la laurea (altro che filtri o lobbies!) che senza rendersi conto di ciò che fanno, firmano e timbrano qualsiasi cosa. Una pratica? 50 euro! una ceritificazione? pure 50 euro! una DIA, e che sarà mai… 300 euro! poi quando combatti con la ditta che firma un contratto e poi cerca di rifilare materiali scadenti, operai completamente in nero raccolti in strada la mattina, non rispetta la sicurezza perchè “costa troppo”, ecc, allora TU professionista serio/direttore dei lavori, ci rimetti di costi “vivi”, 10 volte quello che chiede il ragazzino incosciente che timbra e rischia senza seguire poi niente.
        Naturalmente in tutto ciò, ESCLUDO quelle pochissime professioni che realmente ESCLUDONO i nuovi, i giovani potenziali concorrenti: Notai e Farmacisti che nonostante siano in numeri inferiori del necessario (i Notai hanno 400 sedi scoperte da anni, eppure fanno concorsi in numero inferiore ai posti disponibili), hanno protezioni anacronistiche.
        Ma le altre professioni, avvocati, architetti, ingegneri, e così via, sono praticamente ad iscrizione libera ed ad esercizio libero. Fai l’esame (che passano quasi tutti, a prescindere da dove lo si fa) e ti iscrivi all’ordine senza se e senza ma.
        Il mercato, caro Ares, bisogna conoscerlo. Allora converresti con me che gli Ordini (leggiti un codice deontologico di un ordine qualsiasi) sono una stupenda istituzione, in teoria.
        Sono le caste che in qualche caso li hanno “occupati” a vita a rovinarli.
        Il controsenso è evidente: il paese che ha il numero di professionisti più alto del mondo, mancherebbe di “competitività”???
        gli avvocati a Roma sono lo stesso numero che c’è in tutta la Francia!
        ci sono più di 215.000 ingegneri iscritti in Italia. 130.000 architetti… in Francia 33.000, più o meno quanti in Inghilterra.
        ma quale mercato da aprire! bisognerebbe iniziare a controllare la preparazione MINIMA degli iscritti, che il mercato non può certo fare.
        Che fai Ares, controlli tu un ingegnere, da cliente??? o un medico? e che ne sai tu di ingegneria e medicina?
        E’ solo lo stato, così com’è in tutto il mondo, anche nei liberissimi USA, che può controllare il pubblico interesse. MAI un privato.
        Altrimenti dimostri di non vedere manco i continui fallimenti del “libero mercato” e i danni provocati da associazioni private a cui viene lasciato gestire il “pubblico interesse”: un danno dopo l’altro.

  67. 141 Franco 24 settembre 2011 alle 21:39

    Abogliamo gli ordini!!! Non servono a nulla!!! Scusa Ercole ma io lo stuolo di ragazzetti abilitati che svendono dichiarazioni o servizzi vari non li vedo….
    Tu dove li vedi? Poi per quanto riguarda le lauree io non conosco nessun ateneo che le regala come le caramelle… perchè se esisterebbe tutti si iscriverebbero li e gli altri atenei per logica chiuderebbero….
    In conclusione mi sento di affermare che gli ordini professionali e gli esami di stato andrebbero aboliti. I primi perchè generano condizioni di monopolio e spese inutili sia per gli iscritti e sia per i praticanti e i secondi perchè sono solo una perdita di tempo e di soldi….

  68. 142 Daniele 27 settembre 2011 alle 13:50

    l’esame di stato è solamente una perdita di tempo e di denaro dato che, al conferimento del diploma o laurea, in una scuola pubblica, lo Stato riconosce ufficialmente la mia preparazione e la mia idoneità a quella professione. molto utile invece un periodo di tirocinio o praticantato, da inserire all’interno del periodo di studio.

  69. 143 Fabio Marascio 28 settembre 2011 alle 08:38

    Sono un medico. Verso ogni anno come contributi obbligatori: 150 euro all’Ordine dei Medici, 1300 euro alla Fondazione Enpam più, alla stessa fondazione, il 12% del mio reddito IN SOLUZIONE UNICA. Non guadagno come un farmacista o come un primario, arrivo a malapena a 1500 euro e ho lavorato gratis per l’università come ricercatore per 15 anni. All’inizio della professione i miei genitori dovevano accollarsi anche l’onere del vari pagamenti perché non guadagnavo a sufficienza. Le cliniche pagano, per il servizio di guardia medica, dai 5 agli 8 euro l’ora e l’ordine dei medici non fa nulla per migliorare questa situazione (molti direttori sanitari di cliniche ricoprono anche incarichi dirigenziali all’Ordine alla faccia di ogni conflitto d’interesse). Oggi, a 45 anni, non posso permettermi una vita, un matrimonio o una casa (al mutuo si sommerebbero le somme che mensilmente devo mettere da parte per pagare l’Enpam, circa 300-400 euro). L’abolizione (o quanto meno la non obbligatorietà alla iscrizione) degli ordini professionali mi permetterebbe, molto semplicemente, di VIVERE.

  70. 144 Eugenio 3 ottobre 2011 alle 20:19

    Penso che abolire gli ordini sia una cosa giusta. Non sono garanzia di nulla in quanto alla gente non gliene frega una emerita cippa e nemmeno controlla e nemmeno sa cosa significhi essere iscritti ad un ordine. Si rivolgono spesso e volentieri al proprio professionista di fiducia con il passaparola. La valutazione quindi avviene solo ex post. Capite quindi che uno prima testa sulla propria pelle la capacità del professionista. Gli ordini, per chi conosce un po’ di storia economica, sono da sempre lobby politiche. Chi non vuole eliminare gli ordini pensa di perdere mercato, perchè non ha più un potere forte alle spalle che tutela la sua esistenza. Chi non si fa problemi è chi sa che il suo lavoro è di qualità e in ogni caso le persone remuneranno questa sua capacità e qualità. Questo è quello che avviene in ogni parte del mondo, tranne che in Italia. In ogni caso, sorpassata questa generazione di vecchie cariatidi, i giovani rinnoveranno il sistema che forse poteva andare ancora bene 30 anni fa, ma non oggi…

  71. 145 Giuseppe Borrelli 11 ottobre 2011 alle 07:24

    LIberiamo il Paese dalle Lobby: Ordini, Sindacati e parassiti vari.
    Vecchi professionisti a casa a godersi la pensione e non in giro a rubare il lavoro ai giovani o seduti sulle poltrone degli Ordini a decidere chi deve entrare e chi no.
    Commercialisti, avvocati, medici, ingegneri lo si diventa con il conseguimento della laurea e con la pratica: poi decide il mercato chi deve lavorare e chi deve cambiare lavoro.
    Non devono essere i Vecchi a decidere chi può lavorare e chi no.
    Questo Paese ha un solo problema: i Vecchi che non vogliono abbandonare i posti di comando, le poltrone del potere.

  72. 147 Ercole 12 ottobre 2011 alle 17:11

    Avete senz’altro ragione voi. Infatti gli Ordini ci sono pressochè in tutti i paesi in cui non ci sono i problemi di cui parlate. Così ci sarebbero solo conseguenze positive per i professionisti onesti.
    Ci sarebbero persone non laureate che lavorerebbero millantando titoli inesistenti (architetti, ingegneri, medici, dentisti, ecc).
    Aumenterebbe sicuramente la qualità media delle prestazioni.
    Verrebbero introdotte le società di capitale (richiesta di confindustria e delle lobby sempre più pressante, a dimostrare la bontà dell’eventuale abolizione degli ordini) ad operare al posto del “professionista” come persona che risponde in proprio del suo operato.
    Così i professionisti tutti, diventerebbero mera manovalanza a cottimo per società di capitale, al cui vertice siederebbero coloro che hanno in mano i grossi capitali: imprese di costruzione (che chiedono l’abolizione degli ordini da dentro confindustria da anni), imprenditori, ragazzetti figli di imprenditori, che guarderebbero in faccia l’architetto o il dentista e gli direbbero: bello, vuoi lavorare per me a 1200 euro o prendo un altro a 1100? decidi tu…
    E così via.
    Primo non credo che tutti voi siate professionisti iscritti agli albi, ma propendo per l’idea che qualcuno sia tra coloro che scrivono su vari forum per l’abolizione perchè non si riescono ad abilitare. Cosa completamente SLEGATA dall’esistenza o meno degli ordini.
    Secondo, evidentemente, ribadisco, non avete la minima idea delle conseguenze, e non conoscete AFFATTO la realtà delle professioni fuori dall’Italia (ed E’ LI’ che bisogna guardare perchè siamo in Europa e le regole sono comuni).
    Voi parlate di una malattia proponendo non la cura ma di ammazzare il malato.
    Che gli Ordini siano inefficienti e organi CHIUSI, è vero.
    Ma bisogna far sì che non lo siano più, per esempio imponendo che NESSUNO possa aggrapparsi alla poltrona per DECENNI, presidenti, vice, consiglieri, ecc. Perchè il risultato è più che evidente, cioè che alcuni potenti (quanti, molti o pochi, non lo sa nessuno) usano la posizione nell’ordine per fare tutto ciò che deontologicamente è vietato ai comuni mortali: pubblicità grazie alle pubbliche relazioni PERSONALI “in nome dell’ordine e della rappresentanza”, accaparramento di incarichi tramite l’indicazione dei nominativi quelle volte che per legge sono riservate agli ordini (tu mandi me e io mando te…), interviste sui giornali, inviti ad hoc sempre nell’ottica di far “relazione” non nell’interesse della categoria, ma per avere visibilità sfruttando la carica, ecc.
    Questo, ovviamente, non va bene.
    Ma se si ragiona non vedendo che esami di stato ed ordini sono anche in paesi estremamente più seri ed efficienti del nostro, allora si parla a vanvera.
    Per chi dice che con la laurea lo stato attesta la professionalità e l’idoneità, è una fesseria. Lo stato ha istituito esami di stato a quel fine perchè nelle professioni di interesse generale (architettura, ingegneria, geologia, medicina, ecc), la laurea non attesta un bel niente.
    Parliamoci fuori dai denti. Non si possono fare nomi di atenei perchè si rischiano le denincie (anche se immotivate). Ma TUTTI conosciamo i nomi di facoltà dove la laurea SI COMPRA e si E’ COMPRATA PER DECENNI.
    E posti dove, GUARDACASO, la stragrande maggioranza di “bravissimi” italiani andavano a RUBARE l’abilitazione, rispetto a coloro che invece se la sudavano preparandosi nelle sedi non “facili”, ma semplicemente PIU’ ONESTE. Quelle sedi cioè dove per abilitarti dovevi essere in grado almeno di fare un progettino o un compito DECENTE.
    Chi non riesce, significa (e chi vive la professione lo constata direttamente) che e’ SOMARO. E’ quella stessa gente che poi sul lavoro fa danni inenarrabili perchè non ha manco la preparazione di base.
    Sarà uin caso se per OGNI professione, in Italia ci sono ALMENO 3 volte il numero di professionisti rispetto agli altri paesi a parità di popolazione???
    Ma capite di banale statistica??? significa che in Italia LAUREE ED ABILITAZIONI SI REGALANO A TUTTI.
    O meglio, in italia ci sono atenei che all’estero sarebbero chiusi all’istante per l’indecenza dei corsi e delle regalie di esami.
    Come mai in Francia ci sono atenei solo in città importanti, così come in germania e spagna, mentre in italia ogni paesetto scassato ha la sua università?

    • 148 ares 21 ottobre 2011 alle 10:21

      Ma caro ercole davvero credi che gli ordini o l’ esamuccio di stato sia sufficiente per garantire l’esclusione dalla professine di quanti hanno conseguito una laurea facile??? Sai bene, e se non lo sai documentati, che come esistono le lauree facili esistono anche le abilitazioni facili e di conseguenza anche le iscrizioni agli ordini.

      Certo questo non è il luogo ed il modo di esporre la questione, purtroppo pero’ non possiamo qui fare nomi di persone atenei ed ordini. Ma ci sono esempi illustrissimi di “professionisti” regolarmente laureati ed iscritti con curruculum non del tutto “convenzionali”.

      Allora, qual’è la garazia che danno gli ordini? Per favore cerchiamo di essere obiettivi e non perdiamoci a difesa di posizioni ideologiche.

      Certo si puo’ contunuare a sostenere l’insostenibile, ma si crea solo un danno ai veri professionisti, alle professioni, ed all’ utente finale.

      E’ assolutamente necessario rivedere completamente le modalità di ingresso alle professioni, la loro regolamentazione a tutela dei professionisti ed utenti.

      Ribadisco senza paura!

      Ares

  73. 149 Stella 21 ottobre 2011 alle 09:31

    Ma abolendo gli ordini professionali..poi verrebbero eliminati ance gli “esami di stato”???(mi scuso in anticipo perl’ eventuale errore9 se sì…secondo voi è giusto che un ragazzo/a neolaureato con poca esperienza diventi immediatamente un avvocato o un dottore commercialista?! e poi già in giro ce ne sono fin troppi, così facendo non potrà che peggiorare la situazione?Sono personalmente contraria al pagamento di cifre così elevate, punterei ad una sostanziale riduzione delle stesse!!

    • 150 ares 21 ottobre 2011 alle 10:10

      Cara stella hai perfettamnente ragione, non è possibile permettere con un esame di stato accedere ad una professione e tanto meno con la sola laurea che per sua natura è una certificazione di conoscenze a al limite di abilità ma non di competenze e tanto meno competenze professionali.

      Per questo motivo è necessario strutturare un nuovo percorso di accesso alle professione ad esempo attraverso scuole di specializzazioni per l’abilitazione alla professione, ove sia verificate all’ingresso le reali attitidini del soggetto alla professione, ove vi sia un severo controllo in itinere e la formazione sia verificata anch’ essa in itinere ed al termine del percorso ci sia un esame che verta aulla valutazione della competenza raggiunta.

      E’ vero che rispetto all’attuale esame di stato proporre uancosa del genere è anni luce distante dal comune pensare di molti, ma solo così si puo’ iniziare a parlare di qualità.

      Per qunto riguarda gli ordini è dimostrato che servono assolutamente a nulla, tanto meno a garantire la qualità, basta guardare quello che succede tutti i giorni.

      Certo è necessario strutturare degli organismi di controllo, ma seri e veri. Gli ordini oggi non funzionano è necessario abilirli al più presto.

      Per quanto riguarda le liberalizzazioni non si puo’ fare un discorso comune a tutte le professioni, tuttavia anche qui è necessario eliminare i molti vincoli arbitrari all’accesso. Se si passasse ad un percorso professionalizzante post laurea e al’aboltizione degli ordini sarebbe già un passo avanti.

      Certo qlc ha molta paura di questo, pura di perdere qualche piccolo privilegio o cerca in tutti i modi di difendere la posizioncina che si è creato, tuttavia la strada tracciata oramai è questa. Forse ci vorranno ancora un po di anni, ma oramai si va verso questa logica strada.

      Ci vuole ancora un po di pazienza e nel frattempo, come tutti conviene fare sto benedetto esamuccio di stato e cedere ai balzelli corporativi, come ci tocca fare tutti.

      ares

  74. 151 Jimbo 24 ottobre 2011 alle 18:07

    Ciao! ares vorrei farti presente che se si istituiscono delle scuole di specializzazione quelli che hanno fatto il praticantato prima cosa farebbero? dovrebbero rifare tutto? inoltre considra il fatto che le scuole di specializzazione con test di ingresso all’inizio e alla fine sarebbero una sorta di re edizione dell’esame di stato…. con tutti i suoi problemi e difetti.
    Io personalmente sono per l’abolizione dell’esame di stato perchè come dici anche tu non serve a misurare il grado di preparazione della persona e per l’abolizione degli ordini professionali perchè sono istituzioni inutili e fonti di spese per gli iscritti. (negli altri stati dell’UE non esistono ne ordini professionali ne esami di stato per fare una professione ma solo un periodo di praticantato obbligatorio retribuito presso uno studio)
    L’unica cosa che vorrei che non fosse abolita è il periodo di praticantato che a mio avviso serve per apprendere le basi della professione che una persona andrà ad esercitare. Qunidi Stella non avere paura se una persona fa un periodo di praticantatato della durata di qulache anno presso uno studio questo aquisirà tutte le conoscenze necessarie per intraprendere una professione. Stella ricordati sempre che un lavoro si impara facendolo e non studiandolo sui libri anche se essi sono molto importanti per darti le basi teoriche per iniziare e per capire cosa stai facendo.
    Quindi:
    1) abolire gli ordini professionali
    2) abolire l’esame di stato
    3) liberalizzare il mercato
    Ciao!

  75. 152 roberto 28 ottobre 2011 alle 08:33

    Da profano vorrei lasciare un generico commento. Il classico sasso nello stagno.
    Albi si, albi no…esame si, esame no…
    Io penso che innanzi tutto il problema a monte sia quello che la scuola non formi il professionista. In particolare che non gli fornisca gli strumenti per poter svolgere la professione. La questione è che neppure il praticantato, con le dovute eccezioni, non forma per la professione. Questo perchè il professionista tende a utilizzare il “pivello” come galoppino e gli insegna poco e niente. Così quando finalmente giunge all’esame, se questo è pratico ha acquisito poco o nulla, se è un duplicato delle materie già fatte all’università (es. avvocati) la domanda invece è:ma a che serve, se non a limitare l’accesso alla professione? Di sicuro i figli dei professionisti sono in posizione di vantaggio perchè imparano la professione non venendo sfruttati e dispongono di clientela già acquisita.

    Gli ordini poi a cosa servono?

    In teoria dovrebbero da un lato farsi garanti della serietà della professione a vantaggio quindi degli iscritti, mentre al contempo dovrebbero garantire il cliente/cittadino che si sta rivolgendo a un professionista qualificato.

    Il problema è che, invece di vigilare e di rispondere a terzi di questo, così non è.

    Ho visto effettuare un procedimento discliplinare a un architetto che, per sbadataggine, ha pagato la quota in ritardo, ho visto invece non procedere affatto nei confronti di avvocati che hanno cagionato gravi, anzi gravissimi danni ai propri clienti senza rispondere di questo.

    Ritengo che se un ordine non può dare nè garanzie della serietà dei suoi iscritti (eliminando le “mele marce”) e, dall’altro non fornisce ai giovani gli elementi utili e necessari perchè siano preparati adeguatamente a svolgere la professione, fungendo al contrario solo da mero sbarramento non abbia ragione di esistere.
    Meglio il libero mercato perchè alla fine sarà questo che premierà si probabilmente i figli di papà ma anche i più bravi.

    un salutio a tutti

  76. 153 Jimbo 29 ottobre 2011 alle 09:11

    Roberto hai ragione, parole sante.

  77. 154 Simo 9 novembre 2011 alle 19:15

    non ha senso. se c’è un ordine c’è il diritto di avere una cassa propria.. e quindi a non dover sottostare alla tirannia ingiusta della gestione separata INPS. io sono un giovane commercialista, lavoro gratis ma sono felice di entrare in un ordine per tutelare il mio futuro. se dovessi pagare l’INPS non vedrei un soldi di tutto quanto versato… visto come vanno le cose in questo paese di merda

  78. 155 Livio 10 novembre 2011 alle 00:00

    A me fa paura anzitutto una certa “propensione” all’attacco verso i più giovani (a prescindere dal fatto che si lamentino dell’esame di stato perchè bocciati a più riprese o meno, questa è un’altra questione che ha un suo fondo di verità è inutile negarli da parte della generazione precedente che ci ha lasciato quello che ci ha lasciato e ne vediamo proprio in questi giorni i frutti.
    Parlo di intera generazione, senza escludere nessuno (padri madri, zii e quant’altro) se tanti giovani si ritrovano in quest’Italia è colpa loro, di nessun altro. Tutti perfetti, tutti che hanno studiato, tutti che la colpa è sempre dell’altro. LA COLPA E’ DI TUTTI (perdonate il maiuscolo) c’è chi ne ha di più chi di meno ma nessuno ne è escluso.
    Quindi quando si attacca chi si laurea oggi paventando che “oggi nessuno ha voglia di studiare più di tanto, c’è cepu” o “non volete studiare, per questo non superate l’esame”, mi chiedo e vi chiedo: chi c’è dall’altra parte della cattedra? Chi ci ha lasciato un sistema universitario come quello che abbiamo oggi? (Ma il discorso vale per qualsiasi altro ) La matricola di 18 anni iscritta al primo anno? La colpa è solo sua se non vuole studiare? Ce li ha messi lui le facoltà gestite all’acqua di rose, le varie Cepu? Gli esami di stato colabrodo?
    Naturalmente ringrazio mio padre e mia madre, così come tantissimi altri padri e madri, che ha dato più di quello che poteva in termini di aiuti di qualsiasi tipo, ma questo non cambia minimamente le cose se dobbiamo vederla in maniera obiettiva. C’è stato un fallimento di un’intera generazione che ci ha preceduto.
    Quindi quando sento o leggo certo interventi un pò di bruciore di stomaco mi sale, perchè sembra di vedere tanti novelli Emile Zola accusare e basta.

    Nessuno mi pare qui urli al “a tutti i laureati il giorno dopo la laurea è concesso fare quello che si vuole” come un Giubileo del 2011. Piuttosto di trovare una soluzione nuova, di rottura con il passato. Si parla di eliminare il passato e di cercare nuove soluzioni. Perchè il passato ormai è da eliminare, ha fallito, apriamo gli occhi.

    E a scanso di equivoci il primo scoglio dell’esame di stato l’ho passato quest’anno, attendo il secondo.
    Certo avrei preferito che il mio ordine ogni tanto passasse a bussare dalle mie parti per chiedermi” toh, ma fai qualcosa? Lavori o scaldi la sedia? Hai imparato qualcosa? Vediamo un pò!” piuttosto che mandarmi lettere ora per pagare questo ora per pagare l’altro e nulla più. Potevo benissimo NON andare neppure a farlo il praticantato, chi se ne sarebbe accorto?

    Quindi non capisco perchè un ordine che non ha curato nulla del mio percorso formativo, che non ha controllato nulla di nulla sulla mia preparazione arrivi un giorno e mi metta davanti un esame di stato da superare. Chi direbbe a un genitore che è stato assente per molti anni della sua vita e che rispunta d’improvviso “Si hai il diritto di valutarmi adesso?” Prima dov’eri gli chiederei. Oppure a qualcuno si ti pago solo per avere il timbro di figlio anche se poi alla fine dei conti non ci sei mai?

    Deontologia, correttezza, professionalità sono parole vuote. Cosa darebbe realmente di tutto questo un ordine professionale che ti chiede un prezzo? Se vuoi un prezzo devi avere qualcosa da offrirmi. E cosa? Che posso fare il mio lavoro?
    Tra un abilitato semi incompetente (tralasciamo la categoria degli incompetenti) e uno decente e tra uno decente e uno “top level” in che modo un ordine o l’iscrizione a un ordine mi dà gli strumenti per poterli valutare?
    Quando sono obbligato ad andare da quel professionista solo perchè abilitato e si necessita della sua firma come faccio a sapere PRIMA che non sarò in mano a un semi incompetente? In che modo l’iscrizione all’ordine fa da cernita DOPO l’esame di stato?
    Sul fatto che un ordine garantisca al cliente il minimo sindacabile è qualcosa di incerto. E naturalmente è chiaro che è un pericolo fisiologico, insito nella cosa in se, ma mi pare che non si faccia nulla per dare il minimo di garanzia attraverso un esame di stato e un “permesso a fare il tuo lavoro” (che di questo semplicemente si tratta.)

    Che un ordine mi stia attaccato alle natiche come un mastino, semestre dopo semestre almeno, che verifichi le mie conoscenze durante il praticantato allora si che pagherei con piacere, allora si che farei anche 4 esami se necessario. Ma così come io devo dimostrare di meritarmi l’abilitazione, l’ordine dovrebbe dimostrarmi di avere il diritto di potermi esaminare.

    Il problema non è tanto l’esame di stato, il farlo o meno, l’obbligatorietà o meno, ma soltanto che ora come ora non funziona. Se ci sono altre strade percorribili perchè non valutarle?

    Eliminiamolo pure insomma, diamo attività di tirocinio durante l’università, scuole di specializzazione di due anni post laurea con esami affiancate al praticantato. Se superi gli esami sei abilitato.
    Tirocinio come se fossi un dipendente a tutti gli effetti. Offriamo incentivi, minor tasse da pagare a chi fa fare tirocinio. Incentiviamo il dare uno stipendio anche minimo ai tirocinanti.
    Vogliamo essere ancora più cattivi? Trovo inutile che ci sia gente che provi e riprovi anche 10 volte lo stesso esame. Un ordine serio dovrebbe dire figlio mio hai provato dieci volte, DIECI. Cambia lavoro. Un Ordine che dovrebbe offrire qualità e certificare la preparazione fa fare ancora esami a gente che non l’ha superato dopo tutti questi anni? E sono gli stessi che dovrebbero garantire la qualità?
    Lo troverei più onesto di un singolo esame annuale abilitante o la va o la spacca.

    Ma dovremmo avere un’università seria, una scuola seria, un sistema serio…un pò troppo mi pare. :)

  79. 156 Livio 10 novembre 2011 alle 00:08

    Ps: Scusate per qualche, più che evidente, errore di battitura e nelle frasi. Ma data l’ora…. :)

  80. 157 fabrizio 10 novembre 2011 alle 09:11

    Come funzionano gli ordini negli alòtri paesi europei?

  81. 158 Ercole 11 novembre 2011 alle 14:19

    Alcuni scrivono cose che stanno in piedi, altri cavolate immense.
    Già scrivere che in UE non esistono nè ordini nè esami di stato la dice lunga: chi l’ha scritto NON HA IDEA di cosa dice. Gli ordini e gli esami di stato esistono eccome!
    e questo dimostra ciò che pensavo e val la pena di chiuserla qui perchè se si potesse verificare se chi scrive ha passato l’esame di stato oppure no, verrebbe fuori che il 99% non l’ha passato.
    Comunque per ragionare (vecchi??? io sono giovanissimo!) bisogna avere almeno un pò di cognizione di ciò di cui si discute.
    Se uno è semplicemente incazzato perchè NON ESSENDO PREPARATO quel minimo che serve, NON PASSA L’ESAME DI STATO, e per questo chiede abolizione di questo e quell’altro, allora non si può ragionare.
    Ares, TU sei abilitato? riesci a rispondere onestamente? fai una libera professione o semplicemente parli per partito preso?
    Inoltre, evidentemente o non leggi, o non tene frega niente di leggere: io non ho mai sostenuto che l’abilitazione garantisce qualcosa e la laurea no. Certo che in Italia (e SOLO in Italia) ci sono una marea di sedi universitarie dove le lauree te le regalano o ti puoi letteralmente comprare gli esami. Anche quelli di stato. Le sedi le conosciamo tutte perchè pure un nostro ministro si è preso la briga di farsi 1000 km avendo milano a 2 passi da casa… e di certo non l’ha fatto perchè le piace il sud italia. Ma solo perchè lì, con i giretti giusti, L’ITALIANO MEDIO, LADRO E DISONESTO, ha più o meno la certezza di abilitarsi. Almeno fino a pochissimo tempo fa. oggi non saprei.
    Fatta la premessa, la liberalizzazione con ciò che dite voi non c’entra nulla.
    Comunque è sbagliato in origine discutere di queste cose senza che ci sia trasparenza sul conflitto di interesse.
    Qui nessuno sa in quale situazione si trova l’interlocutore.
    Ognuno dovrebbe sapere se chi chiede l’abolizione dell’esame di stato è una persona abilitata (e quindi credibile) o una persona che l’ha provato a rubacchiare 10 volte senza studiare e prepararsi e allora vorrebbe non superare la difficoltà ma eliminarla.
    Purtroppo in Italia prepararsi con fatica è un optional. l’importante è il pezzo di carta.
    L’esame di stato, fatto in una sede SERIA, non dimostra che uno è un professionista in gamba. Ma dimostra IN QUASI TUTTA EUROPA, PERCHE’ IN QUASI TUTTA EUROPA ESISTONO ESAMI DI STATO ED ORDINI, con buona pace dello spara fandonie che ha scritto il contrario), semplicemente che il futuro professionista ha un MINIMO di conoscenza “pratica” della disciplina.
    Conosco decine di persone che hanno tentato svariate volte l’abilitazione da ingegnere e architetto, che non avevano idea delle basi della porgettazione. Gente che non era in grado di produrre un progettino di massima, eppure per anni ha sbraitato contro l’esame di stato.
    Le professioni con ricadute pubbliche, devono essere regolate per garantire i cittadini. Voi di fatto sostenete che un medico può lavorare in ospedale e “poi si vede”…
    Questo in Europa non accade da nessuna parte. Se accade, SEMPRE E SOLO IN ITALIA, che gentaglia che ha rubato laurea ed abilitazione, poi finisce in ospedale a fare il primario magari proprio in quelle regioni di cui si parla sempre sui media per gli scandali, è un problema del PAESE come sistema cottotto e mafioso. Non dell’esistenza di ordini ed esami di stato.
    La Francia è mafiosa? La Germania è mafiosa? la Spagna è mafiosa? la Svezia è mafiosa?
    Eppure, guardate un pò, in TUTTI questi paesi ci sono ordini professionali.
    Quindi, prima di parlare di efficienza e di Italia che è arretrata “a causa” di esami ed ordini professionali, andate… a studiare.
    Ho tanti giovani colleghi (come me) che dovrebbero tornare non all’università, ma alle superiori a rifare tutto da capo.
    eppure solo a Roma c’è lo stesso numero di avvocati presenti in TUTTA la Francia.
    E la metà degli architetti di TUTTA EUROPA, sono italiani.
    Lo sapete? questa sarebbe una situazione n cui c’è chiusura delle professioni? ma andare a farvi benedire che date i numeri al lotto.

  82. 159 Valeria D'uva 12 novembre 2011 alle 16:09

    ESISTE ANCHE L’ORDINE DEGLI ASSISTENTI SOCIALI!!!

  83. 161 NEMO 13 novembre 2011 alle 08:39

    INIZIATE A PAGARE LE TASSE !!!!

  84. 162 Bergitto Massimo 15 novembre 2011 alle 02:10

    Credo che gli ordini professionali derivino storicamante dalle corporazioni delle arti e dei dei mestieri di medioevale memoria, dalle quali e’ nata anche la massoneria!ì. Se in un remoto passato hanno avuto un importante funzione politica di emancipazione delle classi piu’ popolari, successivamente borghesi, rispetto al potere aristocratico e clericale, ormai da tempo in esse alligna l’interesse corporativo, di casta, talvolta criptogogliardico e addiritura, per quanto riguarda le loggie massoniche, una potenziale vocazione eversiva e affaristica-delinquenziale.
    Io non ho nessuna simpatia per contesti di questo tipo. Anche se questa mia valutazione puo’ sembrare troppo categorica e esagerata, accumunando fenomeni estremi e realta’ socialmente piu’ tradizionali, penso che esse abbiano fatto il loro tempo e siano solo d’intralcio a un moderno sviluppo delle dinamiche socio-economiche che necessitano al nostro tempo e alla sua economia delle prestazioni professionali. Se non altro per le pastoie burocratiche e legali che producono a fronte di a un’utilita’ e funzione tutta da dimostrare.

  85. 163 Marco 18 novembre 2011 alle 13:55

    Invece di continuare a insistere come allocchi che si alzano la mattina e danno fiato alla bocca con opinioni basate su conoscenza NULLA della realtà extra-italiana, meglio parlare se si hanno riferimenti.
    Informatevi PRIMA cioè dei paesi dove le cose funzionano meglio che in Italia (le solite Germania, Francia, e via dicendo).
    Altrimenti è inutile discutere.
    E’ come se di una questione specifica, che so la matematica, ci si mettesse a parlare con persone che non hanno idea di cosa sia, però comunque vogliono esprimere la loro “opinione” ideologica.
    Ciò che scrive Ercole non è sbagliato. Almeno i dati sono quelli.
    Nei paesi che cita, ci sono Ordini ed Esami di Stato.
    Eppure non si grida allo scandalo.
    Che poi in Italia ci siano storture come il fatto che ci siano Ordini ridicoli o che si permetta a laureati di un settore di operare in settori di cui nella pratica non hanno pressochè alcuna competenza reale (ad esempio il vecchio “Albo unico degli ingegneri” in cui un ingegnere informatico poteva se iscritto progettare palazzi o impianti, così come un ingegnere dei materiali o un gestionale…)… è un problema di revisione.
    Ma qui, e sono d’accordo con Ercole, scrive tanta gente che evidentemente, come traspare dai post, non ha la minima idea di ciò che scrive e soprattutto è gente che probabilmente vuole solo essere facilitata dal non dover superare l’esame di stato.
    Voto minimo per tutti! Laurea a tutti! Abilitazione a tutti!
    pare l’Italia degli ignorantissimi anni ’70…
    occhio ragazzi che gli Ordini servono alla collettività, innanzitutto.
    Così è ovunque in Europa.

    • 164 Un ignorante degli anni settanta 5 dicembre 2011 alle 01:34

      “L’Italia degli ignorantissimi anni ’70″, con tutti i suoi limiti e le sue storture, ha migliorato la societa,’ rendendola piu’ democratica, umanizzandola a tutti i livelli, nei rapporti fra le categorie sociali e umane (generazioni, generi, ecanomiche, religiose…….). E questo nonostante le tensioni stragistiche dei bombaroli di stato (nazionali e esteri), le provocazioni “spicie” dei cani neri sciolti, ma eterodiretti, e il mercimonio consumistico di tutto, compresi “i valor tradizionali” e quelli eterodossi di allora e oggi ecumenicamente riconosciuti anche, dagli allocchi petulanti di oggi, come la possibilita’ di divorziare e abortire. Gli ignoranti di allora, che perlomeno si ponevano delle domande, hanno dato anche qualche risposta e posto e risolto qualche problema. Contrariamente ai conformisti di oggi che hanno acconsentito all’epoca ridicola dell’Italia berlusconiana e conducono il mondo alla rovina, non solo economico-finanziaria.

  86. 165 AF 19 novembre 2011 alle 11:52

    Buongiorno a tutti. Scrivo un commento su questo blog semplicemente per illustrare una realtà, che non ho la presunzione di ritenere universale, ma senz’altro differente da quanto illustrato qui. Sono un giovane ingegnere ligure, iscritto all’Ordine della propria provincia dal 2007 e che esercita con passione la sua professione. In primis vorrei contestare quanto detto al riguardo dell’Esame di Stato e dell’obbligo di iscrizione: a mio modesto parere, l’aver superato una serie di esami (magari quasi tutti con una sufficienza stretta) non implica che una persona sia in grado di svolgere correttamente l’attività professionale, che richiede anche la conoscenza di nozioni non prettamente tecniche e che non vengono MAI trattate all’Università o nelle scuole tecniche. Pertanto, secondo me, il superamento dell’Esame di Stato (la cui percentuale di promossi dipende MOLTO dalla facoltà e dalla sede) è una garanzia delle competenze del tecnico. Quanto ai “costi esorbitanti” delle quote di iscrizione, io e tutti i miei colleghi appartenenti allo stesso Ordine (siamo circa un migliaio) pago meno di 150 euro l’anno (circa 12 euro/mese), cifra più che sostenibile, direi. Quanto alle Tariffe Minime, l’obbligo di applicazione era già stato abolito, ed ora sono totalmente state cancellate. Senza dubbio, questo potrebbe essere un bene se parlassimo di una merce di consumo, ma quando si parla di impianti e strutture, se il costo della prestazione è troppo basso, mi sorgono molti dubbi sulla QUALITA’ dell’opera (colleghi che chiedono la metà di me, forse, fanno dei semplici copia-incolla, con seri problemi che si potranno manifestare solo a lavoro finito). Se un lavoro è fatto bene, costa di più, perchè non è fatto scopiazzando un vecchio progetto, ma valutando puntualmente le problematiche del caso. Riguardo l’obbligo del tirocinio, questo non è assolutamente universale: gli ingegneri, ad esempio, non sono soggetti. Io, a 25 anni, ero già iscritto e firmavo il mio primo progetto: non mi sembra che si possa parlare di preclusione ai giovani! Preciso di non avere “amici” o parenti che esercitano la professione, per cui non si può neppure avanzare l’ipotesi di nepotismo. Il numero degli iscritti, inoltre, è totalmente aperto, ed una volta passato l’Esame di Stato, l’iscrizione all’Ordine è una pura formalità! Esistono altri Ordini che certamente sono più “corporativi”, ma non si può certo fare di tutte le erbe un fascio. Piuttosto che parlare dell’abolizione di ordini ed esami di stato, non sarebbe più giusto abolire il numero chiuso nelle facoltà e permettere così di avere più professioni sti, ma sempre tutti iscritti e abilitati? Altrimenti un medico che ha preso tutti 18 potrebbe un giorno operarvi, con chissà quali esiti e buona pace dei vostri ideali di libertà di esercizio delle professioni intellettuali. Sperando di aver fornito uno strumento di riflessione e senza la presunzione di aver citato la Verità Assoluta, saluto cordialmente.

  87. 166 Mattia 20 novembre 2011 alle 07:44

    Ciao! Scrivo queste due rige per rispondere a chi dice che gli ordini in europa sono come quelli italiani
    1) In europa gli ordini professionali sono associazioni di natura giuridica privata e sono in sostanza delle mere asociazioni di categoria che tutelano la cassa previdenza e gli interessi degli iscritti come ad esempio confindustria, confcommercio ecc… Invece in italia è totalmente l’opposto soggetti di natura giuridica pubblica ecc….
    2) E vero che in alcuni stati europei esistono degli esami per accedere alle libere professioni ma non sono esami di stato come li intendiamo noi.
    Gli esami che si fanno in europa servono solo per ottenere la certificazione di qualistà del professionista come ad esempio le classiche certificazioni ISO per le aziende questo perchè i soggetti che le rilasciano sono di natura giuridica privata (in pratica se vuoi aprirti uno studio di ingegneria lo puoi fare ache se non hai la certificazione del tuo ordine sarà poi il cliente a decidere se venire da te che non sei certificato o andare da uno che è certificato).
    3) Consiglio vivamente a chi dice che le università italiane sono poco serie di andare ad insegnare nelle prestigiose università inglesi dove l’esame si supera con in 14/30 ed è molte volte sostituito da progetti su argomenti a piacere e stage.
    4) Sottolineo che gli unici ordini che in europa sono regolamentati dallo stato quindi con esami di stato limitè di accesso, ecc… sono solo quello dei Notai e dei Medici (non spiego gli ovvi motivi).
    Quindi in sostanza abolire gli ordini e i relativi esami sarbbe una cosa molto utile per l’economia italiana sia dal punto di vista occupazionale e sia qualititativo per i siongoli professionisti (con anche ulterirori benefici che non mi dilungo ad elencare), ma purtoppo siamo in Italia e questo non avverrà mai.

  88. 167 Francesco 20 novembre 2011 alle 14:39

    Innanzitutto non è corretto parlare di monopolio riferendosi agli Ordini professionali perché assolutamente fuori luogo ed inappropriato.
    Personalmente sarei anche favorevole all’abolizione degli Ordini professionali e degli esami di abilitazione, se tutto ciò portasse ad un reale miglioramento delle condizioni dei professionisti più giovani… ma dato che come sempre accade in Italia ogni riforma che viene posta in essere per risolvere il problema ci porta a rimpiangere lo status quo ante … credo che sia meglio lasciare le cose come sono. Se si volesse agire seriamente occorrerebbe partire dalla radice dei problemi: un sistema scolastico ed universitario poco formativo e selettivo (in cui anche gli asini sono bravi e vanno avanti). Se si aboliscono gli esami di abilitazione (e questo potrebbe anche farsi, ma) occorre maggiore selezione nelle università (troppi professionisti in un determinato settore = molti disoccupati) anche attraverso l’introduzione sia del numero chiuso che di un esame di ammissione (SERIO) alle università. Quanto alle tariffe minime … be esse assicurano una concorrenza reale tra colleghi. La loro abolizione porterebbe ad una competizione basata non sull’eccellenza ma sul chi lavora per meno con conseguente depauperamento delle entrate per i nuovi professionisti. I professionisti maggiormente affermati hanno certamente una clientela che non bada a spese ma i pesci piccoli, vale a dire, il piccolo o il giovane professionista ha un target di clienti che bada a risparmiare (oggi più che mai) anche il minimo centesimo. A questo punto mi chiedo come, l’abolizione di ordini e tariffe minime, possa favorire la concorrenza?
    Tra l’altro la legislazione UE in materia di concorrenza punta proprio a colpire e sradicare sul nascere situazioni di concorrenza sleale … appunto imponendo dei limiti al di là dei quale non è lecito andare.

  89. 168 Alessandro 20 novembre 2011 alle 14:52

    Per quanto mi riguarda il mio Ordiene Professionale è un mezzo baraccone, funziona e funziona benino, solo la sezioen che si occupa dell’aggiornamento professionale obbligatorio. Sul resto della struttura, per quanto abbia in simpatia alcuni membri, è meglio che taccia.
    Il praticantato obbligatorio risponde ad un principio valido, ma presuppone che ci siano abbastanza professionisti capaci insegnare qualcosa ai ragazzi, e così non è, anzi, siamo molto molto lontani da questo, è utopia.
    Se si vuole farlo obbligatorio, che sia retribuito adeguatamente e con possibilità di interruzione sia da parte dello studio che del praticante in qualsiasi momento; solo così può essere fatta una selezione/formazione a tutela del decoro professionale.
    L’Italia non è un paese etcamente pronto per poter mantenere nella sobrietà e nei gli ordini e riformiamo il praticantato.

  90. 169 Alessandro 20 novembre 2011 alle 14:54

    La tastiera si è mangiata un pezzo…
    L’Italia non è un paese eticamente pronto per poter mantenere nella sobrietà una istiuzione per sua natura monopolista, quindi aboliamo gli ordini e riformiamo il praticantato.

  91. 170 fabrizio 20 novembre 2011 alle 17:48

    Sentite questa. Ci sono in Italia circa 120.000 medici ospedalieri. IL loro ente di previdenza è l’INPDAP, quello cioè che alla fine gli darà la pensione sulla base dei contributi versati in busta paga. La loro unica vera fonte di sostentamento una volta in pensione. Contemporaneamente, data la obbligatorietà della iscrizione all’ordine per lavorare, devono versare contributi all’Enpam che è l’ente di previdenza dei medici liberi professionisti. La legge prevede che con l’iscrizione all’ordine lo si è anche all’enpam e il gioco è fatto. La cifra media annua, fra tutti gli ospedalieri, si aggira su 800 euro x tutto il periodo di iscrizione. Il risultato, ovviamente è una pensione enpam ridicola ovvero circa100 euro/mese. La domanda viene spontanea: perchè questo obbligo di doppia contribuzione? E’ giusto?. In altre parole dallo stipendio da lavoro dipendente si devono versare soldi alla cassa dei liberi professionisti. Si invoca, a mio parere, con demagogia, la solidarietà. Ma questa è a senso unico perchè gli ospedalieri lo sono già con tutto il mondo inpdap del pubblico impiego!!. Ancora, col sistema di calcolo contributivo, su ogni euro versato c’è scritto nome e cognome del beneficiario e la solidarietà và a farsi benedire. Sorge il dubbio forte del destino di quel denaro e il suo utilizzo nel frattempo. Questo è un altro esempio di cosa significa essere costretti ad appartenere ad un ordine professionale anche se con esso non c’è nessun rapporto giuridico e tantomeno sul piano dello sviluppo professionale. Esperienza personale e non tanto….

    fabrizio.

  92. 171 Matteo 23 novembre 2011 alle 10:11

    scusate se mi inserisco nella conversazione…
    Premetto…a scanso di varie possibili accuse…di essere già abilitato dott. commercialista e di lavorare presso un Studio di cui sono anche socio.

    Ma mi permetto di osservare una cosa…in relazione all’esame di stato.

    In una realtà che oramai si spinge verso sempre una maggior concorrenza dei mercati, dove vi è necessità che i giovani entrino nel mondo del lavoro il prima possibile (e ben preparati)…nel 2011 siamo ancora qui a combattere contro una norma della Costituzione scritta più di 50 anni fa:l’Esame di Stato!
    Leggo e rido quando i presidenti degli Ordini (ma che strano…e Siciliotti in primis) difendono a tutti i costi questa istituzione in quanto, a loro avviso, garanzia della professionalità e valore dell’abilitato…. E soprattutto quando affermano che l’abrogazione dell’esame di stato significherebbe distruzione degli Ordini….. Si, forse su questo punto hanno ragione…..l’abrogazione dell’esame di stato non permetterebbe più agli ordini di decidere, nelle varie sedi, chi e quanti possono davvero esercitare questa professione. È comprensibile che se io potessi controllare I miei futuri concorrenti, beh farei di tutto per ostacolarli….

    Poniamo inoltre attenzione al tirocinio che è l’aspetto fondamentale per imparare il lavoro. Conosciamo tutti il valore e la situazione del tirocinio in Italia…due casi: o si lavora gratis ( o meglio si viene sfruttati…) o si fa “tanto per fare” poiché il famoso “dominus” attesta senza problemi che il tirocinio viene effettuato correttamente. Per non parlare dei controlli “farsa” effettuati dall’Ordine ogni tot di mesi….ma come…nn devono assicurare la professionalità dei loro futuri iscritti? L’Ordine si erge a paladino della professionalità dei suoi iscritti? Perché dunque non istituire dei tirocini PIù SERI, con CONTROLLO PIù ASSIDUI, con OBBLIGO DI FREQUENZA per i tirocinanti di corsi durante il periodo in questione? Chi è davvero interessato, perché ama la professione, li fa…chi non vuole, cambia lavoro. È ora di eliminare questa assurda barriera dell’esame: è palese quale sia ormai divenuta la sua funzione.

    Se non si vuole abolire gli Ordini almeno trasformiamoli in eventuali Associazioni con il compito di “controllare l’operato” I propri iscritti…ma che lo facciano!!!

    Inoltre…l’esame per l’abilitazione è sempre più una farsa!! a dimostrazione che tutto non è ben regolamentato ed a piena discrezione degli ordini sta il fatto che:
    1) ogni commissione sceglie tempistiche per la correzione…e date per le prove (es, Bari un anno….Venezia 1 mese)…..Bauer si..Bauer no….candidati che fanno compiti in coppia od a gruppo….in altri posti nemmeno una mosca può volare tranquilla…
    2) le materie sono troppe….e la fregatura sta dietro all’angolo in quanto dipende da chi corregge…dai componenti della commissione….e come dicevo nn si può essere preparati bene su tutto in quanto ognuno poi si specializza anche durante il tirocinio;
    3) qualche ordine so che attualmente concede l’esonero dalla prima prova per chi si è laureato con il nuovo ordinamento.

    Aggiungo un altro aspetto relativo all’esame e ve lo spiego.
    Forse 30 anni fa era necessario per un professionista sapere + o – tutto…essere preparato ad ogni necessità…anche perchè le normative vigenti erano decisamente più semplici…. e meno numerose…e nn si parlava di Europa ma solo di Italia.

    Ad oggi…a mio avviso….la specializzazione è fondamentale.

    Vi faccio un esempio…io mi interesso quasi esclusivamente di contenzioso tributario ed a volte tratto perizie di stima….a cosa mi è servito, e me lo chiedo tutt’ora, studiare come un pazzo materie come “tecnica bancaria”…”tecnica industriale” .. etc?….voi potreste pure affermare che un professionista deve sapere tutto…ma “sapere” in questo caso fa parte della sola cultura personale perchè sul piano pratico non serve (nel mio caso…). Se un cliente viene da me perchè gli serve un commercialista che “tiene la contabilità” non ho problemi a consigliare un mio collega specializzato nel settore.
    In tal modo si ottiene una concorrenza + specializzata nei vari campi della professione ed i vari clienti possono trovare anche giovani + preparati sulla base delle loro esigenze.

    Questa è una vera scrematura….non quella che si ottiene dall’esame: un candidato potrebbe essere un genio della contabilità, conoscere il fisco più di se stesso, essere preparatissimo nella revisione contabile, perchè gli piace e gli interessa come lavoro, …ed all’esame invece alla terza prova potrebbe trovarsi la stesura di un ricorso tributario!….o all’orale poichè uno della commissione ha le palle girate gli viene posta una domanda impossibile (ho visto uno della commissione di Ferrara porre una domanda di ECONOMIA POLITICA!!!)…RISULTATO?…un NON abilitato che invece potrebbe essere utilissimo al settore stesso se gli fosse stata data la possibilità di lavorare bene.

    Capisco chi afferma che gli darebbe fastidio una liberalizzazione della professione…o un’abolizione dell’esame di stato…è comprensibile….ma ciò non significa che non sia giusto!!! anch’io mi sono fatto un mazzo così…ma cerco di essere oggettivo!!!

    E ripeto…chi afferma che l’esame di stato attesta almeno un minimo di conoscenza della professione del candidato…beh…scusate (e non voglio apparire leghista o attaccare il sud)…ma chiedete in giro come si svolge l’esame di stato per commercialista a Bari…e poi ditemi la vostra opinione….

    il problema dell’Italia è sempre questo contrasto…non voler riformare…..
    così non si cambierà mai………..

  93. 172 Marco 24 novembre 2011 alle 08:02

    Mattia, lascia stare, quello che scrivi non è affatto vero.
    Evidentemente non sei MAI stato all’estero e non ci hai MAI lavorato.
    Io sì. In Europa, in quasi TUTTI gli stati, certamente Germania, Austria, Francia, Spagna, Portogallo, Svezia, Finlandia, ecc ecc, gli Ordini hanno la stessa identica natura dei corrispondenti italiani.
    Solo in alcuni paesi (Olanda, Inghilterra e pochi altri), non ci sono “ordini” ma associazioni riconosciute che svolgono funzioni SEMPRE di garanzia in quanto, come giustissimamente scritto dall’ing AF, le professioni che rivestono rilevanza pubblica perchè attinenti dalla salute e sicurezza pubblica all’ambiente inteso nell’accezione più ampia da quello fisico a quello storico, culturale, paesaggistico (dai medici agli architetti), possono essere svolte solo da soggetti che vengono “controllati” (dagli ordini), per garantire che abbiano delle competenze minime e operino senza arrecare pregiudizi alla collettività (e ai singoli cittadini).
    Chi dice che non esistono all’estero, e che non ci sono regole simili se non quasi sempre “identiche” nei fatti a quelle italiane, mente. O non conosce i fatti.
    Un pò come quelli che dicono che il geometra (un diplomato! che ha studiato fino a 18-19 anni…) che progetta come architetti e ingegneri, esiste uguale nel resto d’Europa e del mondo. Lo stesso modo di mentire confidando nel fatto che il 99% degli italiani non sa nulla della realtà estera, se non spulciando velocemente google all’occasione.
    Cioè, se uno deve sostenere l’insostenibile, non c’è niente da fare. E in Italia siamo i massimi esperti. Anche inventando balle colossali come quelle che scrive Mattia, che evidentemente non sa nulla nè di Ordini, nè di Europa. Ma come si fa a scrivere con quella spocchia cose che in tutta evidenza non si conoscono affatto???
    Senza Ordini, anche per chi vuole che vengano riformati e modernizzati come me, sarebbe, in Italia IN PARTICOLARE, una giungla. Già adesso con gli Ordini esistono MILIONI di abilitati in numero che fa rabbrividire rispetto alle medie europee. E significa una cosa: che esercita tantissima gente che non dovrebbe farlo perchè non ha la preparazione minima.
    E chiunque operi seriamente, sa che nella “propria” categoria, almeno la metà delle persone hanno ottenuto laurea e abilitazione in “quelle sedi”. Evidentemente è gente che si “vuole” abilitare comunque, preparata o meno. E allora, l’abilitazione la va a comprare. Dove? lo sappiamo tuti: Reggio Calabria in primis, fino a pochi anni fa. E poi Aversa e giù di lì.
    Gli esodi biblici. Perchè a Milano, Torino, Venezia, sono così cattivi?
    O semplicemente si abilitano quelli che riescono “almeno” a fare esami decenti?
    Dobbiamo innanzitutto essere onesti. Senza onestà intellettuale cade qualsiasi altro discorso. Non tutti sono e saranno in grtado di abilitarsi. All’estero e così e molti infatti accettano di lavorare per altri studi. Da noi no. Tutti devono accedere alla professione sempre e comunque. Come aprire un negozio. Lo apri e POI vedi se sta in piedi come progetto imprenditoriale o fallisci. Le professioni non sono negozi. Perchè se sei somaro patentato, fai danni che coinvolgono non solo te stesso e il tuo patrimonio, ma altre persone. E questo nei paesi seri (salvo errori che sono umanamente sempre possibili) è un rischio che le società cercano di limitare al massimo.
    PS. anche io, naturalmente, NON HO alcun parente o amico o cognato o altro che mi agevoli o mi abbia agevolato nell’esame di stato, nella laurea o nella professione. Ogni giorno cerco clienti e cerco di sopravvivere. Non per questo chiedo l’abolizione degli ordini.

  94. 173 Marco 24 novembre 2011 alle 08:16

    Ah, Mattia. Il resto del tuo post l’ho tralasciato perchè dici tante di quelle panzanate che l’ho rimosso dalla mente.
    Certificazioni ISO??? ma che dici? ma l’hai sognato stanotte?? lascia stare e cerca di scindere ciò che pensi o che vorresti, dalla realtà.
    Quali sarebbero gli “ovvi motivi” per cui in Europa sarebbero chiusi solo gli ordini di medici e Notai?
    Sulla qualità MEDIA delle università italiane, lascia stare. Prendi qualsiasi classifica internazionale.
    Poi se dobbiamo difendere le maree umane di ordinari e associati italiani che popolano ogni provincia e che se la raccontano da soli la qualità delle LORO università… lasciamo stare.
    In Italia ci sono POCHISSIME università abbastanza buone.
    E una marea di università vergognose.
    Qualcuna? ogni italiano lo sa: Cassino, Aversa, reggo calabria, messina e a salire.
    Piene di figli, amanti, generi, cognati, suocere, mogli, sorelle, fratelli.
    Sono università che all’estero chiuderebbero per la vergogna.
    Per quelle tecniche, solo i politecnici di Milano e Torino si salvano.
    Poi certamente, ogni buco dice che non è vero, che nella propria c’è il dipartimento tal dei tali che è “eccellenza”, ecc.
    Come le “eccellenze”, le scuole superiori di alta specializzazione…
    Se mi dite l’ASP del PoliMI, ok. La SDA Bocconi, ok. La Cattolica, ok.
    Altre qua e là, tra le grandi che sono le UNICHE che fanno ricerca decente, in parte, ok.
    Ma se mi parlate di IMT di Lucca voluta da Pera e dalla Moratti ministra dell’Istruzione… criticatissima anche da maroni e da altri politici, all’epoca, e le altre 3-4. Ma chi le caga a livello internazionale!!! sono sconosciute!
    sono solo piccole baracche di lusso piene zeppe di figli di papà locali spesati e riveriti, che si “pregia” (a pagamento, of course) di qualche seminario con grandi professori di fama internazionale.
    Che passano, fanno il loro seminarietto a pagamento, e la sola presenza saltuaria trasfonde scienza nei pargoli locali.
    Risultati di questi centri di eccellenza a livello internazionale certificato e classificato? ZERO.
    Sono baracche politico-affaristiche, centri di raccomandazione appunto per ragazzini viziati e con i papà “giusti”.
    Trovatemi UNA citazione a livello internazionale di questi posti.
    Eppure sono spesati da tutti noi.
    Quindi Mattia, lassa stà, l’università italiana, mediamente, fa cagare.
    Poche sono buone, tante sono diplomifici. E la cronaca degli scandali degli esami e delle tesi comprate è piena. Poi se ci dobbiamo raccontare un’altra storia per sentirci “meglio”, facciamo pure.

  95. 174 Bergitto Massimo 25 novembre 2011 alle 03:18

    Mi hanno riferito che per accedere ad alcune professioni, tipo i commercialisti, oltre all’esame di stato, bisogna anche sostenere l’esame presso una commissione composta da dirigenti, rappresentanti dell’ordine corrispondente locale, i quali sono anche i futuri concorrenti sul mercato della professione dell’esaminando!!!!!!!!………….m’immagino l’imparzialita’ e il distacco disinteressato con cui viene giudicato il malcapitato, specialmente se e’ bravo, preparato, ma non appartiene all’entourage socio-economico-politico dell’oligarchia “colleggiale”!!!!
    E’ logico che poi non ci scandalizza per la mancanza di “mobilita’ verticale”, che esiste nella societa’ italiana. Se nasci subordinato rimani tale, se sei figlio di papa’, la famiglia allargata di “mafiosa”, clientelare tradizione ti accoglie e ti integra. Chi non e’ sprovveduto, sa che la cosidetta “libera concorrenza” del mercato nella realta’ effettuale si risolve sempre nell’oligopolio, anche delle professioni. SCUSATE LA MIA “OPINIONE” IDEOLOGICA.

  96. 175 Claudio 25 novembre 2011 alle 10:19

    Quello che chiedo, leggendo così al volo una lista degli ordini professionali che ci sono in italia, è la presenza di più ordini per figure professionali che probabilmente sono simili tra loro.
    Non capisco la necessità di un:

    Consiglio Nazionale dei Periti Agrari e dei Periti Agrari Laureati

    Ordine Nazionale dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali,

    Collegio Nazionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici Laureati,

    Visto che, ad esempio:

    Il perito agrario e l’agrotecnico laureato sono due figure professionali che appartengono ad Albi diversi ma entrambi si occupano di direzione, amministrazione e gestione di aziende agrarie e zootecniche o cooperative di produzione; di progettazione, direzione e collaudo di opere di miglioramento fondiario, anche ai fini della concessione di mutui fondiari; di direzione e manutenzione di parchi e giardini. Si occupa dei lavori catastali, topografici, cartografici e delle rotazioni agrarie. Offre assistenza tecnica ai produttori agricoli ed associati. Effettua l’analisi dei costi di produzione; perizie e stime nel settore agricolo e per fondi chiusi immobiliari; aggiornamento del catasto. I compiti di entrambi sono definiti con precisione in DPR 328/01, art. 55, comma 1 e legge n. 251 del 6 giugno 1986 e successive modificazioni.

    http://web1.regione.veneto.it/cicerone/index.php?option=com_content&view=article&id=10391%3Aperito-agrario-e-agrotecnico&catid=311&Itemid=223&lang=it

    Stesso discorso si può fare con l’ Ordine dei Consulenti del lavoro, quando questa figura professionale normalmente è svolta da chi è già un Dottore Commercialista o da un ragioniere oppure da un iscritto all’ Ordine degli Avvocati.

    Qual’è la necessità di prevedere o di voler prevedere nuovi ordini per figure professionali che già possono rientrare in altri ordini esistenti?

    Cos’è l’ “Ordine Professionale degli Attuari”?

  97. 176 lorenzo 25 novembre 2011 alle 11:53

    ….aboliamo le associazioni ….gente con la terza media che fa lavori che condannano gente preparata e professionale…ma che state dicendo….occorre fare u super ordine….cioe’ poiche oramai gli ordine sono ridicoli…in pratica ci sono piu avvocati che abitanti…prima la laurea era una cosa sera ora e’ una buffonata idem per esame di stato…..per cui…troppi abilitati…difatti molti vanno a fare lavori che prima facevano i diplomati…per cui…facciamo ordini piu’ seri….esame piu serio…..abolendo gli ordini…si crea il caos..poi ci sono ordini ed ordini…non sono tuti uguali…per sempio i famacisti..ma sel le farmacie sono sotto la norma regionale….per cui non servono altri famacisti…avvocati…vi sono due avvocati per ogni abitante….per cui l’abilizione mi fa ridere….

  98. 177 kriss 29 novembre 2011 alle 16:40

    Volevo solo dire che negli ordini professionali piu’ del 50 per cento degli iscritti non fanno nemmeno la libera professione, ma si iscrivono per essere aggiornati su i vari corsi di aggiornamento. Poi sinceramente in un paese dove molti si fingono medici, le case crollano pur essendoci degli organi che dovrebbero controllare, figuriamoci senza questi controlli!

    • 178 Ugo 29 novembre 2011 alle 17:11

      E certo Kriss, hai ragione.
      Molti confondono aspetti degenerati del paese (i problemi delle facoltà universitarie RI-DI-CO-LE esplose come funghi dopo la pioggia dal 2001 in poi) con questioni professionali e regolamentari.
      Ciò che rende l’Italia diversa da ogni altro paese occidentale moderno, è che la laurea oggi, sfacciatamente dall’introduzione del nuovo ordinamento, è diventata questione di “prezzo”: paghi, la prendi.
      Ovunque. Ma vi pare normale che in altri paesi le discipline tencniche si possano studiare solo nei Politecnici e in poche altre università qualificate, mentre da noi ti puoi “comprare” la laurea da reggio calabria ad aversa a cassino al Cepu al Politecnico di Milano e Torino?
      E poi decine di facoltà di tutti i tipi. Facoltà in cittadine di provincia dissestate sotto tutti i punti di vista, messe su da un lato per creare posti per professori e loro figliocci e figliocce intrallazzati tramite concorsi che più truccati e scandalosi non si può, dall’altro per dare il contentino e tenere buone le popolazioni di province e regioni sconquassate, illudendoli che arrabattando un “pezzo di carta”, la loro condizione migliorerà.
      Ma si può ritenere un paese normale quello in cui ci sono più università, facoltà e sedi distaccate che province ormai?
      E poi, è normale che oggi si possa letteralmente “rubacchiare” una laurea triennale, che alla fine è quella fondante di una formazione universitaria visto che i “fondamentali” sono nei primi anni, e poi si vada a farsi “timbrare” una specialistica piena di esami fuffa, in università blasonate del nord?
      Ma come si può uscire persone serie e preparate se vengono formate che la laurea è una formalità da “sbrigare” alla meno peggio?
      Il problema è l’enorme ondata di iscrizioni ad albi e l’abbassamento clamoroso della preparazione a cui si è assistito negli ultimi 10 anni, dalla riforma Moratti del 2001.
      Esami fotocopia senza contenuti, prove a crocette scopiazzate in massa coi telefonini che esonerano da prove SERIE, FRONTALI, in cui si dimostra sì di aver studiato, ma soprattutto di essere PERSONE MATURE.
      A Roma (mi pare di aver letto più sopra nel blog) ci sono tanti avvocati quanti ce ne sono in TUTTA LA FRANCIA.
      Ma scherziamo? c’è ancora qualcuno che può sostenere che la laurea in legge in italia non sia uno scherzo o poco più???
      E che ne dite della pubblicità del CEPU che a spron battuto, ha ripreso a martellare nelle radio, sei laureato in giurisprudenza ma non sei abilitato?
      CEPU TI FA RUBARE L’ABILITAZIONE IN SPAGNA E FREGARE I COLLEGHI ITALIANI CHE SI SONO ABILITATI NELLE SEDI SERIE DEL CENTRO NORD. LO STATO ITALIANO TI TUTELA IN QUNTO FURBO CHE E’ DISPOSTO A PAGARE PER TROVARE LA SCORCIATOIA. PAGA E CI PENSIAMO NOI CON LE PRATICHE.
      Questo è il messaggio che passa. Poi che “formalmente” uno approfitti della legge spagnola e venga poi ad iscriversi in Italia come avvocato stabilito… è pura formalità, appunto. Di fatto si tratta delle solite porcherie tutte italiane.
      In Spagna, esiste UNA SOLA UNIVERSITA’ ONLINE, statale. Da noi decine ormai.
      E questi furbacchioni vogliono pure l’abolizione degli ordini. Ma andate a coltivare la terra, che è meglio.

      • 179 Rasputin 6 dicembre 2011 alle 19:36

        e se l’abolizione stessa,porti ad un diminuzione ? non nel breve termine certamente,non lo ritieni possibile,chi non potrà proteggersi con questo titolo smetterà di farlo,chi bravo e fortunato magari farà più carriera,che difficilmente farà il somano…se non facendosi pagare poco;

  99. 180 MARCOVALDO 30 novembre 2011 alle 13:26

    FORZA ABOLIAMO GLI ESAMI DI STATO CHE NON SERVONO A NIENTE SE NON A PROTEGGERE LE CASTE!!!!!!

    • 181 Ugo 3 dicembre 2011 alle 10:56

      Vai a studiare che è meglio. Poveri noi con queste maree di somari che vogliono l’abolizione dell’esame di stato perchè non lo passano.
      Vi dovreste vergognare. Studiate e diventerete professionisti. Altrimenti meglio se cambiate mestiere.

  100. 182 Mattia 3 dicembre 2011 alle 00:19

    Vorrei parlare dell’idea di abolire l’albo dei commercialisti e/o il relativo esame di stato. Sono uno studente del quinto anno di economia/praticante in uno studio commerciale. Ritengo che la mera abolizione degli albi debba essere un motivo generale di preoccupazione. Come tutti sanno (i praticanti o potenziali tali) per l’iscrizione agli albi occorre una laurea triennale/magistrale in determinate classi di laurea: le dette classi permettono piani di studi esageratamente discrezionali e assolutamente non propedeutici alla formazione di quello che sarà il futuro commercialista. Esiste tra le tante possibilità quella di un corso specifico per la professione (non è unica la denominazione a livello nazionale), che tratta materie di contabilità – nazionale e non -, diritto – oltre ai classici, anche questi più nello specifico, si analizza il tributario, fallimentare – ed altre rilevanti per la preparazione (valutazione d’azienta, analisi finanziarie, crisi d’impresa, ecc…). Il problema nasce però per il fatto che questo non sia l’unico corso che permette l’iscrizione all’albo. Mi direte: a venti anni non tutti riescono a prevedere cosa la vita a loro riserverà ed ipotizzare l’iscrizione agli albi possibile solo con un corso di laurea sarebbe eccessivamente restrittivo. Bene, esistono gli altri, analizziamoli: http://www.cestor.it/atenei/lm056.htm da questo link si evince chiaramente (già dalle denominazioni dei corsi) che in questi si tratta tutto meno che di materie di interesse del professionista. A questo punto tutti quelli che, hanno capito di essere interessati alla provessione anche avendo studiato altro, vogliono avviarsi verso una nuova attività, COME LI VALUTIAMO, o meglio, COME POSSONO AIUTARE LA SOCIETA’ TENTANDO DI SVOLGERE UN MESTIERE PER IL QUALE NON SONO PREPARATI? Parliamo come conseguenza naturale di una configurazione da tanti sperata, quella cioè del solo tirocinio (senza quindi un esame) per essere riconosciuti professionisti . In questo contesto sarebbe si imposto (come ora) un periodo di formazione pratica e tecnica, ma come la mettiamo ad esempio per quegli studi (generalmente piccoli) che si occupano solo ed esclusivamente di contabilità ed adempimenti fiscali? Chi esce da questi studi cosa ne sa del diritto tributario processuale, cosa ne sa delle procedure concorsuali, cosa ne sa della consulenza aziendale in termini di contrattualistica o operazioni straordinarie ecc.? (ricordando anche che i tirocinanti sono sfruttati sempre più come segretari visto che talvolta non retribuiti) Concludo dicendo: eliminare tout court gli albi o prevedere solamente il tirocinio non è un sano modo per avere professionisti PREPARATI E PRONTI AD OPERARE CONOSCENDO LE VARIE SFACCETTATURE PROFESSIONALI. Volete proprio eliminarli? allora che possano diventare commercialisti solo chi è adeguatamente preparato e non chi si laurea studiando economia monetaria, sociologia di non so cosa, sviluppo locale o altre materie sicuramente utili per altre figure professionali; per questi DEVE essere accertata la preparazione con esami che dubito (se seri) potranno superare studiando meno di 3-4 anni. quindi non ha senso eliminarlo quindi neppure per gli altri (filtro contro le università che non meritano tale titolo) dato che studiando le materie da anni possono tranquillamente superare le prove. Inoltre per questi ACCORCIARE IL PERIODO DI TIROCINIO (invogliando così ad iscriversi ai corsi che hanno come sbocco naturale la professione.

  101. 183 Tonino 5 dicembre 2011 alle 16:53

    ABOLIAMO L’ORDINE DEI CONSULENTI DEL LAVORO!!!

    L’ORDINE CHE ESISTE SOLO IN ITALIA!!!!!!

    LA CASTA DEI “SIGNORI DELLE BUSTE PAGA”:
    MA CI SI PUO’ ARRICCHIRE FACENDO CEDOLINI?????????!!!!!!!!!

  102. 184 Mattia 5 dicembre 2011 alle 17:37

    non è che si arricchiscono perchè c’è l’ordine o l’esame (non ti danno un bonus al superamento). se uno è talmente incompetente che non riesce a superare l’esame è solo una grazia divina che costui con formi le buste paga

    • 185 salvatore 5 dicembre 2011 alle 18:35

      Coro , amico Mattia. ti invito a leggere la differenza che passa tra “ordine prof……..” e ” albo ” . ancora penso che la tua giovane età non ti dia modo di conoscere bene come vanno le cose . Sicuramente vi sono tanti professionisti preparati e meritevoli e allo stesso tempo tanti altri che , con la pecunia hanno trovato una via molto breve per realizzare un percorso che porta al lavoro e basta. in altre parole , sappi che x come la vedo io l’ordine professionale è solo una baracca di vecchi amici che permettono solo ad alcuni di lavorare , lasciando molti altri fuori dal mercato .

  103. 186 Mattia 5 dicembre 2011 alle 20:20

    per il discorso si possono usare tranquillamente come sinonimi. l’esame è fatto per l’iscrizione albo e quindi automaticamente si appartiene all’ordine. non stiamo qui a puntigliare sui termini

  104. 187 Luca 6 dicembre 2011 alle 12:18

    Mi sono laureato in architettura 2 anni fa, devo lavorare in uno studio dove mi passano 400€ al mese quando possono, il primo esame di stato che ho dato non sono riuscito a portarlo a termine (troppi disegni da fare in 8 ore) ma esercitandomi negli esami successivi sono riuscito a portarli a termine e bene.
    Mi hanno sempre bocciato con scuse ridicole, l’ultima volta perchè avrei inserito 2 parcheggi di troppo sull’area di progetto. È un insulto a 5 anni di studio impegnativo e alla mia persona.
    Adesso ho pure molti clienti che mi cercano e che vogliono lavori da me ma devo fare firmare altre persone. Siamo all’assurdo.

    • 188 Ugo 12 dicembre 2011 alle 15:47

      Caro Luca, beato lei che ha “clienti che la cercano” ma devono firmare altri… Su questo punto, mi permetta, l’ho sentito raccontare moltissime volte durante la mia carriera, ma non l’ho mai visto accadere per davvero. Salvo in casi specifici che NULLA hanno a che fare con la professionalità, ma che per assurdo confermano quello che ho scritto nel post precedente, cioè che l’Italia è diventato il paese del “pezzo di carta”.
      I casi erano quelli in cui c’era il figlio di papà (nel senso il figlio del tiutolare della ditta o dell’impresa di costreuzione, quello che si trovava i clienti nonperchè bravo professionista ma perchè li aveva e quindi PRETENDEVA come diritto che potesse effettuare prestazioni professionali SENZA che avesse le competenze di legge.
      Per intenderci le persone che non abilitate per vari motivi (quello che lei adduce è così folle che avrebbe dovuto fare immediatamente una denuncia) vedevano come una ingiustizia il fatto di avere “il cliente” e non poter quindi esercitare.
      Guardi, io posso avere pure un giro di persone, di clientela perchè ad esempio mio padre è avvocato (non lo è, per intenderci!) che cercano appunto un avvocato e mio padre me li girerebbe. Non per questo io HO DIRITTO ad esercitare la professione! E meno male! Anzi, è una completa alterazione del mercato, perchè invece di lavorare chi può ed è capace, lavorerebbe magari solo uno eventualmente somaro, non abilitato, ma che ha il “cliente facile” per i più svariati motivi.
      Detto questo, Lei appunto afferma ciò che è impensabile all’estero: siccome non passo l’esame, aboliamolo!
      No, semmai il problema è da tutt’altra parte. Nella disonestà di MOLTISSIMI commissari che in maniera arbitraria bocciano o promuovono.
      Ma questo, e ditemi che non è ALTRETTANTO DISONESTO NEI CONFRONTI DELLE PERSONE PREPARATE, E’ UNA PORCHERIA che ci siano sedi d’esame di stato del SUD dove si recano maree umane per RUBARE l’abilitazione.
      Certo che non si può provare, ma TUTTI, PROPRIO TUTTI, conoscono almeno una decina di persone in vari settori professionali che sono andati in zona campania-calabria per prendere l’abilitazione facile.
      FOTTENDO così TUTTI I COLLEGHI MERITEVOLI che non hanno accettato la furbata.
      Nel paese in cui ci sono più professionisti che in tutto il resto d’Europa, ci siamo abituati al concetto che la professione è per tutti, bravi e somari, intelligenti e stupidi. Bisogna finirla.
      Occorre pretendere onestà nelle valutazioni delle commissioni, pretendere che i membri degli Ordini NON RIMANGANO IN CARICA PER DECENNI, e che soprattutto, NON POSSANO PIU’ AVERE alcun ruolo complementare alla gestione stessa dell’Ordine, quali indicazione di nominativi per la pubblica amministrazione, per i concorsi, per le commissioni.
      Basta: devono perdere qualsiasi tipo di “potere” esterno all’Ordine. A quel punto vedete che crolleranno a picco le persone che oggi si sbranano e si prendono a morsi per “entrare” nei consigli degli ordini professionali.
      Dobbiamo SEMPLICEMENTE COPIARE dagli altri paesi.
      All’estero ci sono quasi ovunque esami di stato ed ordini. E le cose funzionano immensamente meglio. E soprattutto, senza che nessuno sbraiti contro la mancanza di concorrenza, ci sono molti meno professionisti in tutti i settori. Questo dipende dalla SEVERITA’ e SERIETA’ delel selezioni, non da chiusure precostituite.
      Ma a noi italiani questo non andrebbe comunque bene. Noi siamo il paese in cui il bamboccione raccomandato o il cazzeggiatore di professione, si alza la mattina e dice: voglio fare l’avvocato! e lo fa. Voglio fare l’architetto! e lo fa. Voglio fare il medico! e lo fa. E così via.
      E’ la disonestà il vero problema, non altro.
      Ma chi studia, l’esame lo passa ovunque, anche nelle sedi più difficili senza conoscere nessuno. Io per me stesso lo posso dire senza il minimo cedimento o dubbio.
      Naturalmente facendomi un mazzo da paura, che ho visto sopportare da pochi colleghi che hanno preferito la scorciatoia calabrese e campana…

      • 189 Luca 13 dicembre 2011 alle 14:47

        Le sue sono considerazioni condivisibili ma, per certi versi, peccano della solita ingenuità italiana. Io in Italia ci sto oramai non oltre una settimana al mese e le posso garantire che l’estero, questa chimera italiana che tutte le classi, sociali e non, vedono come una sorta di eden (dove tutto funziona, tutto è bello, tutto è meglio) risulta, all’atto pratico ben diverso dall’essere tale. L’unica cosa che veramente ci contraddistingue, è il menefreghismo e la mancanza di senso civico, di unione, questa sorta di individualismo esasperato che sconfina spesso nell’anarchia e nelle corporazioni: e gli ordini, sono espressione di queste ultime.
        Quanto al tema da Lei affrontato in merito alle commissioni facili in alcune zone d’Italia mi dispiace dover affermare che la situazione è più articolata e negativa di quella da Lei prospettata: io l’Italia posso dire di conoscerla davvero bene, nessuna zona esclusa e le posso garantire ( e non credo che la cosa la stupirà) che chi deve passare l’esame per via non canonica lo passa! Sia la commissione di Milano, Brescia, Firenze o Bolzano: al nord (io vivo al centro nord) le cose sono solo più ristrette (è necessario avere influenze più forti) e nascoste.
        Un’ultima considerazione: il problema, io credo ( e su questo sono pienamente d’accordo che all’estero sono ben più avanti) è principalmente la mentalità, che si riflette conseguentemente sulle professioni: finché non si esce dal proprio orticello mentale e si sentono legali (parlo del mio settore) ragionare come duecento anni fa (o forse, mutatis mutandis, questi ultimi erano ben più progrediti ), le cose non credo andranno avanti. Lei giustamente afferma che è la disonestà il vero problema: purtroppo, è una cosa ben più diffusa di quanto molti, pensano, in tutti i popoli; e quella italiana è particolarmente irritante poiché si basa su piccole furbetterie di quartiere anche negli affari internazionali, che se sono simpaticissime nelle commedie di qualità dei tempi andati, nella realtà sono squallide e sconfortanti.

  105. 190 Ugo 15 dicembre 2011 alle 16:27

    Beh, queste ultime considerazioni le condivido anche io. Certo che con “certi” agganci le porcherie nelle commissioni le fanno in tutta italia. Sempre di Italia si tratta. Non è un caso che tutte le statistiche internazionali (fatte da agenzie “terze”) ci posizionano ai primissimi posti al mondo, tra paesi che riteniamo del quarto e quinto mondo, quanto a corruzione e reati connessi.
    Non condivido solamente un punto, che mi pare un pò qualunquista senza però che ci sia un riscontro con la realtà. Cioè quando lascia un pò intendere “certe cose avvegnono in utti i paesi”.
    Qui sono assolutamente in disaccordo sul “quanto” queste cose avvengano. Certi reati tipicamente “internazionali”, come il riciclaggio, i traffici di determinati beni (armi, ecc) certamente non hanno confini. E questo da sempre. Però noi cittadini e professionisti “comuni” (anche io sono spesso all’estero per lavoro e/o relazioni professionali, non per cose losche naturalmente) dobbiamo valutare il “quotidiano”.
    Cioè la vita normale del cittadino comune negli altri paesi. Naturalmente mi limito all’Europa altrimenti il discorso diventa troppo complesso.
    Si va negli uffici postali e funzionano. MAI dico MAI minimamente accaduto che la posta venisse rubata, alterata, o altro.
    Mediamente, nei supermercati il personale è gentilissimo (provi a milano!).
    Negli uffici pubblici, per permessi, autorizzazioni, pratiche, e quant’altro, c’è un’effcienza (tolta grecia e in parte portogallo), da noi impensabile.
    Per essere chiari: è più simile la Spagna alla Germania, che l’Italia alla Spagna!
    Saluti.

  106. 191 fabrizio 16 dicembre 2011 alle 10:27

    Sono un medico ospedaliero dipendente pubblico.Anestesista. Come tutti i colleghi area emergenza,( pronto soccorso,118,rianimazioni) o comunque per coloro che hanno fatto altre scelte, non facciamo libera professione intramenia. Con ciò dobbiamo versare all’ENPAM,( cassa liberi professionisti privatizzate) fondo generale, contributi previdenziali oltre a quelli versati all’INPDAP pubblico impiego, nostro ente pensionistico vero. L’enpam ci costa a testa dai 28.000 a 50.000 euro nel corso vita lavorativa. Per cosa?:il nulla ovvero 60/150 euro/ mese una volta in pensione. Il tutto deriva dall’obbligo della iscrizione all’ordine professionale e automaticamente anche all’enpam.- 220.000 medici ospedalieri pubblici versano all’enpam, all’anno, mediamente 800 euro.Pari a 180.800.000 euro/anno. I pensionati enpam.non ex ospedalieri sono circa 78.000.Questi incassano pensioni enpam spropositate rispetto ai contributi versati come invece accade per noi col calcolo contributivo.ed è per questo che il governo ha allungato a 50 anni la loro copertura di garanzia.Per noi le pensioni saranno circa il 45% della busta paga. L’enpam, che adotta un calcolo a ripartizione, garantisce pensioni maggiori ai liberi professionisti grazie ad entrate extra ovvero le nostre.E’ incredibile la iniquità di un sistema come questo. Voglio aggiungere che il principio costituzionale di solidarietà, invocato demagocicamente dall’enpam, col passaggio al contributivo non esiste più, almeno in campo pensionistico, poichè ognuno avrà un fondo personalizzato in base al quale riceverà la pensione. Dobbiamo perciò pagare per i liberi professionisti?.
    Molti di noi hanno capito la fregatura e hanno scoperto che la strada è cancellarsi dall’ordine ai sensi dello art.10 DLsVo del CPS n°233, 1946, legge vistitutiva degli ordini sanitari che reciota” i sanitari pubblici dipendenti POSSONO essere iscritti all’ordine se non è loro vietato fare libera professione”.

    Cordialmente Dott Vignali Fabrizio.U.O.- Anestesia/Rianimazione. Osp di Massa

    • 192 Francesco 19 dicembre 2011 alle 09:07

      Prima di fare certe affermazioni dovresti informarti. se hai superato i 40 anni paghi all’ENPAM circa 1.200 euro l’anno (se si più giovane molto meno). Anche se nel costo della vita lavorativa versi all’ENPAM 50.000 euro la metà le risparmi in tasse in quanto interamente deducibili. Il costo si riduce a 25.00 euro. Dopo i 65 anni prenderai 3.000 euro di pensione l’anno. L’aspettativa di vita attualmente va verso gli 85 anni, quindi incasserai circa 60.000 euro. Più o meno non ci rimetti una lira ma stai mettendo da parte ogni mese una piccola somma che ti servirà per la vecchiaia. Forse però non sai un’altra cosa: la quota A del Fondo generale costituisce in gran parte un fondo di solidarietà con cui i medici, attraverso l’ENPAM, pagano le maternità e le pensioni di invalidità assoluta e permanente a chi non è coperto da altre forme previdenziali (compresi i giovani medici precari), nonchè numerose prestazioni assistenziali per colleghi in stato di indigenza (che non ci crederai sono presenti anche nella categoria dei medici, visti i casi della vita). L’Ordine costituisce un baluardo per proteggere la previdenza degli iscritti, uno dei motivi – non dichiarati – per cui vogliono abolirlo è quello di impossessarsi del ricco patrimonio dell’ENPAM. Se l’aboliscono tu non verserai più i 1200 euro, ma ne verserai comunque 600 in IRPEF; in compenso toglierai protezione previdenziale ai tuoi colleghi. Qual’è la logica?

      • 193 fabrizio 10 febbraio 2012 alle 18:17

        La logica è che dovete arrangiarvi come facciamo noi dipendenti e cioè aumentare la vostra aliquota contributivae tagliare i compensi ai dirigenti amministrativi.

  107. 194 Mario 16 dicembre 2011 alle 18:30

    Diciamo la verità……è che a favore di questa abolizione ci sono interessi di chi vuole gestire e approfittare a propio piacimento delle professinalità altrui
    (Confindustria), di chi vuole approfittare dei patrimoni immobiliari che gestiscono le casse di previdenza degli gli ordini per garantire le pensioni agli iscritti, e poi ci sono i neolaureati fanfaroni e incapaci che vorrebbero eliminare l’esame di stato che non riescono a superare……ma che gente è questa?
    O di incapaci Fannulloni che non sono neanche in grado di pagare quella piccola cifra annua per l’iscrizione all’ordine.
    Approfittatori senza scrupoli e fanfaroni incapaci, è loro che lo stato di diritto deve aiutare?… ma di che gente ci stiamo circondando e a che persone diamo voce ma di che cosa dobbiamo parlare…..che shifo!!!!

    • 195 Mattia 17 dicembre 2011 alle 11:19

      Ciao! Mario stai tranquillo gli ordini professionali con le loro caste e privilegi non verranno mai aboliti perchè siamo in Italia.
      Ti ricordo che all’estero gli ordini professionali sono solo degli enti certificatori dove l’iscrizione è libera senza il superamento di un esame di stato (eccetto medici e notai, per ovvi motivi) ma solo con il superamento di un piccolo test di accesso questo perchè gli ordini hanno natura giuridica privata e non pubblica come in Italia.
      Inoltre ti faccio presente che nel mondo anglosassone gli esami all’università si passano con il nostro 14/30 e i test di esame sono a prova di ebete. Da noi invece è tutta un altra storia….. Quindi chi sono i fannulloni e gli incapaci? Rimango in attesa di una tua repplicca

  108. 196 Mattia 17 dicembre 2011 alle 12:22

    Concordo con quanto detto da Mario. Con riferimento a quanto detto da Mattia: gli ovvi motivi dei notai per quale motivo non dovrebbero essere considerati anche per commercialisti ed avvocati? anzi quella è proprio la casta più chiusa che esiste in Italia.
    Inoltre: “Inoltre ti faccio presente che nel mondo anglosassone gli esami all’università si passano con il nostro 14/30 e i test di esame sono a prova di ebete. Da noi invece è tutta un altra storia….. Quindi chi sono i fannulloni e gli incapaci? ”
    E’ questo secondo te il compito delle università? Fare test per ebeti e preparare ignoranti? allora aboliamole e facciamo diventare dentisti commercialisti farmacisti e quant’altro tutti quelli che escono dalle scuole medie con ottimi voti in educazione fisica.

    Il problema odierno è quello di doversi confrontare con presunti laureati: gente che conclude l’università con 7 anni di ritardo (senza aver lavorato o svolto altre attività); trentenni che reclamano un posto di lavoro appena usciti dagli atenei e dopo aver superato gli esami per pietà dei professori! La zappa in mano bisogna mettere a questa gente!

  109. 197 Mario 17 dicembre 2011 alle 12:26

    Caro Mattia , vedi in giro c’è gente con tanti soldi che vuole arricchirsi ancora di più distruggendo, saccheggiando e impoverendo gli altri e sfrutta il finto bene altrui, i finti ideali per circondarsi di giovani puliti come te che ingenuamente credono nelle loro filastrocche.
    Non credo che tu come tanti altri ragazzi non sia in grado di superare le difficoltà dell’esame di stato o della vita come l’abbiamo fatto tutti noi che ti abbiamo preceduto, non ci ha aiutato nessuno e nella maggior parte dei casi non eravamo figli di “nessuno” eppure c’è l’abbiamo fatta.
    In italia quelle cose lì non funzionano perchè siamo un popolo di furbi, e l’unico effetto sortito sarà quello di impoverirci tutti…così come sta facendo la globalizzazione, un tempo gli italiani non compravano prodotti cinesi perchè li ritenevano scadenti, oggi li comprano perchè non possono comprare altro……..questa corsa al ribasso ci ha annientato….ma è una guerra impari perchè in giro nel mondo ci sono paesi dove per vivere basta un euro al giorno, paesi in cui non si pagano tutte le tasse che paghiamo noi, nè tantomeno c’è obbligo di sicurezza e di dignità salariale.
    E noi ci siamo aperti al rapporto con tutti senza filtri di tutela e siamo come un organismo senza anticorpi………….dove si andrà a finire???
    Riflettete voi che siete giovani, i grandi errori non sono nelle cose consolidate nel passato ma in quelle rapide del presente, nella fretta si fanno tante cazzate……ma la cosa brutta non sono i giovani ingenui che per inesperienza le approvano ma sono i grossi stronzi che le fanno consapevolmente per approfittare, per rubare guadagni facili, per aumentare il dilivello sociale…..che schifo ??? la guerra ha avuto grandi eroi della patria gente di immenso valore morale ma che pourtroppo hanno cresciuto molti grandi stronzi spero che la nuova generazione si illumini e ci restituisca a tutti quei valori e quella dignità di cui ci stanno privando.

  110. 198 Mare e Monti 17 dicembre 2011 alle 15:58

    DEAR Mario Monti,

    Tu che hai mostrato di avere grande dignità e attributi,
    perchè, al posto di girare intorno alle cose, aumentando le tasse, abolendo questo e svendendo quell’altro, non focalizzi l’attenzione degli egregi colleghi di cui ti sei circondato su come fronteggiare lo scenario di fabbriche che chiudono per andare all’estero.
    Dopo che si sono presi fondi di aiuto statali, bonus di rottamazione, e quant’altro ci voltano le spalle per pensare solo ai loro porci comodi e voi non fate nulla.
    La concorrenza sleale dei paesi emergenti se non si contrasta sarà la nostra rovina!!! C’è troppo dislivello retributivo, tassativo e di diritti umani non possiamo trattare con loro sullo stesso livello.
    Ci troveremo presto con milioni di disoccupati che andranno a carico dello stato senza produrre nulla…..come pagheranno le tue tasse????
    Non ditemi che voi che siete esseri superiori certe cose non le capite e perchè cazzo non fate nulla !!!!!

  111. 199 Ulisse 17 dicembre 2011 alle 17:19

    Caro Andrea 2,
    io sono uno di quelli che ha impiegato anni in più per laurearsi, ma lo ha fatto con i propri mezzi onestamente e ti assicuro che non ho mai superato un esame nè tantomeno quello di laurea per pietà di alcuno anzi ho toccato con mano di quanta diseguaglianza e corruzzione è costellato il mondo universitario.
    Tra i laureati in corso tolta una metà (forse meno) di effettivi meritevoli e talentuosi, ci sono i figli di, i mi manda Picone, i CEPU, le studentesse di larghe vedute pronte ad aprirsi al mondo universitario che scivolano via come l’olio, e gli 1/3 del programma che prendono qualunque voto pur di avere il pezzo di carta.
    Il dislivello si ha anche al momento della laurea in cui chi ha il papà che sgancia gli skey si laurea con un mare di voti in pochissimo tempo, gli altri con capacità ma privi di skey sono trattenuti come schiavi per aiutare a preparare le tesi altrui, a mè pensa ha fatto perdere la bellezza di tre anni.
    Ma il tempo è galantuomo ed in questi anni ho visto cadere tanti finti bravi, tanti fogli di carta, tanti 1/3 del programma…..inoltre ho ricevuto le scuse di qualcuno che ha approfittato del mio lavoro per laurearsi………ed io quello che secondo la tua teoria dovrebbe essere un fallito sono riuscito con le mie sole forze a prendermi tante soddisfazioni nella professione.
    Noi non siamo chiacchiere, numeri, ma ciò che abbiamo appreso, ciò che valiamo…..

    • 200 Mattia 18 dicembre 2011 alle 02:15

      Caro Ulisse io parlo con una esperienza in una università seria (per fortuna non privata) in cui studiando ho avuto le mie soddisfazioni. Certo anche io ho visto, in rarissimi casi, superare l’esame gente impreparata, ma era una questione generale, non riferita al figlio x di o a quello che y.
      Quindi non faccio i confronti con un ateneo corrotto e malsano: nella mia facoltà chi impiega tanti anni è solo perchè sta deliberatamente spendendo i soldi dei genitori nel divertimento serale universitario.
      Quindi il mio discorso è riferito a questa realtà.
      Quello che invece descrivi tu è un ateneo da abbandonare e pubblicamente denigrare: dato che si parla di meritocrazia invece di “eliminare le montagne” (cit. agamennone) perchè questo fa comodo ai fannulloni, risaniamo il sistema universitario e formiamo veri professionisti.

  112. 201 Agamennone 17 dicembre 2011 alle 17:58

    Caro Ulisse,
    nella vita ci sono quelli che come te e me si sono fatti un mazzo per superare le montagne scalandole o scavando gallerie e altri che le hanno sorvolate con jet di linea……oggi ci sono quelli che le vorrebbero eliminare, così i capaci ed i furbi si troveranno sullo stesso livello dei minchioni.
    Che Grande pensata!!!!

    • 202 Alice 19 dicembre 2011 alle 11:49

      Certo, così i minchioni svaluteranno tutti ed il risultato sarà un paese con operai disoccupati e professionisti poveri….in poche parole un paese povero di cui sarà più facile approfittare.
      Riflettete gente….riflettete!!!!

  113. 203 Francesco 18 dicembre 2011 alle 13:23

    Vi spiego perchè vogliono abolire gli Ordini: 1) per decapitare le varie categorie in modo che lo Stato le possa dominare; 2) per fagocitare le loro casse di previdenza, che attualmente sono sane e che verrebbero inevitabilmente depredate; 3) oggi gli Ordini si autofinanziano al 100%; abolendoli lo Stato potrebbe imporre ai professionisti un balzello obbligatorio molto più oneroso di quello attuale, dando in cambio servizi di livello “statale”, cioè molto più scadenti.
    L’abolizione degli Ordini è sarebbe un provvedimento inutile in quanto le restrizioni all’accesso alle professioni sono il numero chiuso all’Università, l’esame di Stato, il tirocinio obbligatorio, il contingentamento per determinate categorie come notai e farmacisti. Di questo ovviamente non si parla perchè ciò che interessa agli abolizionisti è solo saccheggiare le casse previdenziali e disagregare cetegorie di “privilegiati” (TUTTIi gli avvocati e gli ingeneri come noto sono ricchi e riempiono i ristoranti frequentati da Silvio).

  114. 204 Barbara 22 dicembre 2011 alle 14:30

    Cio’ che più mi preoccupa, al di là delle tante, tante righe che ho letto, condividendone una parte, è che come quasi sempre accade le decisioni vengono prese da chi sembra non conoscere affatto l’ambito lavorativo che vuole “liberalizzare”. Lobbies, interessi, esami comprati, conoscenze, baronaggi, vecchie volpi e soliti noti che si accaparrano la maggior parte dei lavori… numero esorbitante di professionisti (di cui faccio parte) che gravitano su un mercato che almeno qui è saturo… Sono tutte cose reali (purtroppo) e sempre vive, che hanno portato il sistema allo stato in cui è ora. Io credo che le professioni siano già un “mercato libero”: quando le tariffe minime erano in vigore, difficilmente venivano mantenute, almeno in ambito privato; ora che ufficialmente non esistono più, nel pubblico le gare si vincono con ribassi tali che il tempo verrebbe impiegato meglio andando a pescare; chiunque voglia (e abbia il coraggio, aggiungerei) attaccare una targa col proprio nome fuori da una porta, e fare il libero professionista, può farlo senza troppi limiti. Quindi di cosa parliamo? Cosa andrebbe liberalizzato? Ovunque ci si giri, si vedono geometri, architetti, ingegneri, periti (parlo di questi, perchè è il mio ambito), e molti di loro lavorano con tariffe che farebbero ridere un meccanico (col massimo rispetto per i meccanici… ma sapete, ho appena ritirato la macchina e ancora mi lecco le ferite); e molti di loro lavorano a prescindere dalle competenze, dalla professionalità e dalla serietà che dimostrano. Cosa dobbiamo liberalizzare ancora? Siamo già talmente tutti liberi che i geometri fanno i geologi, i geologi fanno gli ingegneri, gli ingegneri fanno gli architetti, gli architetti fanno gli ingegneri e via così. Chiunque può accedere alle università (non fatemi troppo le pulci, su questo), ed è sacrosanto; chiunque può accedere alla professione, e pure questo è sacrosanto; ma non è sacrosanto che lo si possa fare indiscriminatamente. A volte (o spesso?) la professione è un ripiego, una necessità, un tentativo, un “vediamo un po’ come va”, e lo rimane nel tempo. E’ proprio questo il mercato poco libero in cui ci troviamo? E’ poco libero un mercato in cui un cliente trova (senza far troppa fatica) progetti strutturali a 2000 euro, certificazioni energetiche a 40 euro, progetti di impianti a 200 euro? Che libertà andiamo (o vanno) cercando? Io non voglio difendere per forza gli Ordini: sono istituzioni ripiegate su loro stesse che svolgono poco e male (e spesso non svolgono) i propri compiti, la cui presenza sul territorio e fra i propri iscritti, è delegata alla buona volontà del presidente di turno (quando si riesce a vederne un’alternanza). Vanno modificati, aggiornati, migliorati. Ma non sono loro a mantenere “non libero” il mercato. Il mercato è “non libero” quando le competenze non sono definite, quando la professionalità è secondaria, quando l’incompetente lavora comunque, quando per anni – ribadisco, per anni – la figura di un qualsiasi professionista viene svilita: all’università, rendendo i corsi ridicoli, quando troppo semplici; all’esame di stato, rendendolo (a volte) una pura formalità; tutti i giorni, quando il lavoro intellettuale viene visto come una tassa. Per questo penso che non sia la liberalizzazione del mercato, ciò di cui abbiamo bisogno, ma al contrario un certo rigore.
    Al di là di questi pensieri (forse un po’ teorici) anche io temo che l’abolizione degli Ordini nasconda nel profondo il rischio dell’assorbimento delle casse professionali all’interno di quella pubblica. Spero solo non sia così.

  115. 205 Giuseppe 29 dicembre 2011 alle 19:54

    Sono iscritto all’Ordine degli Architetti, Pianficatori, paesaggisti e conservatori. Sono favorevole all’immediata abolizione degli ordini professionaoi che rappresentano basso potere ed impediamento alla qualità ed oneri maggiori per la pubblica amministrazione e per i cittadini. E’ necessario laicizzare l’esercizio professionale e non mantenerlo ancora oggi a regole di chiara derivazione fascista.
    Solo piccoli poteri di caste inutili

  116. 206 Un antifascista 30 dicembre 2011 alle 02:05

    Sono d’accordo! C’e’ qualcosa di peggio del fascismo: e’ il criptofascismo!
    Cambiare la forma per mantenere la sostanza. E’ la formula di tutti i conservatorismi e reazionismi di ogni tempo e luogo. Chi vuole mantenere il potere nelle mani di chi ce l’ha sempre avuto, ammanta la propria posizione con tematiche moralistiche, di rigorismo efficientista e di pseudo serieta’ economica-lavorativa. Ma dietro questa retorica si cela soltanto la difesa delle rendite di posizioni dominanti e di privilegi. Non per niente il corporativismo e’ stato l’espediente politico-istituzionale con il quale i regimi fascisti degli anni trenta incanalavano e controllavano il contenzioso della lotta di classe, anche addobandolo con uno strumentale e stucchevole paternalismo.

  117. 207 crocifissa 30 dicembre 2011 alle 10:30

    Sono d’accordo , aggiungo che sia indispenzabile ancor di più contrastare lo strapotere dei notai che lasciano posto ai loro figli e controllare se il CTU e il CTP rilascino ricevute fiscali .

  118. 208 massimo 31 dicembre 2011 alle 07:46

    anche io sono favorevole all’iscrizione.
    sono 10 anni che lavoro come muratore e so fare tutto.
    ho solo la terza media e basta.
    voglio essere io a decidere come costruire un palazzo di 10 piani.
    tutta quella roba di calcoli non mi serve. basta fare le travi di 50cm e possono reggere anche 50 piani.

  119. 209 david 31 dicembre 2011 alle 18:32

    Pongo una semplice domanda a tutti coloro che sopra sostengono gli ordini professionali: premesso che è evidente la loro natura corporativa e consociativa, perchè avete il terrore della loro abolizione? Chi è bravo nella professione svolta non deve temere la libera concorrenza, sarà il libero mercato a selezionare i meritevoli. Ovvio o no?

    • 210 Antonello - avvocato povero 26 gennaio 2012 alle 19:44

      Caro david, il libero mercato non esiste in Italia e non esisterà con le pseudo liberalizzazioni, perchè il capitale nelle mani di pochi è già troppo forte oggi, e vince su tutto. E si è visto in pieno nelle altre “pseudo-liberalizzazioni” degli anni scorsi. Le assicurazioni dovevano costare di meno, ma quello che è successo è che i mega-gruppi di assicurazioni (il capitale forte) hanno assorbito le piccole assicurazioni, eliminando del tutto la concorrenza e creando un cartello di prezzi imposti. Succederà lo stesso anche negli ambiti professionali. Altro che vantaggio per i consumatori. I mega-studi dotati di grandi capitali assorbiranno tutti i piccoli professionisti che più o meno oggi erano indipendenti, e li faranno lavorare per loro per un tozzo di pane, contemporaneamente imponendo però ai clienti tariffe più alte, perchè controllano il mercato.

      A me sembra che molti di voi facciano solo ideologia (parlando assurdamente di corporativismo fascista), ma non abbiano la minima idea di come le cose funzionano nella realtà.

      Gli ordini professionali, pur funzionando male, garantiscono oggi ancora che il professionista abbia un minimo di indipendenza. Abolendoli, tale indipendenza non ci sarà più, con svantaggio tanto del professionista quanto dei clienti…

  120. 211 Francesco 1 gennaio 2012 alle 20:08

    Mi risulta che se voglio scegliere il commercialista, l’avvocato, il medico o l’ingegnere, lo posso fare senza chiedere il permesso al suo Ordine d’appartenenza. Mi risulta che chiunque sia laureato e abilitato si possa iscrivere all’Ordine senza che la sua domanda possa essere rigettata. Mi risulta che non esistono più da anni tariffe minime obbligatorie. Di che cosa stiamo parlando ???? Qualcuno mi spieghi al di fuori dei soliti slogan cosa interessa al comune cittadino se esiste o non esiste l’Ordine professionale. Come forma di liberalizzazione mi pare totalmente inutile, bastano semplicissime leggi come quella che estenda alla parafarmacie la vendita dei farmaci o che elimini il numero minimo di abitanti per farmacia o per ambulatorio di medicina generale ecc. Il resto è aria fritta.

  121. 212 crocifissa 2 gennaio 2012 alle 16:18

    Caro amico , ti risulterà che il valore legale della laurea è un pricipio di reale riconoscimento a chi ha studiato e acquisito un bagaglio di conoscienza tecnico-giuridica in una delle università della nostra “RES PUBBLICA. allora perchè restringere il mercato del lavoro con esami di stato – Che in molte occasioni servono a lasciare fuori chi non ha conoscenti quotati.

  122. 213 Francesco 2 gennaio 2012 alle 18:08

    Che c’entra l’esame di stato con l’Ordine professionale? La discussione è sugli Ordini, non sugli esami di stato che comunque, se fossero seri, dovrebbero impedire l’accesso alla professione non a chi non ha conoscenti quotati ma a qualche asinaccio che riesce a laurearsi in 10 anni, con voti bassi e scarsissima preparazione. Altrimenti aboliamo direttamente il valore legale della laurea e concediamo anche ai diplomati nelle scuole superiori di svolgere l’attività di commercialista o avvocato. Personalmente conosco ragionieri che fanno 10-0 a molti commercialisti… L’unica verità, riguardo gli Ordini, è che lo Stato vorrebbe eliminarli per accorpare le loro casse previdenziali al nascendo SuperINPS.

  123. 214 raffaele grimaldi 9 gennaio 2012 alle 11:18

    Sapete quanti soldi e proprietà hanno gli ordini professionali? Per esempio, quello dell’inarcassa, è multimiliardario. Cosa se ne fanno di questi soldi? Ve lo dico io,se la godono gli strapotenti ed i loro adepti fidati pagandosi stipendi da favola, auto con autisti case nobiliari in affitto a spese nostre ed infine viaggi di piacere. Andate aff… a lavorare e non rubate sul pane degli altri. Maiali. ABOLIAMO LE CASTE. SONO FAVOREVOLE

  124. 215 salvatore 9 gennaio 2012 alle 18:58

    Dobbiamo dire basta achi
    Basta ordini . Viva il mercato libero dai baroni e feudatari.

    • 216 Eolo 10 gennaio 2012 alle 10:40

      Se volete le cose facili avete sbagliato lavoro abbandonate i libri!!!
      La competenza va appresa con sacrificio e tempo…..anzi non capisco come in un epoca di sicurezza ai massimi livelli si possa concepire che un pivello ingegnere o architetto possa, senza fare tirocinio ed essere testato nelle capacità, mettersi a fare la professione…..non è una questione solo di mercato ma soprattutto di competenza e garanzia per la società,
      Inoltre questa corsa ad i ribassi svilisce la professionalità che richiede il giusto tempo e va pagata equamente.
      Anzi non vedo perchè i commercialisti, gli avvocati, i geometri ecc. hanno il tirocinio obbligatorio e gli ingegneri e gli architetti siano fuori da questa logica. Questo anzi oltre che a favorire i grossi studi che possono permettersi di “pagare” anche le persone improduttive favorisce l’immissione sul mercato di incompetenti ed improvvisatori.

  125. 217 raffaele grimaldi 10 gennaio 2012 alle 10:48

    Copiato dal sito INARCASSA. Non si mettono vergogna nemmeno di scriverlo. 1 miliardo di Euro Investiti. Ma a chi vanno tutti questi soldi?
    Se andate sui siti di vari ordini ( avvocati, geometri, notai) vi renderete conto dei capitali mobiliari e immobiliari che hanno. Si capisce che chi li sostiene magna con loro.Complimenti !!!

    Inarcassa è un investitore istituzionale nel campo immobiliare, con circa un miliardo di euro investito in immobili presenti in 14 regioni, per una superficie totale di 415 mila metri quadrati.

    La composizione del nostro portafoglio immobiliare è abbastanza diversificata: abbiamo una significativa percentuale di immobili, circa il 42%, impiegata nel terziario e l’11% destinata ad uso residenziale, ma non mancano la componente pubblica, pari al 27% del patrimonio, nonché quella commerciale, alberghiera e industriale.

    Tra gli edifici acquisiti nel corso degli anni , rilevante è la quota di immobili storici e di pregio, come ad esempio Palazzo Giovannelli a Venezia, l’ex sede Astaldi di Roma o l’edificio adiacente Ponte Vecchio a Firenze, la manutenzione e riqualificazione dei quali rappresenta uno dei fiori all’occhiello della nostra attività.

    Negli ultimi anni la nostra mission è stata quella di assicurare la continua efficenza dei nostri edifici attraverso tutti gli interventi di manutenzione edilizia e impiantistica necessari; in quanto ente gestore della previdenza obbligatoria di circa 150.000 ingegneri e architetti liberi professionisti, infatti, noi acquistiamo immobili per mantenerli e metterli a reddito, in un’ottica di redditività di lungo periodo.

    Consapevoli del compito di rango costituzionale assegnatoci dalla legge, quello di assolvere al diritto alla previdenza dei nostri iscritti, puntiamo infatti sulla massimizzazione delle redditività del nostro patrimonio, attraverso una gestione interna sempre più strategica e professionale.

  126. 218 Francesco 10 gennaio 2012 alle 13:36

    Sei un vero genio, ti dovrebbero affidare la gestione di un ente di previdenza, o magari nominare ministro delle finanze! credo che tu non abbia nemmeno la terza media, altrimenti non si spiegherebbero i tuoi interventi così strampalati. Denoti la mancanza delle conoscenze più elementari dell’economia, figuriamoci se sei in grado di parlare di previdenza e di ordini professionali. Non sai proprio di cosa parli!

  127. 219 Francesco 10 gennaio 2012 alle 13:39

    Concordo, purtroppo insieme a tante persone valide si stanno laureando autentici somari.

  128. 220 Giorgio 11 gennaio 2012 alle 17:39

    Un tempo gli studi scolastici e universitari erano più rigorosi e chi si laureava aveva sicuramente con buone probabilità adeguate capacità oggi in questo mondo in cui si imita sempre ciò che si fa all’estero la preparazione richiesta è sempre più leggera perchè le università sono diventate degli esamifici ( chi garantirebbe la società dai danni apportati dall’incompetenza di tanti finti campioni se eliminiamo dei filtri, dei controlli?? Oggi sono necessari più che mai!!!
    Se non riuscite a superare l’esame di stato chiedete lavoro a confindustria che vi difende, a loro a quanto pare bastate così!!!
    Fatevi mantenere da chi ha voluto che ci si laureasse in massa con selezione blanda.
    Questo qualunquismo non genera lavoro o benefici per la società ma soltanto guai e fame per tutti.
    Ci sarà mai un’ epoca in cui in Italia si sarà fieri di fare qualcosa che è stato preso da modello da altri stati, siamo sempre quelli che sono costretti a rincorrere e a copiare…e quando si copia si sà si ha poca voglia di applicarsi e di studiare ed è facile fare anche delle grandi stupidaggini!

  129. 221 Raffaella 11 gennaio 2012 alle 20:38

    Credo che la via del referendum per l’abolizione degli Ordini sia la più conveniente. Meglio abilirli è vero che a livello locale è volontariato ma le confederazioni rappresentano posti fissi e ben remunerati e neppure tanto controllati nella spesa. Spesso persino esposti ad operazioni commerciali come sponsorizzazioni che nulla hanno a che fare con gli interessi dei cittadini. Sono ENTI INUTILI.

  130. 222 Fabrizia 12 gennaio 2012 alle 08:02

    SE DIFENDONO COSI I CONSUMATORI…
    Navigando nel mare delle professioni nel web mi è capitato di leggere questa storia curiosa, che la dice lunga sull’affidabilità degli Ordini e loro emanazioni. Se gestiscono così i loro interessi, figuriamoci quelli dei consumatori! Leggete anche voi, è una storia persino divertente su veterinarialiberale.blogspot.com

  131. 223 Adalberto 12 gennaio 2012 alle 09:54

    Questa lotta contro le categorie in realtà serve a distruggere la classe borghese (i problemucci dei neolaureati che vogliono cavalcare il fondo dell’onda sono bazzecole….che c……….i) stanno cercando di portarci verso una società in cui ci saranno poveri e ricchissimi il contrario di quello che sta avvenendo nei paesi emergenti in cui si sta formando la classe borghese.
    Aumentare il numero di tassisti significa creare tanti poveri tassisti, liberalizzare i servizi significherà aumentare i costi di tutto ( ci presenteranno elenchi di costi, letture….in cui ci si capirà poco e nulla si metteranno d’accordo tra di loro e ci faranno i prezzi che vogliono riportando i loro conti sempre in attivo a scapito nostro altro che legge del mercato così come fanno già adesso )
    La ricchezza va ridistribuita a tutti…non la povertà……cosa avete studiato a fare….ora che è il momento di raccogliere volete distruggere tutto quello che i vostri colleghi hanno costruito con anni di lotte e sacrifici……roba da dementi con pezzo di carta!!! Ma tacete ….sarete più ulili a tutti.
    Per rilanciare il lavoro bisogna investire nella innovazione nella creazione di nuovi prodotti utili ed affidabili ( come sta facendo l’industria tedesca)
    che hanno mercato e creano ricchezza, altro che tagli privazioni scopiazzamenti ecc.

  132. 224 ingegnereproletario 13 gennaio 2012 alle 12:09

    Sono un ingegnere, lavoro al sud con esame di stato sotenuto a nord… così siamo felici tutti :-) . Non vedo quale vantaggio avrebbe un mio cliente dall’abolizione del mio ordine. La libera concorrenza esiste già per noi e per altri professionisti dopo la cosiddetta Legge Bersani.
    Vi dirò di più che le tariffe sono solo indicative, ormai per poter progettare nel settore pubblico bisogna fare i ribassi. E siamo meno tutelati delle imprese poichè non esiste il ribasso anomalo. La conseguenza è che il progetto viene affidato non al “più bravo” ma al “più economico”.
    Questo per gli incarichi sotto soglia, perchè per quelli sopra soglia comunitaria, i più succulenti, bisogna avere curricula da paura con fatturati da capogiro. Così i vecchi professionisti sono sempre più ricchi ed i giovani (non figli di papà) il curriculum non se lo faranno più. Poi ci sono le società di ingegneria magari di proprietà del ricco di turno… e quella è un’altra storia.
    Nei lavori commissionati da privati non mi sono mai permesso di applicare i massimi tariffari. Il mercato locale aveva già determinato i prezzi, tutti più bassi dei minimi tariffari…….MA DI COSA STIAMO PARLANDO.
    Se poi pensate che un operaio edile con 20 anni di esperienza possa edificare un palazzo di 3 piani fate pure…

    Diverso discorso per notai e farmacisti, ma anche in questo caso non serve abolire gli ordini, basta ridurre (per i farmacisti) il rapporto tra numero dei cittadini e numero delle farmacie, mentre per i notai basta far diventare loro veramente liberi professionisti . Ti laurei, fai l’esame di stato….. E TI IMMETTI SUL MERCATO LIBERO, sia tu figlio di notaio o di impiegato del catasto….

    • 225 Medico 13 gennaio 2012 alle 16:09

      Ma allora, caro ingeniere proletario, cosa serve pagare l’iscrizione ad un Ordine? Con tre milioni e mezzo di professionisti che pagano 300 euro ad un ente inutile liberiamo 1.500.000.000 di euro di risorse/anno da destinare a qualcosa di meglio (senza considerare l’indotto). Tutti parlano di liberalizzare; ma bisognerà pur tagliare chi mangia risorse senza creare ricchezza!

      • 226 Elio 13 gennaio 2012 alle 16:42

        La gente che scrive senza leggere è pericolosa come la gente che parla senza ascoltare….molto pericolosa…meglio radiarla dagli ordini così non fanno danno alla società…MA ALLORA SERVONO PROPRIO QUESTI ORDINI ! CAVOLO SE SERVONO!!!!

  133. 227 ingegnereproletario 13 gennaio 2012 alle 12:11

    Scusate ho scritto “Se poi pensate che un operaio edile con 20 anni di esperienza possa edificare un palazzo di 3 piani fate pure…” avrei dovuto dire progettare un edificio ecc… :-)

  134. 228 Francesco 13 gennaio 2012 alle 16:33

    Affermazione delirante. 1) gli ingegneri iscritti all’albo sono 250.000 in tutta Italia; 2) non è vero che pagano 300 euro all’anno ma ogni o
    Ordine provinciale autodetermina la propria quota come gli pare e piace; 3) gli Ordini svolgono funzioni importanti quale l’aggiornamento professionale, la tutela del del decoro professionale, la lotta all’abusivismo ecc.
    A ben vedere quelli che chiedono l’abolizione degli Ordini non sanno di cosa parlano, o sono quegli iscritti (pochi per fortuna) talmente taccagni che non vogliono pagare 100 euro all’anno per l’iscrizione, che non sono interessati ad aggiornarsi (costa denaro e fatica) e che sono particolarmente ignoranti.

    • 229 Medico 14 gennaio 2012 alle 09:59

      Permettimi di dissentire:
      1. fino a nuovo ordine gli Ingenieri non sono gli unici che pagano l’iscrizione ad un Ordine. In Italia i numeri sono quelli citati
      2. Gli Ordini non trovano mai gli abusivi e denunciarli agli Ordini è del tutto inutile: non hanno potere di indagine e le loro sanzioni fanno un baffo a chi esercita abusivamente (non possono essere espulsi da un Ordine!) Esistono organi inquirenti e magistratura giudicante anche sull’abuso di professione. I doppioni creano solo confusione e inefficacia nelle azioni.
      3. L’aggiornamento professionale è un business che arricchisce molti e gli Ordini sono complici nel moltiplicare gli obblighi per poi assolverli, con altri soggetti che ne condividono i lucrosi interessi. Infatti nella manovra si parla di dividere la Formazione dagli Ordini. La stessa formazione per legge è un assurdo; arriviamo al paradosso di pediatri che fanno corsi di gerontologia per acquisire i crediti. Altre risorse sprecate. Chi non sa deve essere estromesso dal datore di lavoro, pubblico o privato, o dal mercato. La formazione è più trasparente senza Ordini.
      4. Gli Ordini sono provinciali e come tali formati da persone che quasi sempre si conoscono. Vigilano sul decoro dei nemici e chiudono gli occhi sul disdecoro degli amici. Oggi a me, domani a te.
      5. L’applicazione delle norme non è uniforme. Quindi possoino essere penalizzati gli iscritti ad un Ordine e facilitati quelli di un altro, per questioni identiche.
      6. lo stesso decoro è un termine ambiguo e di facile interpretazione soggettiva. Chi sbaglia nelle professioni, paga e basta. Per revocare l’autorizzazione ad esercitare un professione non serve un apparato ordinistico. Se un taxista guida ubriaco gli ritirano la licenza, anche senza ordine. Anzi, a ben guardare molto meglio che con l’Ordine.

  135. 230 aurelio 15 gennaio 2012 alle 13:17

    sono un agronomo,
    da 26 anni che pago la tassa al mio ordine professionale e mai ho ricevuto qualcosa in cambio come approfondimento della mia attività professionale o altro. A cosa serve la tangente che paghiamo?
    L’ordine si è mai interessato agli iscritti? mai

  136. 231 Adalberto 15 gennaio 2012 alle 15:25

    Le corporazioni servono a difenderci dai pesci grossi, se le aboliamo ci mangeranno in un sol boccone!!!! Da soli siamo solo dei poveri cristi… altro che libera concorrenza….se hai la capacità e la palle ce la farai comunque….Gli squali sono alle porte …altro che problemucci da quattro soldi…qui si rischia di finire nella miseria e di perdere pure la sicurezza della pensione….ci deprederanno di tutto se non saremo uniti.
    Così come per l’italia se non si cambierà rotta e ci si orienterà per una moneta sovrana insieme agli stati che ne vorranno far parte…..ora siamo in mano agli strozzini……ci dissangueranno di questo passo…..mentre noi ed altri stati ci sveniamo ……la germania e grossi istituti di credito guadagnano sui nostri interessi, ed a breve questo ci porterà alla rovina se non ne usciamo fuori

  137. 232 Vincenzo 16 gennaio 2012 alle 15:18

    Abolire gli ordini professionali non è una necessità.
    Di grande importanza è, invece, assicurare che gli esami
    per l’esercizio della professione siano:

    1) Trasparenti;
    2) Con criteri di valutazione comuni per tutti i candidati;
    3) Collegiali (molte volte è un solo membro della commissione a deciderne
    l’esito);
    4) Svolti secondo le regole dello Stato.

  138. 233 Mattia 16 gennaio 2012 alle 22:43

    Ciao! Vincenzo ricordati che i 4 punti da te citati sono solo utopia perchè siamo in Italia. In questi casi la cosa migliore è eliminare il problema alla radice cioè eliminando gli ordini professionali e tutto quello che ci stà intorno. Sarà poi il mercato a decidere e a selezionare i migliori generando così vantaggi per tutti. :)

  139. 234 Adalberto 17 gennaio 2012 alle 09:31

    Lasciando perdere i problemucci dei “ragazzini” che non hanno nemmeno la pazienza di leggere quanto scritto da tante persone di buon senso prima di loro (figuriamoci poi ad esercitare una libera professione!!!!…. in cui di cose da studiare ce ne sono tante per evitare di fare danno a se stessi ma soprattutto agli altri)……
    Il vero problema oggi è che siamo in balia delle borse e di chi è in grado di gestire grossi flussi di denaro per trarre guadagni facili, e questi “chi” spesso non sono certo dei buoni samaritani che credono nelle leggi casuali del “Dio Mercato” che regola le sorti dei migliori a scapito degli altri.
    Chi muove grossi flussi di denaro può manovrare le borse a propio piacimento e decidere le sorti di tutti gli altri…..creando facili guadagni.
    L’europa oggi è un gruppo eterogeneo in cui ciascuno pensa a sè o quasi……sono stati più lungimiranti gli inglesi che si sono astenuti alla partecipazione all’euro…..loro hanno capito prima di tutti noi che un simile sistema avrebbe creato fenomeni di cannibalismo economico tra partner europei così come sta avvenendo oggi…..se si potesse battere moneta senza indebitarsi staremmo molto meglio…..ma queste cose i grandi economisti che ci hanno traghettato verso questa catastrofe è mai possibile che non le abbiano comprese…come è possibile pure che non comprendano che è necessario introdurre dei meccanismi di controllo che limitino il potere delle borse sulla economia di un paese?????

  140. 235 catena 18 gennaio 2012 alle 16:30

    Sono molto d’accordo , sarà il mercato libero a premiare i più bravi a vantaggio della gente comune .

  141. 236 Lap 19 gennaio 2012 alle 08:47

    Non sono riuscito a leggere tutti i commenti. Sono troppi e troppo spesso riportano informazioni contrastanti (del tipo in Germania gli ordini non esistono/non esistono…), ma in generale il problema è che siamo caduti in una spirale di valutazioni fatte con la pancia più che con il cervello. Attenzione a non buttar via il bambino insieme con l’acqua sporca. Gli Ordini Professionali (maiuscolo) sono nati ed hanno la funzione di difendere i cittadini dagli abusi di chi, conoscendo la materia, potrebbe facilmente raggirarli. Non sono sindacati, non sono lobbies! Alla base delle iscrizioni agli ordini c’è il comportamento etico, non la parcella. L’accesso agli ordini è consentito non a tiramento di culo ma al soddisfacimento di requisiti oggettivi. Se poi si verificano storture e preferitismi a questo meccanismo il problema non sono gli ordini ma gli uomini che lavorano negli ordini. Provare a pensare se domani per un male anche lieve vi recaste da un medico che vi propone una cura che si rivela peggiore del male. se quel medico è abilitato alla professione c’è una assicurazione che paga, ma se non è abilitato è solo il danneggiato che paga.

    • 237 Professional Accountant 20 gennaio 2012 alle 16:58

      Ben detto Lap!
      Però… che bello sarebbe liberalizzare l’accesso agli Ordini professionali! Non dovremmo più “sbatterci” per tentare di superare un difficile esame di abilitazione (così come ho fatto io, per la cronaca “figlio di nessuno” e privo di “aiuti”, abilitato in una sessione dove meno del 30% degli iscritti ha superato l’esame). Se così fosse potrei affiancare all’attività contabile una profittevole attività di cardiochirurgo o magari di notaio, inizio subito! Sarà il libero mercato a garantirmi un futuro (probabilmente però non garantirà alcun futuro al mio potenziale paziente al quale potrei effettuare una sostituzione di una valvola aortica con una tronchese) e quello di miei potenziali colleghi (desiderosi di poter consigliare ai loro clienti operazioni di m&a con bare fiscali e compagnia bella… molti potrebbero finire “in mutande” tra sanzioni, tributi e balzelli vari… ma poco importa… è la legge della libera concorrenza… vince chi avrà più soldi per farsi la pubblicità più bella…).

    • 238 Casimiro Mondino 20 gennaio 2012 alle 17:41

      Sul piano meramente teorico hai ragione, sul piano pratico…
      Quante sono le condanne per violazione della deontologia professionale dell’ordine degli avvocati? Non si sa ne si sa quanti sono gli esposti. Quante le violazioni per i giornalisti i notiai gli architetti? Personalmente ho fatto molteplici esperienze in cui professionisti di albi protetti hanno compiuto azioni che, senza l’albo si sarebbero risolte in una causa civile certa e probabilmente anche penale. In realtà gli albi in italia sono solo orientati a difendere i privilegi degli iscritti senza nessuna reale azione qualitativa. Io ritengo che gli albi vadano mantenuti ed anzi estesi ma con un tribunale specifico che operi con estrema urgenza, un tribunale a cui il cittadino si possa rivolgere gratuitamente, con obbligo di traslazione della sede giudicante (se il fatto avviene a Roma dovrà essere giudicato in altra sede da scegliere a caso) e con esecutività immediata della sentenza non escludendo il trasferimento alla giustizia civile e o penale della pratica se necessario. Allora sì che gli ordini iniziano ad avere un senso. E poichè sono protetti devono stabilire le tariffe in accordo con lo stato ed i cittadini (associazioni di consumatori o sindacati di consumatori) per dare ancora più senso alla questione. Inoltre vanno estesi a qualunque attività intellettuale altrimenti un notaio che applica leggi ha protezioni certe ed un designer che lavora nell’incertezza con anni di anticipo no. Quindi equità tra lavoratori, tutte le attività che hanno connotazioni intelletuali devono essere organizzate in ordine.

  142. 239 Luca Mangia 19 gennaio 2012 alle 08:58

    io mi chiedo una cosa, ma se siete convinti di saper fare il vostro lavoro,quale problema dovrebbe causarvi l’abolizione degli ordini!? interessante il concetto di assicurazione perché elimina e ridimensiona il problema dell’affidarsi ad un soggetto meno esperto,e limita l’elemento di copertura degli errori/imbrogli ottenibili con l’elemento
    “conoscenza”,commercialisti a cena continuamente con marescialli della guardia di finanza (non sarà una situazione generalizzata),e quando ne scrivo ce ne ho ben in mente diversi…

  143. 240 Luca Mangia 19 gennaio 2012 alle 09:34

    comunque penso che tanti commercialisti,avvocati,ingengneri,farmacisti e notai…pensino che l’abolizione degli ordini o magari l’introduzione blande barriere, siano uno svantaggio per i cittadini,consumatori che non verrebbero tutelati adeguatamente…ed abbiano a cuore la funzionalità del sistema :-)

  144. 241 Luca Mangia 19 gennaio 2012 alle 09:37

    un ultima cosa la scrivo a chi si lamenta già dei troppi professionisti presenti in italia,dico che con l’abolizione all’inizio si avrebbe un aumento ulteriore,per poi esserci una diminuzione e regolarizzazione,non essendo più l’ordine stesso uno strumento di difesa sul mercato…

  145. 242 alfredo chegai 19 gennaio 2012 alle 13:19

    Salve, volevo citare un altro ordine che non viene mensionato nell’elenco: Albo Agenti Immobiliari! Già in passato si è tentato di abolirlo ma senza risultato. Altro paradosso è quello dell’esme presso le CCIAA per accedere all’albo. L’esempio paradossale è quello dell’ultimo esame tenutosi presso la CCIAA di Napoli. Diversi sono stati i giovani, (non è il mio caso in quanto non interessato direttamente), che non hanno superato la prova scritta. Vi invito ad informarvi se tra le domande dei quiz a risposta multipla ve ne era qualcuna pertinente all’attività di agente immobiliare( Diritto di proprità, estimo, contrattualistica etc), niente di tutto questo. Allora questi giovani vogliamo aiutarli ad entrare nel mondo del lavoro oppure no? Credo che, specialmente in questa fase, andrebbero aiutati! In ogni caso vi ringrazio per l’attenzione.
    A.C.

  146. 243 david 19 gennaio 2012 alle 19:10

    Leggo indiscrezioni sul web secondo le quali la montagna sig. Monti avrebbe partorito il classico topolino: la grande liberalizzazione e rivoluzione degli ordini professionali sarebbe l’abolizione delle tariffe e l’assicurazione obbligatoria. Tutto qua? Alla faccia delle liberalizzazioni. Italiani popolo di illusi. Il magna magna continua………..

  147. 244 ws 20 gennaio 2012 alle 17:45

    Per quanto ne so, solo al CNI sono pagati. I consiglieri degli ordini probabilmente hanno solo un gettone di presenza. Non mi sembra molto. Aboliamo pure le tariffe e facciamo sconti del 90% sulla sicurezza in cantiere. Così per 1000 euro (meno di quanto prende il muratore) siamo responsabili della sua salute (sperando di non prendere anche una sanzione) e se si fa male paghiamo con i nostri soldi. Per caso non esisteva una legge che impediva di assoggettare i costi di sicurezza al ribasso?… Ah, dimenticavo che vale solo per le imprese. Non per i professionisti!
    Aggiungiamo la responsabilità in solido, aggiungiamo che tutti fanno tutto! Agronomi che progettano palazzine, geometri che progettano palazzi, geologi che progettano strutture in c.a.. LIBERALIZZIAMO LE PROFESSIONI. EVVIVA.
    Poi andiamo dai sindacati. Ovviamente loro non sono lobby. Chissà come mai sono sempre a colloquio con qualche politico.
    A proposito, chi dice che solo in Italia esisitono gli Ordini, provi ad andare in Inghilterra a vedere se può accedere a qualche circolo, senza tessera di qualche associazione.

  148. 245 Adalberto 21 gennaio 2012 alle 10:13

    Esprimo il mio apprezzamento alla serietà ed al buon senso del nostro governo sull’ eqilibrio e la dialettica con cui sta avanzando la riforma delle liberalizzazioni…..ma l’apporto che esse potranno dare al paese sarà molto limitato se non si affrontano questioni più basilari come lo snellimento dell’azione della giustizia soprattutto nel recupero crediti privato (non bisognerebbe dover spendere altri soldi per recuperare delle passività e soprattutto attendere tempi lunghissimi)……o una più attenta politica estera (fino ad oggi troppo blanda )…..le vere riforme devono inziare lì…….le guerre nel nostro secolo si fanno con la finanza…e noi sembriamo ancora troppo sprovveduti e poco scaltri in questo campo….
    Gli oligopoli dei signori del petrolio sono stati di volta in volta ripristinati a scapito della collettività che ha impiegato denaro e vite umane per combattere delle guerre “vinte in realtà da altri”……perchè nel buon senso una “nuova strada” verso l’approvvigionamento dovrebbe significare abbattimento dei costi…..ed invece accade puntualmente il contrario…..forse c’è qualcosa che non và?
    Il prezzo del petrolio in questi anni è aumentato in modo esponenziale.
    Inoltre per non parlere di altre fonti di energia come metano che proviene dalla Russia che pare che ci costi il 20% in più della Germania……..Perchè????? Chi si avvantaggia di questi errori di contrattazione?….E’ loro che bisognerebbe contrastare per il bene comune….non i soliti piccoli cittadini chiamati a fare sacrifici e privazioni

  149. 246 Professionista 23 gennaio 2012 alle 12:31

    Come già qualcuno scriveva tempo fa, con mio sommo piacere nei riguardi di chi predicava liberalizzazioni selvagge “per il mercato e l’interesse del consumatore”, rilevo un dato: la Marcegaglia (quindi confindustria) ed insieme a lei le COOP, apprezzano la manovra sulle liberalizzazioni e gli ordini professionali.
    Ora, qualsiasi persona con un minimo di intelligenza, facendo 2+2, dovrà ammettere: se confindustria che è la più potente e ricca lobby italiana, è contenta, allora tutto il resto degli italiani, in quanto singoli cittadini-consumatori, dovrebbe tremare.
    L’attacco agli ordini (che sono ORGANI PUBBLICI DI MAGISTRATURA INTERNA), che non passa per una riforma in senso modernizzatore, ma va chiaramente verso un’indebilimento, ha solo uno scopo che tranne per gli stupidi e gli ignoranti, è palese: accrescere il potere delle lobby imprenditoriali (quindi capitali e imprese) a scapito degli altri organi di “controllo” della qualità delle prestazioni: gli ordini.
    Conq ueste liberalizzazioni, cade completamente qualsiasi discorso a favore del cittadino. Un singolo cittadino consumatore, non potrà avere ALCUN vantaggio perchè si troverà di fronte non più il singolo avvocato o studio professionale associato, ma IMPRESE, SOCIETA’ DI CAPITALE che presto monopolizzeranno il mercato esattamente come è stato fatto già, in Italia, in tutti i settori FINTO-liberalizzati.
    Gli Ordini, ma dal di fuori è difficile capirlo, vanno SI’ riformati.
    Ma questa manovra è semplicemente il “progetto confindustria-coop” per mettere finalmente le mani nei lucrosi mercati (oggi naturalmente suddivisi tra centinania di migliaia di professionisti) con loro società costituite ad hoc.
    Per intenderci, visto che a leggere, evidentemente la maggior parte delle persone che ha scritto inprecedenza non ha alcuna “idea” del mercato reale, ma parla o per interesse personale (ottenere l’abilitazione senza più esame di stato) o altra roba simile.
    Oggi, per legge, e così è in tutta Europa, un ingegnere o architetto, che effettua una prestazione professionale “intellettuale” che ha valenza di pubblico interesse (per questo sottoposti ad ordini professionali come medici e farmacisti…), NON PUO’ avere alcun interesse diretto nella realizzazione.
    Cioè, per legge, PROGETTISTA e IMPRESA di costruzione DEVONO essere soggetti tra loro separati.
    Pensate cosa significa e cosa significherebbe, nel mercato delle costruzioni, per confindustria (che raggruppa alcune potentissime imprese di costruzioni) e coop, che allo stesso modo raggroppa molte grosse imprese di costruzione.
    Soprattutto queste due enormi lobbies, che sono le più potenti in italia, da sempre VORREBBERO la liberalizzazione delle professioni tecniche.
    Perchè per loro significherebbe poter (ad esempio, per essere pratici) gestire TUTTO IL PROCESSO in AUTONOMIA, senza alcun controllo terzo esterno all’impresa stessa.
    Pensate cosa significa per un appalto pubblico.
    Oggi una impresa che effettua la realizzazione di 20 chilometri di autostrada, o ad esempio costruisce lo stadio della Juve (con acciaio scadente fornito dalla marcegaglia, non conforme al progetto strutturale), o costruisce la Maddalena per il G8 in Sardegna (almeno 350 milioni di euro, oggi costosissima struttura pubblica stralusso, pagata da tutti noi, presa in affitto proprio da società della marcegaglia…), ha a che fare con PROGETTISTI e DIRETTORI dei lavori, e infine dei COLLAUDATORI, che sono per legge TERZI rispetto all’impresa.
    Perchè? per garantire la conformità delle opere ai progetti, la qualità della progettazione e della realizzazione, per la PUBBLICA SICUREZZA e il PUBBLICO INTERESSE.
    Da domani, una grande impresa di costruzione, potrà creare una società di capitale dedita alla progettazione, ed esserne IL SOCIO DI CAPITALE DI MAGGIORANZA, quindi CONTROLLARLA.
    Oggi NESSUNO, giustamente, puù essere “sopra” un tecnico progettista o direttore lavori o collaudatore: lui giustamente, assumendosi la responsabilità, non risponde a nessuno salvo che alle leggi dello stato.
    Domani, con queste liberalizzazioni presunte che non lo sono affatto, se socio di minoranza di una socistà di capitale, il professionista di fatto sarà soggiogato al “padrone” della società di capitale.
    Significherebbe rompere, in un paese come l’Italia, dove l’illegalità è diffusa a livelli africani (qualsiasi statistica internazionale lo dimostra), una sorta di “equilibrio” e contrappesi di controllo rispetto alle imprese.
    L’impresa diventerebbe dominus incontrastata su tutto il processo.
    Non è così in NESSUN PAESE AL MONDO.
    Non siete, un minimo, preoccupati?

  150. 247 sandro 24 gennaio 2012 alle 13:36

    tendenzialmente d’accordo.
    sono geometra e mi sono iscritto quest’anno all’albo!
    in linea di massima sono d’accordo, ma nel testo principale ci sono inesattezze che mettono i brividi!!!!
    90 % di quelli che fanno l’esame di stato lo passano……ma che dato è??preso da dove?quale fonte???per quanto riguarda la professione del geometra nell’ultima sessione degli esami gli abilitati sono stati il 35%!!!!!ingegneri: 48%; avvocati 61%!!!!i discorsi da bar, da voci di corridoio, fanno cadere la serietà dell’autore e in parte, del discorso!
    l’idea di sapere che un ragazzo, completati i 5 anni di istituto tecnico, possa fare tranquillamente la libera professione mi mette i brividi!!!solo il 12 % dei diplomati faranno, a distanza di 2 anni, l’esame di stato!!aboliamo le tariffe e viva la libera concorrenza!!ma attenzione a non straparlare!gli albi servono da controllo sulla qualità del lavoro!!liberalizzare alla cieca non è utile per nessuno!!nel nord europa la liberalizzazione delle farmacie ha già avuto luogo!risultato: tantissime farmacie sprovviste di farmaci!a cosa serve?siamo sicuri che hai consumatori costerebbero meno?le case farmaceutiche producono in base al fabbisogno, non in base alle farmacie aperte!!liberalizziamo le ferrovie, d’accordo!!non so quanti di noi hanno le possibilità di aprire un’impresa del genere, quindi, il montezemolo della situazione va in cina, produce treni e ce li porta in italia!!a cosa serve?il servizio costerebbe pressochè uguale, nessun posto di lavoro in più dato che la produzione avverrà in cina e l’unico che ci guadagnerà da questa faccenda è montezemolo o chi per lui!
    quello che stiamo facendo con gas, luce, acqua era già stato fatto con la benzina….è sotto gli occhi di tutti il risultato!!!!!
    il problema è FARE ASSOLUTAMENTE QUESTE LIBERALIZZAZIONI, ma sotto la guida ed il controllo attento dello stato!!non vorrei placare l’entusiasmo ma la strada mi sembra ancora molto lunga!
    non abbiamo un sistema politico e di controllo maturo!!

    • 248 Professionista 16 febbraio 2012 alle 10:11

      Sandro, però non esageriamo al contrario con l’ode agli Ordini.
      Non possiamo mettere sullo stesso piano le professioni tecniche (architetti, ingegneri e poi i diplomati, geom e periti).
      Una cosa sono queste ultime, per cui, è palesemente in malafede chi sostiene che sono profesisoni “chiuse”. Sono i numeri a smentire la fandonia assoluta: in Italia (cioè nella SOLA ITALIA) ci sono numeri ASSURDI di professionisti. In esplosione negli ultimi 10 anni (post-riforma).
      Una cifra vicina alla metà di TUTTI i professionisti europei, è presente in Italia. Questo significa solo una cosa chiarissima: in Italia non c’è ALCUNA selezione o barriera all’ingresso.
      Il grosso, almeno l’80% dei profesisonisti italiani, all’estero non sarebbe MAI arrivata ad esercitare. Punto.
      Detto questo, tutt’altra cosa sono le profesisoni “tutelate”, quelle cosiddette a “numero chiuso”. Notai e farmacisti in primis.
      Questa è una porcheria medioevale. Ma avete sentito la presidente nazionale dei farmacisti in TV? Si è arrampicata sugli specchi dall’inizio alla fine.
      Dava giustificazioni IMPROPONIBILI al fatto che il suo ordine permettesse di fatto il passaggio della professione di padre in figlio.
      Questi devono essere stroncati. Ma non sono le 5000 farmacie (ora aumentano il numero e sapete cosa succede? che gli stessi titolari di ofggi, apriranno succursali in cui metteranno a lavorare loro PARI GRADO che non avranno mai la possibilità di far loro concorrenza!!!).E che non lo sappiamo che il figlio del notaio, ha tutti gli aiuti possibili e immaginabili a passare l’esame, mentre gli altri sono quasi certamente fottuti in partenza?
      Queste cose vanno scardinate.
      Hanno dato in pasto all’opinione pubblica architetti e ingegneri che si sbranano da anni sul mercato della concorrenza apertissima, e non toccano le uniche professioni che sono veramente illogicamente protette.
      Tutto ciò va scardinato. Ma gli italiani si sa sono un popolo che tende all’idiozia, forte di una ignoranza endemicha che ormai attanaglia anche i laureati.
      Dammi l’esame di stato facile, o meglio ancora, fammi iscrivere ad un Ordine pure se sono un somaro patentato non in grado di fare due calcoletti volumetrici banali e schizzare un quartiere all’esame di stato, e poi che tutto rimanga pure com’è.
      Quanti conosciamo che hanno sbraitato contro l’esame di stato (essendo somari e non passandolo manco ad Aversa…) e appena abilitati sono diventati i più strenui difensori della meritocrazia, degli Ordini e dell’istituzione dei numeri chiusi (anche nelle professioni tecniche dove tutto è libero) per tagliar fuori la concorrenza…
      Finiamola. Gli Ordini ci sono in tutti i paesi civili. E dove non ci sono ordini, (USA, GB, e pochi altri paesi) ci sono associazioni con funzioni identiche agli Ordini, ma MOLTO PIU’ INCAZZATE ED ESIGENTI RISPETTO ALLA QUALITA’ DELLE PRESTAZIONI DEGLI ISCRITTI, DEI NOSTRI ORDINI.
      Molti di coloro che scrivono qui, in tutta evidenza, non hanno la minima idea di ciò che succede fuori dall’Italia. Ne parlano senza cognizione di causa. Chi conosce un pò il mondo perchè ha lavorato all’estero e ci va spesso per lavoro, sa che in Itali asi raccontano un sacco di cavolate.
      E qui particolarmente tante.
      Ai ragazzini che pretendono il timbro, consiglio di lavorare 5-6 anni all’estero prima di tornare. E si renderebbero conto che dare licenza di progettare a questa massa informe di somari-impreparati che esce oggi dalle università italiane, sta uccidendo completamente le professioni tecniche. Per gli avvocati è la stessa cosa, naturalmente.

  151. 249 Antonello - avvocato povero 26 gennaio 2012 alle 20:08

    Giustissimo quello che dici Sandro.

    In realtà sta tutto lì. Comprendere che chi spaccia queste “pseudo-liberalizzazioni” per la panacea dei mali dell’economia italiana è in malafede o ingenuo.

    Queste finte liberalizzazioni avvantaggiano solo il grande capitale, che potrà papparsi altri mercati lucrando a danno dei professionisti ma anche dei consumatori.

    La favoletta del mercato che premierà chi è più bravo è appunto una favoletta. Se non lo premia oggi che un minimo di controlli ci sono, come potrebbe il mercato premiare il più bravo con la totale abolizione dei controlli? Il mercato premierà solo i più furbi e i più spregiudicati. I millantatori a scapito degli onesti e bravi professionisti. Ma siamo in Italia, forse è proprio così che deve andare…

  152. 250 Adalberto 28 gennaio 2012 alle 18:14

    Condivido pienamente quanto scritto da Sandro e Antonello…..in Italia purtroppo il marcio è costituito da tanti grossi furbi le cui mosse è possibile capire solo guardando lontano…chi ha la vista corta comprenderà i problemi solo quando ormai sarà avvenuto il disastro totale.
    Stanno tentando di raschiare nel barile….le professioni, i servizi e tutto ciò che continua ancora ad avere un futuro in un paese in affanno altro che impulso all’economia!!!!! Anche se sono convinto della onestà morale ed intellettuale del presidente Monti…..agisce in buona fede sotto pressioni esterne.
    Bisognerebbe far pagare poco le fonti di energia a chi lavora a chi produce,
    il gasolio dovrebbe costare molto meno della benzina così come si faceva un tempo…….ma forse le leggi non sono fatte per il popolo ma per i petrolieri, per chi produce e commercializza veicoli……
    I pannelli solari potrebbero semplicemente costare molto meno (perchè costano poco alla fonte) così non ci sarebbe la necessità di dare incentivi per installarli (quanti soldi verrebbero risparmiati dai privati e dallo stato)
    L’altro giorno ho visto un filmato di un giapponese che mostra il funzionamento di una macchinetta che trasforma i rifiuti plastici in gasolio e benzina e mi sono ricordato di aver visto forse 25 anni fa un servizio alla rai di un italiano che faceva altrettanto….ma dove sarà finito…..chi lo ha messo a tacere???? ma come in un epoca in cui si parla tanto di riciclo e rispetto dell’ambiente lo stato non utilizza nelle sue numerosissime discariche una simile invenzione???????
    Quanti soldi verrebbero risparmiati!!!! Ma invece succederà che si ricompereranno il brevetto e diranno che era una bufala così come avranno fatto 25 anni fa!!!!
    Non cè nulla da fare il Petrolio con tutta la sua filiera vince sempre…….ci sono montagne di soldi dietro…..ed il denaro si sa corrompe, fa vincere le elezioni, fa vincere le guerre, fa comprare i brevetti da mettere in cantina…………….che Dio ci aiuti e metta sulla nostra strada delle persone illuminate che facciano realmente l’interesse del Paese o sarà la fine!!!!

  153. 251 Chris 28 gennaio 2012 alle 19:10

    Signori Professionisti è inutile che ci prendiamo in giro, l’albo serve ai pochi e non ai molti. Io sono laureato in Scienze Geologiche presso l’Università D’Annunzio e per la prima volta in aula ho visto 30 persone all’inizio della prima prova e 4 ammessi all’ultima prova!!!Siamo sicuri che c’è meritocrazia nel giudizio? O forse è che gli Ordini non vogliono più iscritti. Un altro punto a cui vorrei farvi riflettere è il fatto che i docenti universitari possono iscriversi all’albo ,da quello che so io ,senza aver sostenuto l’esame di abilitazione , mentre un’altra cosa che non trovo affatto giusta è che altri professionisti vengano a giudicare un loro potenziale concorrente…secondo voi non si crea un certo conflitto di interessi? Basta!!! Siamo nel 2012 è ora di sfondare questo muro che crea esclusivamente disparità fra i Giovani ed i Vecchi professionisti attaccati alla loro poltrona. In questo modo l’italia non crescerà mai, non ci sarà mai innovazione e non ci sarà mai un ricambio generazionale. Non dimentichiamoci inoltre che l’albo fu introdotto nel Fascismo!!!!! Allora,dové la democrazia?

  154. 252 Giulio P. 30 gennaio 2012 alle 12:47

    Sono d’accordo con te. Basta Ordini professionali che difendono solo gli interessi dei propri iscritti con regolare titolo di studio. Lottiamo anche per abolire il valore legale del titolo di studio. Io so fare benissimo il lavoro dell’infermiere anche se ho il diploma di ragioniere, perché non dovrei farlo? Liberalizziamo le professioni al 100% !!!!!!!

    • 253 Un elemento di sussitenza 5 febbraio 2012 alle 01:53

      Ora non esageriamo! Un minimo di preparazione teorica e pratica, impartita e certificata dallo stato, dall’autorita’ costituita, ci vuole. Lo dico da infermiere che non si monta la testa e che non fa della retorica professionale, perche’, al contrario di tanti miei colleghi (piu’ che altro colleghe), che sostengono che fare l’infermiere e’ importante e difficile come fare il medico, io sono consapevole che quello dell’infermiere e’ un mestiere e non una professione, alla quale, quest’ultima, corrisponde una scienza.
      E’ come sostenere che esiste la scienza dell’idraulico (quello che aggiusta i rubineti), piuttosto che quella del falegname o dell’elettricista, carrozziere o meccanico!………Esiste l’ngegneria idraulica, l’ingegneria elettronica, motoristica, delle quali le maestraenze inferiori fanno parte, ma con competenze, conoscenze e responsabilita’ ben piu’ ridotte.
      Ho sentito dire da alcune mie colleghe che loro “da quando erano nate” volevano fare l’infermiere………….ehehehe……….ma, sei “vuoi fare l’nfermiera da quando sei nata”, non fai l’infermiera! Fai il medico!…o al meno ci provi. Poi che le maestranze “inferiori” siano, in assoluto, altrettanto importanti di quelle piu’ teoriche e intellettualizzate, e’ ovvio. Esse sono un elemento di sussistenza dell’attivita’ teorica, quando si fa pratica: non si costruirebbe nessun grattacielo, se solo i piu’ grandi e bravi archittetti lo progettassero, ma non ci fossero muratori, capi mastri gruisti, camionisti e tutti coloro sono necessari per una tale impresa. Lo stesso dicasi per un ospedale, il quale non puo’ essere gestito solo da luminari della medicina. Mi sembra di dire anche delle cose banali. Insomma, un infermiere, nel suo status, non puo’ fare il medico, ma un medico con un minimo di pratica puo’ fare l’nfermiere. Mi sembra un pratico e empirico ragionamento.
      Giulio P.,se vuoi fare l’infermiere pigliati il diploma, laura breve, o quella che e’. Ti conviene anche a te, ma, soprattutto, conviene alla societa’, altrimenti tutti potrebbero improvisarsi scienziati, anche di bassa lega, o addirittura geni. Quando cio’ non e’ possibile, perche’ nessuno, per quanto dotato, puo’ fare a meno degli altri, della societa’ e della cultura in cui vive, dell’esperienza pratica e teorica che ha accumulato e catalogato nel corso della storia. Eistein non sarebbe stato Eistein se non si fosse laurato in fisica nucleare.

      • 254 Un elemento di sussitenza 5 febbraio 2012 alle 01:58

        ………………..per quanto riguarda gli ordini professionali!?!!!……………. CHE VADANO TUTTI A FARE UN CULO!!!!!

  155. 255 catena 1 febbraio 2012 alle 16:43

    benissimo , viva la liberalizzazione . abbasso le caste e i baroni.

  156. 256 Abbiatescosso 1 febbraio 2012 alle 17:28

    Viva i somari e abbasso i secchioni!!!!!!!
    Con le riforme della scuola del c..o ecco cosa avete prodotto!!!!!
    Ora dategli a mangiare voi………INCOMPETENTI

  157. 257 Culon*Inchiav* 2 febbraio 2012 alle 16:17

    Sono totalmente d’accordo con Medico, gli ordini potrebbero essere utili se facessero realmente gli interessi degli iscritti, purtoppo temo che la maggior parte degli ordini non tutelino la totalità degli iscritti, ma tutelino solo una minoranza, ovviamente la più influente, spesso e volentieri a discapito degli altri iscritti, magari più giovani.
    Per quel che riguarda l’esame di stato varia molto, mi risulta che per medici e farmacisti sia una baggianata, mentre per architetti ed avvocati sia molto difficile.
    Sono invece assolutamente favorevole all’abolizione degli enti previdenziali di categoria, un esempio su tutti: andate a leggere le notizie sul buco di bilancio di quello dei medici (ENPAM)

    • 258 Francesco 3 febbraio 2012 alle 11:59

      Culon*Inchiav*, io l’esame di stato non solo lo manterrei, ma lo farei ripetere a tutti i professionisti almeno ogni 5 anni. Chi si deve occupare della mia salute (o della mia libertà personale, o dei miei soldi) deve essere obbligato ad aggiornarsi per poter continuare a lavorare. Capita che ci siano medici che regrediscono intellettualmente o che dopo la laurea non aprono più un libro; un esame di stato fatto bene può servire a levargli la licenza di uccidere…

  158. 259 raffaele 2 febbraio 2012 alle 16:32

    Ho già scritto qualcosa in merito agli enti previdenziali e qualche coglione mi dato dell’ignorante. Probabilmente faceva parte di Inarcassa che ruba i soldi agli iscritti obbligatori. Vi prego di andare a vedere il patrimonio immobiliare spaventoso di questi merdosi, non c’è altra terminologia per classificarli.
    Mi chiedo solo una cosa:
    che differenza c’è tra la camorra o la mafia e gli ordini professionali e/o gli enti previdenziali?

  159. 260 Francesco 3 febbraio 2012 alle 11:50

    Raffaele sei VERAMENTE un asino! Il patrimonio immobiliare dell’ENPAM, per farti un esempio, è realizzato con i contributi previdenziali versati ogni anno da ogni singolo medico, non certo con i tuoi soldi. Quindi non entrare nel merito di come gli altri gestiscono i LORO soldi per assicurarsi una pensione. E’ come se qualcuno entrasse nel merito di come tu investi i tuoi risparmi! ma che deve fregarne agli altri? Se risparmi il necessario e investi bene sei un ladro o un camorrista? Forse non hai ancora capito che tutto questo interesse ad abolire gli ordini è finalizzato esclusivamente a fottersi le loro casse previdenziali, che essendo ben gestite sono quasi tutte in attivo.

    • 261 raffaele 3 febbraio 2012 alle 13:08

      Grazie per l’asino ma l’epiteto credo sia rivolto a te stesso che ancora non hai capito come funziona!!
      Credi veramente che tutti i contributi che hai versato ( se li hai versati) ti verranno restituiti con i dovuti interessi?
      Credi veramente che questi ” RICOTTARI” INVESTANO I TUOI SOLDI PER TE? MA SEI PROPRIO UN POLLO!!!
      Visto che sei OTTUSO adesso ti chiedo di fare un “calcolo del salumiere” quale sei: prova a scrivere su un foglio di carta quanti soldi hai versato di contributi fino ad oggi e quanti altri in media ne verserai e immagina di investirli in titoli di stato e vedi cosa ne potrebbe uscire per te in vecchiaia.
      Ora fai il confronto con quanto ti darà indietro il tuo Ente previdenziale del CAZZO con la pensioncina da miserabile con tutte le trattenute che ti fanno per questo e per quello.
      Per favore, fai questo conteggio e poi vedrai chi è ASINO.
      Vedrai che quel delta (che paghiamo noi professionisti) consente ai vari Enti previdenziali di pagare stipendi da favola ai dirigenti inutili, ai consiglieri di amministrazione, ai revisori contabili, alle segretarie spocchiose, auto di lusso con autisti, viaggi di lavoro inutili, sponsorizzazioni fasulle, cellulari e altri privilegi da casta che non sono qui ad elencarti.
      Se hai bisogno di investire i tuoi soldi e non sei in grado di farlo da solo, non è certo l’Enpam il tuo miglior consulente finanziario; SVEGLIATI !!
      Basta rubare. Ma li leggi i giornali?? I soldi dei partiti ( Margherita) presi dai contribuenti sono finiti nella casse personali di tre o quattro di loro!!
      Credi che con gli Enti o con gli Ordini sia diverso?
      Gran parte dell’Europa civile è totalmente priva di questi retaggi mussoliniani.
      Per quanto attiene alle casse “attive” degli Enti ritengo sia corretto restituire la cassa ai propri contribuenti in maniera proporzionale ai precedenti versamenti fatti, non certamente a me o qualcun’altro.
      Se intendi rispondermi per favore allegami il conteggio che ti ho suggerito di fare. Grazie

  160. 262 Francesco 3 febbraio 2012 alle 22:33

    OK ignorantone. Fondo generale ENPAM quota A: dopo il compimento dei 40 anni si pagano circa 1.320,00 euro l’anno, che supponendo di lavorare sino ai 65 anni comportano versamenti per 33.000,00 euro.
    Naturalmente in parte me li detraggo dal reddito (almeno il 35%) per cui di tasca ne verso 21.450,00. Dai 65 anni non verso più ma percepisco una pensione di circa 3.500,00 euro lordi l’anno, che moltiplicati per almeno 15 anni mi danno la somma di 52.500 lordi, ossia circa 34.000 netti. Quindi non ho perso una lira ma ho guadagnato! Con i soldi i questo fondo inoltre si contribuisce a pagare le maternità, le invalidità temporanee, le invalidità totali e permanenti e le prestazioni assistenziali. Quindi prima di parlare informati, SCEMOOOOOOOOOOOO!!!!!

    • 263 fabrizio 8 febbraio 2012 alle 19:55

      Se ti chiedessero o meglio obbligassero a versare contributi in un fondo per tutte le categorie del lavoro (ora nell’inps)e in più all’enpam, cosa penseresti? Perchè la cosa non vale anche per i liberi professionisti enpam?. I medici ospedalieri pubblici dipendenti , pilastro del ssn, che non fanno libera professione intramenia sono tra quelli e infatti versano obbligatoriamente contributi all’inps e all’enpam quota A per il nulla. Il conto che fai tu non fà una piega, ma è solo ragioneria, null’altro e non giustifica l’obbligo contributivo, ma con l’iscrizione all’ordine lo diventa. Se volete pensioni migliori e tutta l’assistenza che dici, perchè non vi aumentate l’aliquota contributiva e lasciate perdere i medici ospedalieri?.La solidarietà è una bella cosa, ma vale se a 360 gradi e non per mantenere vantaggi da una sola parte. A parità di contributi versati la vostra è una pensione doppia degli ospedalieri grazie ai milioni di euro versati al fondo A. Se invece pensate che sia dovuta al miglior investimento enpam, ebbene continuate a farlo ma non rompete più coglioni con l’iscrizione all’ordine.

  161. 264 Francesco 3 febbraio 2012 alle 22:38

    A proposito Raffaele … sappi che l’ENPAM, dai fondi speciali, paga pensioni anche di 5-6000 euro NETTI al mese, alla faccia delle pensioncine miserabili di cui parli a cazzo senza sapere niente.

  162. 265 Luigi 4 febbraio 2012 alle 17:35

    Signori, nei vostri commenti sono espressi degli aspetti tecnici che rendono bene l’idea di quello che succede negli ordini professionali. Io però penso che l’aspetto sia di portata molto più ampia e cioè che si tratta di sopraffazione pura di alcune persone (gli ordini) nei confronti di altre persone. Lo Stato dovrebbe stabilire le regole per l’esercizio di una determinata professione e tutti i professionisti con i requisiti richiesti dalla legge dovrebbero poter esercitare la professione per cui hanno studiato.
    Obbligatorietà dell’iscrizione!!! Ma dico io con quale autorità alcune persone mi possono costringere a fare determinate cose a pagare delle somme di denaro per non avere nulla! In nome di cosa possono permettersi tutto ciò? Io non ho una risposta valida a tutto ciò ma sono al corrente solo di una cosa che il sistema come è adesso mi toglie la LIBERTA’ e questo lo Stato non lo dovrebbe permettere perché tante persone si sono battute per avere la LIBERTA’. Abbiamo il nostro caro articolo tre della costituzione che ci garantisce l’equità tra i cittadini dello Stato, ma dov’è l’equità se un ordine mi può impedire di aprire una farmacia impedendomi di vivere dignitosamente dopo anni di sacrifici e di studio! Perché è questo l’aspetto più rilevante di tutto il sistema, consentire ad alcuni di guadagnare tanto e ad altri di elemosinare. VOGLIO ESSERE LIBERO DI FARE DI CREARE QUALCOSA DI CRESCERE IN QUESTO PAESE E DI METTERE LA MIA PROFESSIONALITA’ A DISPOSIZIONE DI TUTTI. Ma il mio stato mi lega le mani con gli ordini, con i raccomandati, con i politici ladri, e con tutto ciò che distorce il sistema.
    Siamo scesi in piazza con il movimento degli indignati, ben venga, ma cosa abbiamo ottenuto! Forse si dovrebbe cambiare rotta e iniziare a scendere in piazza per delle cose concrete e che fanno parte della vita di tutti i giorni e chiedere punto per punto quello che vogliamo.
    Non aboliscono gli ordini professionali, scendiamo in piazza finché non avviene la completa abolizione.
    Non aboliscono i vitalizi, scendiamo i piazza finché non aboliscono i vitalizi.
    Scendiamo in piazza contro i costi assurdi della politica! Perché un consigliere deve avere il rimborso dello stipendio che prendeva prima di essere eletto magari era il dirigente di una grande azienda (solo sulla carta, come sempre avviene) e noi cittadini gli dobbiamo pagare tutti quei soldi!! (gli stipendi dei politici tutti dovrebbe essere stabilito per legge e deve essere solo quello senza altri rimborsi) Chi ce lo ha chiamato a mettersi in politica poteva benissimo continuare a fare quello che faceva e lasciare qualcun altro a fare politica che magari lo fa con passione.
    Quindi gli ordini commettono un reato molto grave limitano la libertà di ogni cittadino è gravissimo!!!
    LO STATO MI DEVE GARANTIRE PARI OPPORTUNITA’ NON SOPPRIMERMI A FAVORE DI ALTRI!!!

  163. 266 Culon*Inchiav* 4 febbraio 2012 alle 18:53

    Francesco e Raffaele non serve insultarsi, il problema non è se si guadagna con i contributi, ma se si guadagna abbastanza: i risultati ottenuti da questi enti sono solitamente abbastanza mediocri, ovviamente non posso conoscere caso per caso. per quel che riguarda gli stipendi, le auto, i viaggi, ecc…, bisogna ricordare che spesso e volentieri in questi enti (come tante in altre realtà) vengono parcheggiati ex politici, amici, amici di amici, amanti, figli e chi più ne ha più ne metta, che operano sovente in condizioni di scarso controllo e scarsa trasparenza (male italiano a tutti i livelli, sia ben chiaro), dispensando favori a destra e a manca, esempio di questi giorni, il caso ENPAP con il palazzo comprato dal senatore Conti del PDL.
    Per quel che riguarda il controllo sulle competenze e l’aggiornamento, che Francesco ha giustamente sollevato, sarebbe indispensabile che questo fosse fatto veramente per aggiornare, e non per arricchire qualche barone; con l’esame di stato ogni 5 anni poi, sai quanti primari, titolari di farmacia, ecc…, che lo sono perchè lo erano i padri o i nonni, verrebbero falciati?

  164. 267 Francesco 4 febbraio 2012 alle 19:07

    Caro Luigi, secondo me hai un’idea sbagliata degli ordini professionali. Il problema delle limitazioni alla professione non dipende dagli ordini ma dalle leggi dello stato. Non è l’ordine dei farmacisti che decide chi può aprire una farmacia, ne quando, ma ci sono precise disposizioni di legge che stabiliscono graduatorie, rapporto numero di cittadini/farmacie ecc. Basta semplicemente cambiare in parlamento queste leggi. Stessa cosa per i medici. L’ordine non può mai impedire a un medico di lavorare, ne dove, ne se deve fare il primario, l’unico ostacolo all’accesso alla professione è l’esame di stato, che può essere abolito, l’ordine non centra niente. Per gli avvocati e per i commercialisti pure, basta abolire il tirocinio, l’esame di stato, e magari anche il valore legale della laurea. Se vogliamo togliere ai professionisti gli organi di autogoverno facciamolo pure, ma sicuramente avremo molti più asini alla ribalta e uno stato ancora più invadente. Mi fa poi sorridere il riferimento di taluni all’obbligo di pagare agli ordini somme di denaro … stiamo parlando di professioni dove i redditi sono quasi sempre alti, non sono certo i 100 o 200 euro all’anno di iscrizione all’albo che possono scalfirne il tenore di vita! E poi, scommettiamo che una volta aboliti gli ordini lo stato stabilirà tasse balzelli molto più pesanti per loro? Gli ordini non hanno la funzione di limitare la libertà degli iscritti ma di tutelarli e di garantire ai cittadini che gli stessi rispettino le norme deontologiche, si aggiornino e svolgano la professione con adeguata competenza.

  165. 268 Riky 4 febbraio 2012 alle 20:48

    Hola!!! Francesco in che mondo vivi?
    Gli ordini professionali sono inutili come l’esame di stato, i primi perchè creano monopolio, fanno pagare tasse di iscrizone inutili e con la storia dei crediti formativi fanno fare agli iscritti inutili corsi di aggiornamento (peraltro molto costosi), il secondo (esame di stato) non ho capito a cosa serve…. visto che è un esame che ti abilita a fare un lavoro che hai imparato sia all’università (nozioni teoriche) e sia facendo il praticantato (nozioni pratiche).
    Un sistema come il nostro esiste solo nei paesi del terzo mondo…..

  166. 269 catena 6 febbraio 2012 alle 14:56

    un grande vaff
    un grande vaffan….. a tutti gli ordini professionali.

  167. 270 catena 6 febbraio 2012 alle 16:07

    pienamente d’accordo

  168. 271 Francesco 8 febbraio 2012 alle 22:14

    Per Fabrizio. Prima di tutto anche voi ospedalieri, o comunque dipendenti, a 65 anni prenderete la pensione della quota A, esattamente come tutti i medici iscritti all’albo; in secondo luogo la solidarietà che viene finanziata con lo stesso fondo può andare a chiunque ne dovesse aver bisogno, a iniziare dai medici precari, disoccupati, invalidi o in maternità; Mi sembra il minimo che anche voi dipendenti, che avete lo stipendio sicuro ogni fine mese (anche se qualcuno non lo meriterebbe) contribuiate ad aiutare i colleghi eventualmente in stato di necessità. Dovresti vergognarti, con il reddito che hai, e con il posto comodo e sicuro sotto casa, di lesinare una piccola cifra destinata alla solidarietà tra colleghi. Oltretutto i soldi che versi li deduci interamente dal reddito e te li ritroverai in pensione. Sei un privilegiato, e questo lo devi anche al fatto che esiste un Ordine che negli anni ha combattuto mille battaglie per tutelare tutta la categoria, te compreso.

    • 272 fabrizio 10 febbraio 2012 alle 19:19

      Io non ho bisogno e non voglio essere tutelato dall’enpam. Se lavorassi( faccio l’anestesista in terapia intensiva) le vostre ore/settimanali porterei a casa 2000 euro netti scarsi , ma se mi pagassero come voi a “mutuato” residente nella mia provincia, potenziale paziente che si rechi o no in ospedale ogni anno, guadagnerei 10 volte di più. Confronta lo stipendio di un massimalista, rapportato alle ore lavorate, col mio.Confronta la pausa pranzo del convenzionato con la mia(8 ore ininterrotte di sala operatoria dal lunedi al venerdì, domeniche, pasqua,natale, capodanno in rianimazione) per 2500 euro/mese netti. Confronta la possibilità di scegliersi le ferie. confronta i sabati e domeniche libere. Confronta la possibilità di essere reperibile tutte le notti per le urgenze. Confronta la possibilità di poter dormire tranquillo la notte con tua moglie.Previdenza inpdap(ora inps) solidale con tutto il mondo del lavoro, voi con chi? con la vostra cerchia convenzionati? . L’ordine sa solo che esisto per il contributo.Non ho mai ricevuto nulla che migliorasse la mia professionalità. Io mi considero un normale cittadino italiano col suo lavoro come tutti coloro che se lo sono costruito e verso contributi alla assicurazione obbligatoria dei dipendenti pubblici e autonomi privati e con questo contribuisco alla cassa integrazione dei disoccupati italiani, alla detrazione per carichi familiari,ai risarcimenti inail, assistenza agli anziani, alle loro pensioni,a tutto il wellfare italiano. E tu hai anche il coraggio di pretendere qualcosa da noi?

  169. 273 Professionista 16 febbraio 2012 alle 11:39

    Chi dice che un sistema come il nostro (gli Ordini professionali) esiste solo nel nostro paese, sappia che è un ignorante patentato.
    Gli Ordini esistono ovunque. Sono i somari come lui che non possono esercitare in nesun paese, tranne che in Italia.
    Questa è l’unica differenza.

    • 274 fabrizio 16 febbraio 2012 alle 19:18

      Che mestiere fai? Sei un medico o fai il medico? Sei un ingegnere o fai l’ingegnere?sei un avvocato o fai l’avvocato?,,,,,,,Qualunque sia, uno che non ha il coraggio di qualificarsi è un pericolo per la società. Ancora peggio, dal momento che fai coincidere l’iscrizione all’ordine con la professionalità. Che Dio ci aiuti specie gli assistiti.

      • 275 Professionista 29 febbraio 2012 alle 10:43

        Fabrizio, ma quanto sei ridicolo.
        Su un forum si dibattono le idee, non certo gli insulti, come alcuni fanno, e neanche con nome e cognome visto che anche Fabrizio potrebbe essere un nome fittizio.
        Scrivendo Professionista, faccio capire che sono un professionista iscritto ovviamente ad un Ordine.
        Potrei scrivere marco o giuseppe, sarebbe uguale.
        Perchè come è evidente non essendo richiesto il prerequisito dei dati personali, sarebbe una asimmetria qualificarsi con nome e cognome mentre dall’atra degli stupidi come coloro che scrivono nick name volgari e parolacce a go-go, rimarrebbero nell’ombra come topi.
        Sono un professionista. Mi pareva fosse chiaro dell’area tecnica. Quindi arch o ing. Il resto non aggiunge nè toglie nulla alla discussione nulla.
        Che comunque da parte di molti di voi prende direzioni completamente diverse dall’oggetto di discussione.
        Le recriminazioni personali sulle retribuzioni, le frustrazioni di ragazzetti (si capisce dal modo di scrivere) somari che provano astio perchè non si abilitano, ecc, sono fuori contesto.
        Qui si parla di professioni che hanno valenza pubblica e ricadute sulla pubblica sicurezza (quelle tecnice, mediche, ecc).
        Cioè le professioni “tutelate”. E sono tali IN TUTTA EUROPA e anche negli USA. Con buona pace degli ingnoranti che scrivono stupidaggini.
        Esattamente come fanno i ragazzini che la sparano grossa tra loro per avvalorare le loro tesi, confidando nell’ignoranza altrui o nella dabbenaggine degli interlocutori.
        In tutta evidenza, l’80% di chi ha scritto qui NON ha idea della situazione “estera”. Che poi l’Europa E’ il nostro mercato di riferimento.
        E anche se così non fosse, almeno si prendano come riferimento i paesi che SONO più efficienti del nostro. E si vedrà che il sistema è praticamente identico (quello ordinistico e dell’accesso alle professioni).
        Cambiano “solo” 2 aspetti:
        1- Ci sono molti ma molti meno professionisti;
        2- C’è più onestà.
        Questo CERTAMENTE comporta anche il fatto che ci siano ALCUNE sedi dove impera la disonestà. E cioè dove si fanno passare i raccomandati a scapito degli onesti.
        Ma se volete evitarlo, fate come ho fatto io: ho dato l’esame in una sede seria. Massacrato di studio. Non conoscevo nessuno. Siamo passati in pochissimi.
        Si può fare. Se cercate scorciatoie per accedere da incompetenti e somari ad una professione che FUORI dall’Italia non riuscireste mai ad esercitare, allora continuate a strillare. Tanto aversa e reggio calabria sono lì.
        Prima o poi entrerete pure voi a ingrossare la schiera delle centinaia di migliaia di professionisti somari che esercitano in Italia.
        Perchè è solo quello il problema di molti di coloro che scrivono qui.

  170. 276 Luigi 18 febbraio 2012 alle 17:20

    Caro Francesco, ciò che dici è assolutamente vero ma ciò che non scrivi è assolutamente importante e gli ultimi eventi lo hanno messo in luce molto chiaramente: chi si è opposto ai cambiamenti che il governo voleva apportare allo svolgimento di alcune attività professionali, prendiamo l’esempio delle farmacie, non è stato forse l’ordine ad opporsi alla liberalizzazione dei farmaci di fascia “c”? Alla fine il governo (sotto la guida attenta dell’ordine) ha fatto un grande buco nell’acqua: ci ha promesso 5000 nuove farmacie ai cui concorsi non potranno partecipare i titolari di farmacia (il titolare della farmacia del mio paese si è già organizzato per eludere la legge e come lui immagino tanti altri, questo perché lo Stato fa le leggi ELUDIBILI!). Quindi, né io né nessun altro italiano abbiamo eletto qualche membro dell’ordine dei farmacisti! Eppure prendono, anche se non direttamente ma facendo grandi pressioni, decisioni POLITICHE che spettano al Parlamento eletto dal popolo. L’ordine è andato in televisione come se fosse un organo di governo cui spetta decidere sul futuro del paese e dei giovani, portando argomentazioni assurde contro la liberalizzazione delle farmacie: “non si possono vendere i medicinali tra i cetrioli”, però i cetrioli, anche belli grandi, si possono dare ai cittadini! Vedi caso della farmacia scoperta dalle Iene (che vergogna! Ci vogliono le iene per portare alla luce ciò che il nostro caro ordine conosce benissimo). Allora caro Francesco se dalle tasche degli italiani devono uscire dei soldi per mantenere gli ordini è meglio pagare per avere o potenziare degli organi di governo indipendenti per controllare l’operato dei professionisti. Mi preme portare alla tua attenzione un aspetto molto importante, almeno per le farmacie, della vicenda liberalizzazioni, a queste seguirebbe un’importante redistribuzione di reddito e un’importante capillarità della distribuzione del farmaco che avrebbe un notevole impatto per i cittadini che magari devono fare anche 30 km per acquistare un farmaco. Non vedo alcuna ragione dell’opposizione dell’ordine alla libera apertura delle farmacie, non vedo dove possa essere il pericolo per il cittadino che avrebbe la farmacia sotto casa gestita da un farmacista, non vedo il danno che il cittadino possa avere da una diminuzione dei prezzi; Francesco se ci sono pericoli in tutto questo spiegamelo! Perché io sinceramente non li vedo!!! Ho visto invece farmacisti titolari di farmacia aprire altre farmacie senza concorsi! I figli dei farmacisti che acquistano la titolarità della farmacia senza sapere neanche come si svolge un concorso e magari all’università sono anche super raccomandati! Titolari di farmacie che intimano ai distributori di farmaci di non fornire farmaci alle parafarmacie con una cattiveria inaudita!!! (ma i titolari di parafarmacie sono iscritti all’ordine caro Francesco) Che solo chi ha subito simili torti può capire. E’ sotto gli occhi di tutti gli operatori del settore che la parafarmacia paga per smaltire il farmaco scaduto e la farmacia non paga nulla! Titolari di farmacia comportarsi in modo arrogante nei confronti dei clienti, tanto in paese sono solo loro! Caro Francesco, potrei stare qui fino a domani mattina ad elencarti tutte le ingiustizie che vedo ogni giorno ma mi fermo qui! Una cosa però la voglio commentare, ho sentito tante volte l’ordine affermare che “con la liberalizzazione dei farmaci di fascia C oppure con la liberalizzazione molte farmacie chiuderebbero”. Mi chiedo e chiedo a molti che svolgono un’attività imprenditoriale, ma qualcuno ci ha mai detto che siamo immuni dal rischio di impresa, a qualcuno che apre un negozio abbiamo mai garantito che domani possa dover chiudere perché non ha clienti? E le farmacie, perché non possono essere soggette al rischio d’impresa come tutti? Io non sono contro gli ordini professionali io non tollero ciò che fanno, proteggono solo alcuni ad esso appartenenti senza la possibilità per chi non si sente protetto di sganciarsi e farsi proteggere da qualcun altro. Ma questo è il GRANDE MALE del monopolio che deve essere distrutto a tutti i costi. Gli ordini la smettessero di dire PUTTANATE e iniziassero a tutelare TUTTI gli iscritti e non solo la parte più forte degli iscritti!
    Una piccola provocazione: gli ordini si potrebbero attrezzare per l’elezione dei propri membri attraverso la rete in modo tale da rendere effettivo l’esercizio del voto da parte di tutti gli iscritti, e diamo un po di democrazia a queste strutture che sono commissariate sempre dai soliti!

  171. 277 Vincenzo 18 febbraio 2012 alle 17:35

    Ho capito solo una cosa!
    Anche io ho fatto l’errore di perdere tempo nell’esprimere un pensiero su questo blog. Ma in questo modo le cose non possono cambiare. Bisogna spingere di più. Dal mio punto di vista bisogna eliminare l’obbligo di sostenere l’esame di Stato(che in ogni caso non attesta un bel niente- come possono poche persone(spesso una) decidere se io sono in grado o meno di svolgere la libera professione?Come possono commissioni composte da un esiguo numero di commissari decidere per il mio futuro? A che cosa sono serviti 50 esami sostenuti all’Università? Posso giustificare tutto questo nel caso di un concorso in cui un’Amministrazione decide le qualità che deve possedere un candidato…
    Allora come si può fare?
    Ad oggi è in discussione in Parlamento la riforma costituzionale per ridurre il numero dei parlamentari; approfittiamone e diamo anche una smussata all’art. 33.
    Mi rivolgo a tutti coloro che in questi giorni sono alle prese con gli esami di Stato. Lottate per i vostri diritti, lavorate affinchè tutto venga svolto secondo le regole. Esse sono riportate in tutti i bandi delle Università ma alcune commissioni non le rispettano. Chi ritiene di aver subito dei danni derivanti da un comportamento illegittimo da parte di un membro di una commissione deve assolutamente rivolgersi ad un Tribunale Amministrativo. E lo deve fare senza nessun timore(questi bastardi devono capire che non possono fare quello che vogliono. Devono rispettare le regole.)

    Il mio ultimo commento su questo blog!

    Vincenzo

  172. 278 Giulia 20 febbraio 2012 alle 12:19

    Salve a tutti vorrei portarvi a conoscenza della mia esperienza personale.
    Ho 24 anni,laureata ed iscritta ad un corso di specializzazione all’università. Nel 2010 ho superato l’esame di stato (l’accesso era ancora possibile con il diploma) per diventare consulente del lavoro (due anni di praticantato non retribuito naturalmente). L’ho superato dopo tanti sacrifici giorni interi passati a studiare per gli esami universitari e l’esame stesso. Non credevo di farcela ma il pensiero di diventare consulente del lavoro, laurearmi e battere sul tempo tutti i miei colleghi universitari avendo la possibilità di offrirmi al mondo del lavoro con un titolo in più mi ha spinto a non mollare.
    Oggi sono iscritta all’ordine, i miei genitori riescono a pagarmi i contributi perchè io non lavoro in uno studio (ti prendono come stagista non retribuito, perchè ho fatto l’esame?) e non ho la possibilità economica nè l’esparienza per aprirne uno. Quindi pago i contributi senza esercitare la professione e lo faccio per una (speriamo) futura pensione.
    Ho deciso allora di proseguire con gli studi universitari e specializzarmi e poi…

    Se almeno gli ordini prevedessero delle agevolazioni per i giovani…magari nessuna quota se non si esercita…

  173. 279 juan 24 febbraio 2012 alle 17:09

    me ne vado via oogni anno pago 4000 + 2000 al fisco + 75 di alvo capito alvo

  174. 280 Professionista 29 febbraio 2012 alle 10:26

    Per Chris. Vedi? confermi esattamente ciò che sosteniamo io ed altri: ti lamenti degli Ordini perchè non passi l’esame!
    ma ti rendi conto?
    e naturalmente, per sostenere l’insostenibile, glissi completamente sul rilievo che IO e molti altri facciamo: dove sarebbe questa barriera all’accesso, se in Italia il numero di professionisti è ENORMEMENTE SUPERIORE a quello degli altri paesi?
    Ma cosa credi, Chris, che in Germania, in Francia, in Danimarca, l’abilitazione te la regalano?
    Secondo te in Francia ci sono solo 30.000 architetti perchè agli altri non piace il mestiere?
    oppure semplicemente perchè E’ DIFFICILE ARRIVARE ALLA FINE DEL PERCORSO e vengono chiesti requisiti e preparazione ben maggiori?
    Sai che in ITALIA abbiamo 500.000 laureati in INGEGNERIA????
    CINQUECENTOMILA.
    Ma finiamola!
    Bisognerebbe cacciare dagli Ordini tutta quella massa di pseudo professionisti (anche i vecchi, certo!) che sono assolutamente incapaci e stanno dentro “solo” perchè laureati magari in qualche scandalosa università del sud e perchè hanno comprato l’esame in campania o a reggio calabria.
    Ti pare normale CHRIS, che solo a Roma c’è lo stesso numero di avvocati che è presente in TUTTA LA FRANCIA???
    Ti pare NORMALE che in Germania ci sono una quarantina di avvocati che possono patrocinare in Cassazione e in Italia praticamente cani e porci?
    Ma di cosa parliamo!
    Soprattutto, ci vorrebbe un prerequisito: che chiunque, a prescindere dalla professione, se non accetta i numeri che sono numeri oggettivi, e di ragionare su quello, non può manco laurearsi.
    C’è una confusione e un saltare di palo in frasca che è incredibile.
    O si usa l’argomento dell’esame di stato ingiusto (vero, allora? regaliamo l’abilitazione a tutti? oppure pretendiamo che SIA SERIO, RIGOROSO E OGGETTIVO?) o si usa quello della “chiusura delle professioni” a vanvera, visto che i numeri sono quelli che IO ho riportato.
    Non c’è alcuna logica: il punto vero è un altro. Cioè che in Italia per decenni si è fatto laureare cani e porci e abilitarne altrettanti. In numeri assurdi. E quindi ormai qualsiasi ragazzino che si laurea a cassino o ad aversa, pretende che l’abilitazione sia automatica, una formalità. Ma srtiamo a scherzare?
    Ma vedete quanti somari che sono in giro?
    Bisognerebbe rifare gli esami di stato tutti gli anni!

  175. 281 Professionista 29 febbraio 2012 alle 10:54

    Finitela di confondere: Notai e Farmacisti sono le uniche professioni CHIUSE. Le altre sono REGOLATE ma non CHIUSE.
    Gli ordini nella stragrande maggioranza dei casi sono al massimo enti “inutili”. Non sono certo barriere o altro.
    Cosa c’entra un Ordine con uan professione?
    Se vi abilitate, vi iscrivete, esercitate e basta.
    Più che altro andrebbe sottratta agli Ordini locali la possibilità di esaminare (con i componenti locali nelle commissioni) i “futuri concorrenti”. Questo sì.
    Ma sono migliramenti che NULLA hanno a che fare con l’abolizione.
    Ma immaginate se fosse data carta bianca a quegli stuoli di personaggi che già oggi si vendono in giro con qualifiche che non hanno.
    “Architetto”. e sono poco più che massaie che giocano a scegliere la tappezzeria delel amiche…
    O “progettista”. E sono diplomati che all’estero farebbero rabbrividire qualsiasi interlocutore.
    Con gli ingegneri questo non succede. Ma al contrario avviene la follia di ritenere “progettista” in Italia, qualsiasi “ingegnere”.
    ANche un laureato in chimica o informatica, in Italia poteva tirar su palazzi….
    Insomma, dovremmo semplicemente adeguarci agli altri paesi.
    Ingegneri solo i “porgettisti”. NOn certo i gestionali o tutte quelle figure che in Italia negli anni, per ingrossare la lobby, hanno fatto rientrare sotto il cappello dell’ingegneria.
    Provate a dire all’estero che siete ingegnere “gestionale”. Si fanno una risata. E infatti, molti poi tendono a glissare sulla specifica e col tempo diventano “ingegneri e basta”.
    Copiamo dagli altri paesi. Niente di più.

  176. 282 elisabetta 29 febbraio 2012 alle 12:15

    Gli ordini professionali, assolutamente inutili, dovrebbero essere aboliti.
    Pago senza usuffruire di alcun beneficio.

    • 283 salvatore 14 maggio 2012 alle 15:51

      Anche l’Albo degli assistenti siciali non ha senso . Basta la laurea a certificare un percorso di formazione. Vorrei tanto l’abolizione di questi “centri di potere”.

    • 285 Professionista 9 marzo 2012 alle 19:05

      Appunto.
      Solo in Italia si consente che ignoranti che non riescono neanche ad abilitari nelle sedi del sud dove passa il 90% o che peggio, di fatto fanno mercimonio di titoli ed abilitazioni, pretendano di abolire ciò che c’è e FUNZIONA praticamente in tutta Europa.
      Dove non ci sono gli Ordini, ci sono organizzazioni di diritto privato ma interesse pubblico riconosciuto, e situaizoni dove esercita in rapporto alla popolazione, anche UN DECIMO (ma mai più di un terzo) dei professionisti italiani.
      Provate ad andare a fare gli ingegneri o gli architetti progettisti in Olanda, o in Inghilterra, o anche solo in Spagna. Molti si vergognerebbero e cambierebbero mestiere per la propria totale impreparazione e incapacità ad esercitare.
      In Italia di fatto neolaureati incapaci di progettare una villetta ottengono il timbro senza alcun tipo di filtro.
      E’ un paese di idioti incapaci, viziati e pretenziosi, ormai.
      La fatica e il merito oggettivo, sono qualcosa che non si trova praticamente più.

  177. 286 sfigato senza albo 13 marzo 2012 alle 17:50

    Sono laureato in Informatica e non ho un Ordine/Albo.
    Con tutto il rispetto e in tutta sincerità chi difende il “libero mercato” ha mai chiesto a chi esercita una professione “NON tutelata da un albo” come se la passa??? Io dopo essermi fatto il mazzo all’Università e aver fatto gavetta per anni sottopagato adesso dopo i 30 anni sono disoccupato.
    Le aziende del mio settore assumono solo diplomati o persone senza titolo di studio con un’infarinatura di programmazione.
    I clienti vogliono solo le agenzie che affittano schiavi tramite forme legalizzate di “caporalato”.
    Sarà così anche per Medici, Avvocati, Farmacisti, ecc ecc????
    Non difendo gli albi ma non mi sembra che l’alternativa, il “libero mercato” funzioni bene, anzi… penso che di “libero” non ci sia nulla perché tutti quelli che oggi esercitano oggi una professione “tutelata” poi saranno venduti/affittati dalle agenzie interinali.
    Approposito, questo governo non vuole abolire le agenzie interinali

    • 287 Professionista 14 marzo 2012 alle 13:07

      Ma cosa c’entra? non è che qualsiasi professione o mestiere riveste pubblico interesse! che significa. allora facciamo pure gli albi dei “mestieri”.
      Innanzitutto, forse ti sfugge, l’Italia è l’unico paese al mondo dove fino alla riforma, esisteva l’”albo unico degli ingegneri”, per cui laureati in informatica o in ingegneria dei materiali, o ingegneria aerospaziale, potevano fatto l’esame di stato, accedere a qualsiasi branca, inclusa la progettazione civile/edile. Una roba inconcepibile.
      E infatti hanno ammazzato la buona architettura, ingegneri che non sapevano NULLA di edilizia, ma che si mettevano a fare i progettisti.
      Detto questo, una cosa è un ingegnere che deve progettare posti, strade, palazzi, impianti industriali e quant’altro.
      Tutt’altra cosa è il settore informatico. Non è che non è complesso o dignitoso, ma semplicemente non ha pubblico interesse in nessuna parte del mondo. E un motivo ci sarà, no?
      Un informatico laureato in ingegneria informatica, dovrebbe essere il più qualificato del settore. Però se c’è il talentuoso quindicenne genietto dell’informatica che impara a fare siti web e qualcuno glieli fa fare… oppure diventa un programmatore software, non è che può ammazzare qualcuno DIRETTAMENTE col suo lavoro.
      Ma se tu non sai progettare un ponte o un edificio, oppure sei architetto e progetti un quartiere male o rovini un centro storico perchè non hai idea della differenza tra un un edificio moderno e uno storico, o un paesaggio, o non sai gestire e programmare funzionalmente un edificio comlesso… allora certo che fai danni che poi rimangono in carico alla collettività (e al patrimonio pubblico e privato, nonchè, forse più impercettibile a chi non è del settore ma è ancora più importante, alla qualità della vita) per decenni!
      Poi il “caso” particolare, l’eccezione c’è in tutti i settori.
      Anche nelle professioni protette sono previste eccezioni per le persone che anche senza titoli accademici, per chiara fama e palese competenza superiore dimostrano alla collettività di essere particolarmente dotati, allora anche a costoro la legge prevede che possano esercitare delle “professioni regolate” da albi, anche senza titoli.
      lo scopo, cosa che ti sfugge completamente, dimostrando una completa immaturità culturale, è che gli albi NON SONO protezioni per gli iscritti.
      Gli albi e il fatto che alcune professioni siano regolate da norme restrittive, è proprio l’intereresse collettivo della sicurezza e della salute (in tutti i sensi). Perchè è chiaro che non puoi mettere un imbianchino a restaurare la Cappella Sistina… o un muratore a tirare su un palazzo solo perchè sa mettere un mattone sull’altro col cemento… concordi?

  178. 288 francesco 16 marzo 2012 alle 10:50

    e’ una vergogna .per fare l’iscrizione all’ordine dei geometri tra iscrizione tasse varie ci vogliono piu’ di tremila euro.e il bello che i lavori che facciamo noi geometri li puo’ fare l’architetto,l’ingegnere ,l’agronomo

  179. 289 astolfo 16 marzo 2012 alle 13:50

    BUUUUUMMMMMMMM!!!!!!!

  180. 290 Profesisonista 22 marzo 2012 alle 15:35

    @Francesco:
    ma guarda un pò! più che altro NOI dovremmo dire che il nostro lavoro lo fanno anche dei semplici diplomati, i geometri!
    in nessun paese serio del mondo è consentito fare ai geometri ciò che fanno da noi avendo devastato il territorio di villette e palazzine fotocopia per decenni.
    questo è lo scandalo. altro che architetti, ingegneri, agronomi!
    ma ti rendi conto! come dire che il maestro delle elementari si lamenta del professore universitario perchè può insegnare all’università e lui no.
    ma siamo diventati matti???
    questo si è ottenuto nel nostro paese: produrre una quantità immensa di diplomati (di cui tantissimi col 5 anni in 1 nelle scuole private), che poi hanno pure preteso di fare i progettisit!
    ver-go-gna.
    solo guardando all’estero si può capire quanto è fuori dal mondo la situazione italiana.
    e nonostante vengano prodotte porcherie su porcherie, disastri su disastri, interventi catastrofici da dementi su edifici storici da parte di SEMPLICI DIPLOMATI quali sono i geometri, parlate ancora.
    veramente inconcepibile.
    dovreste fare solo ciò che è concesso negli altri paesi perchè a differenza delle fesserie che raccontate, all’estero i vostri “colleghi” sono immensamente più preparati. e dopo le scuole superiori, devono continuare a studiare altri anni prima di poter operare (sempre al di sotto delle competenze di laureati quinquennali come architetti e ingegneri).
    dài una aereo ad un bambino, e si sentirà pilota.

  181. 291 Antonio Esposito 30 marzo 2012 alle 15:29

    LA TASSA DELL’ORDINE DEGLI ARCHITETTI (DI NAPOLI a quella sono iscritto) è una truffa legalizzata. Non si capisce a cosa serve e non da diritto ad alcun servizio …se non a pagamento ulteriore.

  182. 292 giuseppe campagnoli 13 maggio 2012 alle 16:12

    Sono un fautore dell’abolizione! Mi occupo di architettura, arte e formazione in campi e paesi dove non c’e obbligo di iscrizione ad un albo!
    Gli ordini sono delle corporazioni che fanno gli interessi delle lobbies dei professionisti pescecani ed evasori a scapito degli onesti e dei giovani! La garanzia per l’utenza e la laurea e quello che si e capaci di fare.

  183. 293 salvatore 14 maggio 2012 alle 15:45

    Il sistema non vuole sapere . non vuole ascoltare, non considera il mercato ma considera la legge della casta e del tornaconto. Non si pùo , sempre, parlare ai sordi e non si può solo e sempre tollerare ciò che non è tollerabile. per cui è necessaria una rivoluzione , pacifica.

  184. 294 Laura 24 maggio 2012 alle 13:49

    Per certe prfoessioni e’ assolutamente da abolire…
    Io lavoro e ho lavorarato per molti anni come giornalista ma non lo sono, perlomeno non in Italia.
    In molto Paesi esteri non esiste l’albo dei giornalisti, devo dire in tutti gli altri Paesi europei, eccetto il Portogallo….
    Ad un colloquio come giornalista effettuato all’estero non ci credevano che io in Italia, nel mio Paese non potessi fregiarmi del titolo di giornalista…


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